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20 Dic 2019

Avigliana, il borgo vecchio torna a vivere grazie ai suoi abitanti

Scritto da: Lorena Di Maria

Ad Avigliana Stephania Fiorentino e Loredana Lo Prete hanno deciso far rivivere il borgo storico facendo incontrare per la prima volta i vicini che fino a quel momento non si erano mai conosciuti. Attraverso iniziative spontanee si sono riappropriati degli spazi pubblici creando momenti di socialità a partire dal presupposto che, per cambiare il nostro mondo, dobbiamo partire da ciò che conosciamo meglio: il nostro quartiere.

A volte la ricetta per far rivivere un luogo è più semplice di quello che pensiamo. Gli ingredienti segreti li abbiamo già tutti: un pizzico di buone idee, una manciata di condivisione e una dose di coraggio per farci sorprendere da ciò che ci attende fuori dall’uscio di casa. Spesso, dalle interviste ai protagonisti dell’Italia che Cambia, emerge un problema collettivo: non conoscere i propri vicini di casa. E ciò non succede soltanto nelle grandi città, come daremmo per scontato. Succede anche nei piccoli centri.

 La storia che vi raccontiamo oggi parte dal sogno di Stephania Fiorentino, giunta ad Avigliana cinque anni fa con la sua famiglia. Per chi non la conoscesse, Avigliana è luogo molto caratteristico, situato ai piedi del monte dove sorge la Sacra di San Michele, simbolo del Piemonte, e, lambito da due laghi, è suddiso in numerosi borghi. Ma, come tutti i paesi vicino alla grande città, anche Avigliana finisce per essere un luogo di passaggio e i suoi abitanti, come spesso succede in questi casi, non hanno l’occasione di conoscersi con facilità e di poter condividere del tempo insieme.

Così, per lungo tempo, Stephania Fiorentino si è domandata come poter contribuire, in prima persona, a creare un dialogo con gli abitanti del paese, proprio a partire da ciò che più di semplice vi era: far incontrare i suoi vicini di casa.

«Quando in estate tornavamo dalle vacanze in Sicilia facevamo sosta in diverse località in giro per l’Italia, visitando altri borghi simili a quello in cui attualmente viviamo. Proprio in queste occasioni mi è capitato di scoprire varie iniziative intraprese dai cittadini del luogo che, insieme, rendevano vivi i propri borghi creando reti culturali, momenti di socialità e di incontro. Vedendo il loro esempio è sorta in me una domanda: perché non portare queste esperienze anche da noi, ad Avigliana?

Per questo motivo con Loredana Lo Prete, la mia vicina di casa, abbiamo deciso di creare iniziative e piccoli eventi che stimolassero l’incontro tra le persone che vivevano nella nostra via. Abbiamo quindi scritto delle lettere a tutti i nostri vicini e le abbiamo imbucate nelle rispettive cassette per invitarli a conoscerci. E le risposte, in pochissimo tempo, non si sono fatte attendere».

Così il borgo, che sembrava fatto di sole case, si è mostrato abitato da persone, adulti e bambini che hanno trovato l’occasione di conoscersi e riconoscersi. “Un borgo vecchio più vivo” è il nome dell’ambizioso progetto pensato da Stephania e Loredana, che le vede collaborare con l’associazione “Gruppo storico del borgo vecchio”, organizzando, in un primo momento, iniziative di abbellimento e decorazioni durante le occasioni festive.

«Ad Halloween abbiamo creato ghirlande autunnali e intagliato zucche da porre davanti alle porte e accompagnato i più piccini a fare dolcetto o scherzetto. Ciò che ha maggiormente colpito la nostra attenzione è stata l’affermazione di molti partecipanti che si sono piacevolmente sorpresi di quanti bambini e bambine abitassero nella loro stessa via».

Ma questo è solo l’inizio. Un inizio nato dal pretesto di conoscersi creando momenti di incontro che contribuiscano in modo più solidale a vivere i rapporti di vicinato.

«Conoscendoci, abbiamo creato un gruppo variegato scoprendo che ognuno di noi era portatore di un’abilità da insegnare e condividere con gli altri. C’è chi insegna teatro, ci sono artigiani orafi, c’è chi lavora la maglia, chi è esperta di riuso e riciclo. Confrontandoci, sono emerse tantissime competenze creative che hanno stimolato la voglia di avviare nuovi percorsi insieme come mercatini, scambi di giocattoli per i più piccoli, creazioni artigianali».

Un episodio che ricorderò sempre con piacere è avvenuto una sera quando, comunicando tramite una chat di gruppo che avevamo appena creato, ci siamo dati appuntamento a mezzanotte per trovarci tutti insieme e nello stesso momento sui nostri balconi . Ricordo che prima di quell’occasione molti di noi non si erano mai visti di persona e questo è stato per me uno dei momenti più emozionanti».

Le iniziative avviate da qualche mese hanno riscontrato molta partecipazione ed entusiasmo tra i residenti e sono state apprezzate anche dall’amministrazione comunale. Con grande voglia di condividere e di mettersi in gioco, le proposte dei vicini di casa spaziano in molteplici ambiti: dalle decorazioni in occasione di Natale ai balconi fioriti in primavera, dalle cene di comunità alle letture condivise nei cortili del borgo durante il periodo estivo. Ogni stagione si colora di nuove iniziative dove i veri protagonisti sono gli abitanti.

Come ci racconta Stephania, «per cambiare il nostro mondo dovremmo partire da ciò che conosciamo meglio, come il quartiere in cui viviamo. Ed è proprio nei luoghi a cui apparteniamo che possiamo dare vita al cambiamento, prendendoci cura di ciò che ci sta a cuore, come i luoghi che frequentiamo quotidianamente. Proprio questo significa essere aperti a ciò che di bello ci circonda».

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