8 Mag 2017

#18 – “Viaggiando si vive”: Carlo Taglia e il giro del mondo senza aerei

Scritto da: Roberto Vietti

A vent'anni Carlo Taglia ha deciso di realizzare il suo sogno di girare il mondo. 95450 Km, 528 giorni, 24 nazioni: senza utilizzare aerei, il giovane torinese ha attraversato tutto il pianeta via terra e via mare. Ecco cosa ha scoperto sul mondo, su se stesso e sugli ingredienti della felicità...

TORINO – Viaggiando s’impara, viaggiando si vive.

Anche oggi posso dire sia una giornata speciale: incontrerò Carlo Taglia, autore del libro “Il Vagamondo”.
Molte sono le cose che il giovane viaggiatore torinese mi ha trasmesso da quando ho avuto modo di conoscerlo e delle quali vorrei parlarvi in dettaglio: la voglia di vivere, il credere in se stessi e nell’umanità, il cercare di realizzare i propri sogni inseguendo le proprie passioni, il reagire con positività alle difficoltà della vita. Se penso a Carlo Taglia mi viene in mente questo e tanto altro, che però preferisco non dirvi. Meglio lasciar spazio alle sue parole. Chissà se alla fine di questa intervista proverete anche voi le mie stesse sensazioni?

Ci incontriamo in pieno centro a Torino, nel quartiere multiculturale di San Salvario. Ci abbracciamo, per me è un onore incontrarlo tête-à-tête. Ci muoviamo verso il Parco Valentino. I colori autunnali sono meravigliosi. Tutte le tonalità del rosso, del giallo e dell’arancione sembrano essere presenti tra gli alberi e le loro foglie, illuminate da un sole tiepido ma vivo. A Carlo viene voglia di stendersi per terra, ma poi ci sediamo su una panchina per una chiacchierata.

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Carlo Taglia, 95450 Km, 528 giorni, 24 nazioni. Hai attraversato tutto il nostro pianeta via terra e via mare senza utilizzare aerei. Hai conosciuto più cose sul mondo o su te stesso?

Sicuramente conoscere culture del mondo aiuta a confrontarti con il tuo stile di vita e con quello degli altri. Tutto ciò ti aiuta a trovare una tua identità. Trovi negli altri quello che ti piace, quello che ti appartiene, lo fai tuo e lo rendi tuo. Si possono condividere tratti con altre persone, però il viaggio è soprattutto dentro di noi, infatti è stato particolarmente introspettivo. Le esperienze che viviamo rimangono un bagaglio importantissimo che ci portiamo dietro nella vita, e che possono aiutarci in altre situazioni. Per questo è importante affrontare situazioni complesse, imparando a cavarsela da soli. Per me il viaggio è sempre stato una scuola di vita: imparare a vivere, imparare a contare su di me. Se un giorno ne avrò bisogno sarò preparato ad affrontare qualsiasi avversità della vita, in base all’esperienza accumulata: è la corazza che mi sono creato viaggiando.

CONTINUA LA LETTURA DELL’INTERVISTA A CARLO TAGLIA SU ITALIACHECAMBIA.ORG

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