10 Dic 2019

Dall’incontro tra l’arte e la filiera tessile nasce il progetto Circulart

Circulart è il progetto incentrato sulla moda sostenibile curato e prodotto da Cittadellarte, il cui obiettivo è spingere la ricerca artistica a confrontarsi con i diversi comparti che compongono la filiera tessile.

L’industria della moda è un business da 2.500 miliardi di dollari che impiega globalmente oltre 75 milioni di persone, la maggior parte donne. La moda è quindi un settore economico chiave, che svolge un ruolo essenziale nel perseguimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Al tempo stesso, rappresenta un’emergenza ambientale e sociale: quasi il 20% dell’acqua di scarto è prodotto dall’industria della moda.

Cambiare i modelli di consumo verso comportamenti e atteggiamenti sostenibili richiede una rivoluzione del modo in cui pensiamo e ci relazioniamo ai capi d’abbigliamento, con l’intento di integrare i costi effettivi di tutte le risorse necessarie al processo di produzione e rispondere di tutto l’impatto sociale e ambientale.

Il progetto “Circulart” è un invito ad agire che non si limita alle importanti questioni ambientali legate all’industria della moda, ma prende anche in considerazione l’intero sistema di vita del pianeta, nel quale l’industria della moda è inestricabilmente connessa, tra salute e risorse naturali.

Lo scopo del progetto è quello di spingere la ricerca artistica a confrontarsi con i diversi comparti che compongono la filiera tessile, lavorando con organizzazioni che hanno scelto di abbracciare l’idea di sostenibilità e di sviluppare la loro attività in modo innovativo e lungimirante.

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

I quattro artisti Laura Harrington, Silvia Giovanardi, Emanuele Marullo e Juan Manuel Gomez, in collaborazione con Officina +39 lo staff di Fashion B.E.S.T. di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto , si sono metaforicamente inseriti tra la trama e l’ordito del ciclo vitale della produzione dell’abbigliamento e si sono resi inaspettate lenti attraverso cui il pubblico potrà osservare i processi di produzione tessile, generando nuovi atteggiamenti verso i prodotti che acquistiamo.

«Il risultato – viene specificato nella nota di presentazione del progetto – è una filiera in grado di riprodurre un ciclo produttivo altamente sostenibile, a partire dalle fibre riciclate, i tessuti sostenibili, fino alle finiture dei capi eseguite con tinture, accessori e macchinari innovativi. Moda e arte impegnate quindi a praticare una combinazione assolutamente ragionata e affascinante di sostenibilità, sensibilità e bellezza».

Il progetto è un invito ad agire che non si limita alle importanti questioni ambientali legate all’industria della moda, ma prende anche in considerazione l’intero sistema di vita del pianeta, nel quale l’industria della moda è inestricabilmente connessa, tra salute e risorse naturali”.

Attraverso i loro lavori, gli artisti hanno creato un dialogo con la filiera dell’industria dell’abbigliamento, che è di per sé parte del processo di valorizzazione che Cittadellarte e i suoi partner hanno concepito per il progetto.

Articoli simili
Valsaar, le scarpe 100% riciclate, naturali e realizzate con gli scarti vegetali
Valsaar, le scarpe 100% riciclate, naturali e realizzate con gli scarti vegetali

Dalla sartoria ecopoetica, ecco i capi che seminano domande
Dalla sartoria ecopoetica, ecco i capi che seminano domande

Fashion Revolution: l’economia circolare alla portata di tutti!
Fashion Revolution: l’economia circolare alla portata di tutti!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

L’incidente nucleare cinese, i missili su Gaza, il vertice Putin-Biden – Io Non Mi Rassegno 390

|

L’economista Paolo Collini: serve un Recovery Plan sostenibile e per i giovani

|

Torna il Cammino delle Panchine, per ripartire dopo la pandemia

|

Centro Kratas, un’oasi spirituale ed ecologica tra i monti Sicani

|

L’Oasi di Camilla, dove gli animali possono trovare nuova vita

|

La rete di comuni che combatte lo spreco istituendo un nuovo Centro del Riuso

|

Leonardo, il diciottenne che si batte contro il bullismo e le disabilità

|

Rifugio Re_Esistente: l’appennino che resiste e rinasce