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29 Mar 2018

Una settimana in Piemonte contro il razzismo e le discriminazioni

Scritto da: Lorena Di Maria

Nella settimana dal 19 al 25 marzo si è tenuta la “XIV Settimana di Azione contro il razzismo”, a cui il Piemonte ha aderito con iniziative in diverse città che hanno visto la partecipazione di cittadini, enti ed associazioni, uniti per celebrare la giornata internazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali.

“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli”, le parole di Martin Luther King ci accompagnano all’interno dell’ampia ed attualissima riflessione sul tema dell’immigrazione, la quale si inserisce in un contesto sociale che è ancora fortemente soggetto ad episodi di intolleranza, discriminazioni e razzismo e che ha significative ripercussioni sul nostro vivere insieme.

La settimana di azione contro il razzismo è strettamente collegata all’evento commemorativo che, da ormai 58 anni, celebra la Giornata Internazionale per l’eliminazione della discriminazione Razziale che si tiene il 21 marzo di ogni anno, in ricordo del massacro avvenuto in Sud Africa a Sharpeville, nel periodo di massima intensità delle proteste popolari contro la politica dell’apartheid.
L’attenzione e la sensibilizzazione su questi argomenti si è recentemente concretizzata in una settimana ricca di eventi in Piemonte, quali mobilitazioni, convegni e momenti di incontro, volti ad indirizzare l’attenzione su queste urgenti tematiche.
Tuttora l’immigrazione è al centro dell’agenda politica nazionale ed europea: le dinamiche migratorie e la difficoltà nella gestione di un fenomeno di tale portata, hanno riunito molti cittadini nelle piazze, nelle vie e nei luoghi di incontro per far sentire la propria voce sul tema del razzismo e delle discriminazioni, dei diritti umani e di cittadinanza.

Tra le numerose iniziative che hanno caratterizzato questa settimana, un evento che ha coinvolto attivamente i cittadini è proprio la manifestazione del 21 marzo, promossa dal “Comitato Torino mano nella mano contro il razzismo”, che ha dato vita ad una mobilitazione cittadina antirazzista e non violenta di matrice sociale, politica e culturale, che prende posizione ed apre una riflessione contro ogni forma di intolleranza e discriminazione insita nel razzismo, nella xenofobia, nell’omofobia, nell’islamofobia e nell’antisemitismo, a favore di efficaci politiche che favoriscano i diritti, l’accoglienza, l’integrazione ed una maggiore attenzione alle attuali condizioni dei migranti. La mobilitazione ha riunito numerosi cittadini, associazioni attive nel sociale, sindacati e partiti con impegno politico nel tema del razzismo.
Nello specifico, l’evento ha avuto inizio con un flash mob organizzato dal gruppo Ternype Dance sulle note della famosa canzone Human di Rag’n’Bone, che riflette proprio sul pensiero che tutti, in fondo, siamo esseri umani, per concludersi infine con balli in piazza al suono delle musiche dei giovanissimi Fran e i pensieri Molesti.

A conclusione della settimana contro il razzismo e le discriminazioni, si è svolta la “Camminata non competitiva” di sabato 24 marzo, consistente in una camminata di sensibilizzazione collettiva ed accessibile a tutti, la quale ha visto una forte partecipazione cittadina e che ha attraversato il centro della città in un percorso di circa 3km. L’iniziativa ha costituito il momento conclusivo del progetto FAMI “Piemonte contro le discriminazioni”, avviato a novembre 2016, ed inserito nel quadro di un’attività di promozione dei diritti e di lotta contro le discriminazioni portate avanti dalla Regione, in collaborazione con soggetti pubblici e privati, per dare concreta attuazione alla Legge Regionale 5/2016 “Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale”.
I promotori sono stati la Regione Piemonte, UISP Torino, IRES Piemonte, EnAIP Piemonte, la Casa di Carità Arti e Mestieri, in collaborazione con numerosi enti e federazioni sportive.

La partecipazione attiva legata all’ambito sportivo è stata pensata per diffondere una cultura di prevenzione e contrasto delle discriminazioni, favorendo la conoscenza e la comprensione reciproca nei contesti ad esso legati.
I numerosi eventi realizzati, di grande e piccola entità, hanno visto nel complesso una consistente partecipazione popolare, unita nell’ottica di un’integrazione che superi la paura, l’odio ed i pregiudizi e che sappia guardare verso una direzione comune, dove la diversità non sia considerata un ostacolo, bensì un punto di forza e ricchezza per noi tutti.

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