15 Gen 2019

Officine Capodarno, in corso il bando per la gestione

Entra nel vivo il progetto delle Officine di Capodarno, nel comune di Pratovecchio Stia, che si candida a diventare il motore di sviluppo imprenditoriale della vallata, in grado di offrire opportunità di formazione e occupazione nell’economia locale, ma anche di combattere lo spopolamento delle aree montane.

È in corso il bando per l’affidamento della gestione delle Officine Capodarno e il 31 gennaio scadrà il termine per la presentazione delle domande sul portale della Regione “Start” (Sistema Telematico Acquisti Regionale della Toscana). Le Officine, inaugurate lo scorso 23 giungo, offriranno ai giovani casentinesi un’importante possibilità di crescita: la scuola diventerà infatti uno strumento fondamentale per chi vorrà investire nella ricerca con un modo nuovo e diverso di fare economia, anche grazie alla collaborazione con le scuole del Casentino e con le università italiane e straniere attraverso dei corsi che attribuiranno crediti agli studenti partecipanti, master, percorsi di specializzazione.

“Questo è un progetto nel quale la nostra amministrazione ha creduto e sul quale ha puntato con decisione per le sue caratteristiche di innovazione, di sostenibilità ambientale, di attrattiva per i giovani che hanno idee e motivazioni a realizzarle” ha commentato il sindaco di Pratovecchio Stia Nicolò Caleri.

Si tratta di un progetto che mira ad affrontare i molteplici aspetti della vita dei cittadini, nell’ottica di abbattere lo spopolamento naturale che i territori montani stanno vivendo, cercando di recuperare e valorizzare le risorse che invece l’ambiente mette a disposizione.

Le officine rientrano nel programma delle “Aree Interne Casentino Valtiberina” grazie al quale riceveranno un finanziamento di 155 mila euro in tre anni. Se poi la conduzione della struttura raggiungerà gli obiettivi fissati, la corresponsione di fondi diventerà strutturale, quindi con un aiuto cospicuo che consentirà al progetto di mettere le ali.

Il bando di appalto prevede come requisito essenziale che il gestore sia un’agenzia formativa accreditata secondo le ultime normative regionali e che svolga attività di formazione, convegni, workshop, seminari, progetti di sensibilizzazione ed orientamento scolastico, servizi alle aziende (tirocini, ricerca & sviluppo, formazione ad hoc), collaborazioni con i partner del protocollo, partecipazione ai bandi di finanziamento e comunicazione/diffusione del progetto. Gli ambiti di riferimenti sui quali dovrà lavorare il gestore, vanno dalla bioedilizia alla filiera del legno, passando dall’agricoltura biologica e biodinamica, dal vivaismo alla viticoltura, all’ ingegneria ambientale, fino alla robotica applicata all’artigianato e/o all’ambiente e allo sviluppo di energie alternative e/o rinnovabili, interessando la gestione del patrimonio forestale e faunistico ma anche l’artigianato locali (gastronomico e non) e il turismo ambientale, sportivo e naturalistico.

Vuoi cambiare la situazione
dell'imprenditoria in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
“Facciamo birre con i profumi della nostra terra”. La storia del birrificio Nadir
“Facciamo birre con i profumi della nostra terra”. La storia del birrificio Nadir

ReStartAlp: la montagna accoglie i ragazzi

#49 – Tessile e Salute: una rete di imprese per un prodotto di qualità
#49 – Tessile e Salute: una rete di imprese per un prodotto di qualità

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Antonello Sannino e il mondo LGBTQIA+ nel Sud Italia. Una storia piena di sorprese – Amore Che Cambia #19

|

A Ventimiglia il viaggio dei migranti in attesa di nuova accoglienza

|

La Casa del Giocattolo Solidale: riuso e condivisione per fare felici i bambini

|

Ticket tour: un viaggio alla scoperta di aziende virtuose sforna nuovi imprenditori eco-sostenibili

|

Il Green Deal parte dalla Sicilia: approvata la legge sull’Agroecologia

|

La biofilia e l’educazione in Natura negli spazi educativi all’aperto

|

1000 Metri: Un hotel abbandonato rivive per far ripartire la montagna