5 Set 2016

È illeggittimo vietare gli animali domestici nei condomini

Scritto da: Tamara Mastroiaco

Sono sempre più frequenti le liti tra vicini causate dalla presenza degli animali nei condomini. Quando le diatribe non si risolvono nelle assemblee condominiali, il contenzioso arriva in tribunale. Cosa dice la legge? La recente sentenza del Tribunale di Cagliari chiarisce ogni dubbio.

Nessun regolamento condominiale può imporre di vietare gli animali domestici nei condomini. A mettere fine alle numerose discussioni che sorgono tra vicini per la presenza di cani, gatti e altri animali nei singoli appartamenti e negli spazi comuni è il Tribunale Civile di Cagliari. La recente sentenza scioglie, in maniera inequivocabile, ogni dubbio: sono nulle tutte le clausole contenute nei regolamenti condominiali che vietano la detenzione di animali, indipendentemente dalla natura dell’atto che le contiene (sia di origine contrattuale o assembleare) e dal fatto che esse siano state stabilite prima o dopo l’entrata in vigore della legge 11 dicembre 2012, 220 – “Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici”.

 

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Secondo i giudici del capoluogo sardo, ogni norma regolamentare che proibisca agli inquilini di ospitare gli animali domestici nelle proprie abitazioni è da ritenersi in contrasto con la normativa vigente e persino “contraria ai principi di ordine pubblico, ravvisabili, per un verso, nell’essersi indirettamente consolidata, nel diritto vivente e a livello di legislazione nazionale, la necessità di valorizzare il rapporto uomo-animale e, per altro verso, nell’affermazione di quest’ultimo principio anche a livello europeo” si evince dalla lettura della sentenza.

 

Il Tribunale di Cagliari sottolinea inoltre che gli animali possono usufruire degli spazi condominiali poiché un eventuale divieto di godere delle proprietà comuni e di quelle esclusive nel detentore può essere istituito solo se ricorrano condizioni previste dalla legge e non in via precauzionale. Ci auguriamo che questa sentenza, che chiarisce il campo di applicazione della legge, possa finalmente tranquillizzare tutti coloro che hanno il piacere di dividere la propria abitazione con animali di altre specie, i quali, però, hanno ancora l’obbligo di pulire o risarcire eventuali danni, laddove l’animale dovesse sporcare o provocare danni agli spazi condominiali o alle proprietà altrui.

 

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Il buon senso da parte del conduttore responsabile dell’animale, infine, può aiutare a far “accettare” ai vicini la presenza di animali – non sempre graditi -, più di qualsiasi sentenza o legge. Se sappiamo, per esempio, che nel nostro condominio c’è una persona particolarmente terrorizzata dai cani, evitiamo di farlo scorrazzare negli spazi comuni senza guinzaglio, per evitare inutili discussioni che non possono far altro che mettere in pericolo, in molti casi, il nostro amico animale. “La rimozione dei divieti che rendono difficile la convivenza con i quattro zampe è importante anche per la prevenzione del reato di abbandono di animali. Agevolare l’ingresso nelle case di cani e gatti può essere un incentivo ad accogliere in famiglia uno sfortunato trovatello ospite di un canile” ricorda Ilaria Innocenti, responsabile LAV area Animali Familiari.

 

 

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