31 Gen 2016

Sea Shepherd approda a Venezia: tra i volontari di bordo anche un’italiana

Scritto da: Tamara Mastroiaco

Dal 1 al 7 febbraio la M/V Bob Barker, la nave di Sea Shepherd più temuta dai balenieri giapponesi, attraccherà a Venezia, dove sarà possibile visitarla, conoscere l’equipaggio e sostenere l’associazione prima della prossima missione. Tra gli off-shore, i volontari di bordo, anche un’italiana, Melissa Bortolin.

Ai bambini, seppur inconsapevoli dell’enorme valore etico e morale, piacerà comunque vederla attraccare a Venezia. I piccoli, infatti, potrebbero pensare: “Evviva, ecco la nave pirata! Speriamo ci sia a bordo il capitano Jack Sparrow!”. A coloro che non hanno mai sentito parlare di Sea Shepherd – impossibile a mio avviso – potrà incutere un certo timore, a causa del design volutamente aggressivo e la bandiera nera con il teschio, simbolo dell’associazione. Per molti, invece, sarà l’occasione per salire finalmente a bordo della M/V Bob Barker, la nave più temuta dai balenieri giapponesi, con l’opportunità di conoscere i volontari di Sea Shepherd, persone che rischiano la propria vita senza ricevere stipendi o rimborsi.

sea shepherd1

La Bob Barker è una nave di Sea Shepherd, l’organizzazione nata nel 1977 da un’idea di Paul Watson


Per questa ragione, ma soprattutto per il prezioso lavoro svolto dagli angeli degli oceani, Paul Watson, il fondatore dell’associazione, spesso, dice: “I volontari di Sea Shepherd non hanno prezzo”. I “pastori del mare” sono pronti a speronare le navi dei bracconieri per salvare interi branchi; ogni anno nelle acque nipponiche perdono la vita circa 20.000 animali, tra cui balene, foche, squali, delfini, merluzzi, ecc.

 

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

“Abbiamo bisogno del vostro aiuto per poter continuare a mantenerla in mare insieme alle altre navi della flotta” dice l’associazione. La cifra necessaria per consentire alla nave di procurarsi il necessario per le future missioni è di 12.000,00 euro, che serviranno a soddisfare le necessità delle operazioni e garantire i fini cui sono preposte. In dieci anni di campagne antartiche l’associazione ha salvato la vita di oltre 5000 balene, grazie alla determinazione, al coraggio, alla tenacia dei volontari provenienti da tutto il mondo.

 

Ci sono tre tipologie di volontari nell’associazione: gli off-shore, gli on-shore e i supporter. I primi sono i volontari di bordo selezionati solo se ritenuti idonei a prendere parte alle operazioni in mare. Salirà a bordo della M/V Bob Barker, come off-shore, anche una ragazza friulana, Melissa Bortolin, che approfittando della temporanea disoccupazione, avrà la possibilità di realizzare il proprio sogno. “Gli animali sono la mia passione da sempre, gli oceani sono la vita del pianeta, bisogna fare qualcosa per fermare lo scempio dei balenieri e comunque intervenire dove si registri qualsiasi tipo di illegalità nei confronti della terra, della natura” racconta Melissa.

sea shepherd2

Gli on-shore, invece, sono i volontari di terra, che, raccontando alle persone le missioni, gli obiettivi, le difficoltà e le gesta dell’associazione, raccolgono i fondi per l’acquisto di nuove navi o la manutenzione di quelle esistenti, oltre a sensibilizzare il pubblico sull’importanza della salvaguardia delle specie a rischio. I supporter, infine, sono coloro che grazie a piccoli e grandi donazioni rendono possibile l’esistenza di Sea Shepherd. Tra i supporter ci sono anche tanti nomi noti tra i quali i Red Hot Chili Peppers, gli Skunk Anansie, Pamela Anderson, Bob Barker, ecc. Se non possiamo far parte della squadra attivamente come volontari di bordo o di terra a causa delle nostre caratteristiche fisiche, caratteriali o psichiche, possiamo sempre supportarli economicamente nella loro grande sfida: salvare un patrimonio comune dell’umanità, gli oceani!

 

“Le nostre navi sono le vostre navi, i nostri equipaggi sono i vostri equipaggi, le nostre vittorie sono le vostre vittorie, e le vite che salviamo sono le vite che tutti noi salviamo insieme!” afferma, difatti, il Capitano Paul Watson.

 

 

Articoli simili
Ecco un piano per proteggere gli oceani entro il 2030

Riforestiamo Italia: “Piantiamo 10 milioni di alberi a Roma”
Riforestiamo Italia: “Piantiamo 10 milioni di alberi a Roma”

Oggi è la Giornata Mondiale della Terra… Estiqaatsi?
Oggi è la Giornata Mondiale della Terra… Estiqaatsi?

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Condannati ad estinguerci (ma è davvero così?) – #424

|

Al via le proteste di Extinction Rebellion Italia per chiedere giustizia climatica

|

A testa alta: “Vaccini e green-pass qual è la verità?” Un appello al mondo della scuola

|

#59 – Sant’Anna di Valdieri: il borgo recuperato dalle donne che credono nella montagna

|

Viviamo il capodanno 2022 in stile comunitario, progettando un ecovillaggio?

|

Alberi autoctoni da ripiantare dopo le feste per un Natale sostenibile

|

La terra dei Piripkura incontattati invasa e distrutta per la produzione di carne

|

L’abete rosso sacrificato per il Natale del Vaticano sta morendo ma “parla” ancora