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30 Gen 2020

Cosa succede se un gruppo di artisti va a vivere in ospedale?

Scritto da: Redazione

Alcuni artisti vivranno per due settimane nei reparti di una struttura sanitaria della città di Parma e, al termine di questa esperienza, racconteranno nelle loro opere il vissuto in ospedale. È quanto prevede il progetto ed esperimento sociale “Reparti in Arte”, promosso in sinergia tra la Casa di cura Città di Parma e l’Associazione Comuni Virtuosi.

Si è svolto lunedì scorso il primo incontro operativo per l’attivazione del progetto “Reparti in arte”, promosso in sinergia tra la Casa di cura Città di Parma e l’Associazione Comuni Virtuosi, nell’ambito delle iniziative di avvicinamento alla sesta edizione del Festival della Lentezza, in programma a Colorno nella Reggia Ducale dal 12 al 14 giugno. “Reparti in Arte” rientra nel Progetto Imprese aperte nel contesto di Parma Capitale della Cultura 2020.

Reparti in arte è finalizzato a “reclutare” artisti disposti a mettersi in gioco rimanendo ad osservare la vita dentro a un ospedale per due settimane. E per raccontare, alla fine dell’esperienza, le loro sensazioni e punti di vista. Fotografia, narrazione, illustrazione, danza: sono questi gli ambiti artistici affidati ad altrettanti professionisti: Pierangela Flisi, Carlo La Manna, Gianluca Foglia Fogliazza, Davide Rocchi, per una doppia restituzione pubblica che avverrà in città in data da definirsi e, appunto, in occasione del Festival della Lentezza a Colorno.

Foto tratta dal sito della Casa di Cura Città di Parma

«Siamo molto felici che il progetto prenda finalmente corpo– dichiara il direttore artistico del Festival della Lentezza Marco Boschini-. Il titolo della prossima edizione del festival è “Beati gli ultimi”, ci sembrava quindi coerente mettere in piedi un progetto per accostarci a chi si trova nel bel mezzo di una fragilità fisica e psicologica come siamo tutti quando ci ammaliamo, seppure per un periodo di tempo limitato. Questo progetto è un esperimento sociale e culturale, siamo grati alla Città di Parma per aver accolto la nostra sollecitazione ed essersi messi in gioco concretamente».

«Abbiamo aderito a questa iniziativa con entusiasmo e curiosità  in quanto rappresenta per noi un’esperienza nuova e stimolante.- dichiara il Direttore generale della Casa di cura Città di Parma Iliana Siboni-. Sarà molto interessante vedere cosa nascerà dall’osservazione dei quattro artisti selezionati che “vivranno” la nostra realtà e ci forniranno un punto di vista assolutamente nuovo dell’attività nei nostri Reparti e delle persone che incontreranno».

Il progetto si svilupperà seguendo un calendario ben definito:
– tra febbraio e marzo gli artisti “vivranno” l’esperienza nei reparti individuati dalla direzione come luogo del confronto con i pazienti e il personale della struttura (Medicina, Day Surgery, Chirurgia e Riabilitazione);
– nei mesi di aprile e maggio gli artisti potranno elaborare l’esperienza vissuta realizzando le opere artistiche;
– tra il 12 e il 14 giugno è prevista la prima restituzione pubblica nell’ambito del Festival della Lentezza a Colorno;
– il 19 Settembre, nell’ambito del Progetto Imprese Aperte, è prevista una seconda restituzione pubblica presso la Casa di cura Città di Parma.

Il progetto sarà supportato da alcune figure (direttore artistico, psicologo e facilitatore) che coordineranno il percorso degli artisti, condividendo con il personale e la direzione della struttura il progetto passo dopo passo.

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