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7 Ott 2016

Accordo sul Clima: l’Europa ratifica, l’Italia no

Scritto da: Redazione

Buone notizie sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici: grazie alla grande ricettività di molti paesi, l'accordo sul clima preso a Parigi nel 2015 è già operativo. Purtroppo l'Italia fa eccezione: non ha ancora ratificato il documento e la politica energetica del Governo presenta gravi criticità.

Dopo Cina e Stati Uniti – sospettosamente celeri nel ratificare l’accordo sul clima raggiunto in occasione della COP21 di Parigi –, anche l’Unione Europea ha recepito il messaggio e ha ratificato il trattato, in vista della prossima conferenza sul clima prevista per il mese prossimo a Marrakech. Non si può dire lo stesso dell’Italia, ancora una volta in ritardo.

 

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Il quadro complessivo è incoraggiante. Come ricorda il WWF, con gli stati europei che hanno ratificato l’accordo si arriva a un totale di 74, ben 19 oltre il limite minimo che si era fissato a Parigi. L’iter è stato velocissimo: COP21 è terminata meno di un anno fa, ma già le soluzioni approvate sono diventate operative!

 

A Marrakech potranno partecipare solo i paesi che concluderanno il percorso approvativo in tempo utile. Chi non ci sarà quasi sicuramente (se non come osservatore) sarà quindi l’Italia. «Il nostro Paese non ha ancora detto né spiegato come e cosa intende fare per tradurre in azioni gli impegni assunti a Parigi, un aspetto che ci preoccupa molto. Dichiara la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni.

 

«Al Governo Renzi chiediamo di dotarsi di piani di decarbonizzazione di una nuova Strategia Energetica Nazionale e di sostenere veramente la conversione verso un’economia low carbon», prosegue Legambiente. «Il Piano Nazionale Industriale 4.0 e la legge di bilancio 2017 sono, in questo senso, due grandi occasioni da non perdere per accelerare la decarbonizzazione dell’economia e puntare sul pieno sviluppo delle energie pulite, sull’innovazione tecnologica e la bioeconomia. Una grande sfida per il rilancio economico dell’Italia e per il conseguimento degli accordi sul clima che il nostro Paese non deve perdere».  

 

renzicop21

 

Dal referendum sulle trivellazioni alla revisione del Conto Energia, sono diversi i segnali che evidenziano come il Governo non sembri intenzionato a diminuire la dipendenza del nostro paese dalle fonti energetiche più inquinanti. «La cosiddetta “neutralità tecnologica” – denuncia il WWF –, si traduce nella costante difesa e promozione dei combustibili fossili. Riteniamo che occorra invertire questa tendenza suicida e mantenere finalmente le tante promesse fatte, dal Green Act alla Strategia di “decarbonizzazione”, dal Piano Energetico Nazionale a provvedimenti, non solo dichiarazioni, per eliminare il combustibile fossile di cui possiamo fare a meno da subito, il carbone».

 

 

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