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2 Gen 2020

A lezione di Felicità: tre consigli concreti e possibili per il nuovo anno

Scritto da: Redazione

Perché i buoni propositi espressi all’inizio del nuovo anno rimangono il più delle volte irrealizzati? Come fare per avvicinarci alla versione più autentica di noi stessi? Sandro Formica, esperto di Scienza della Felicità, fornisce alcuni consigli per raggiungere l’auto-consapevolezza ed essere felici. Bisogni, valori e talenti sono i pilastri da cui partire.

E se il regalo da fare a se stessi per il Nuovo Anno fosse la Felicità? Ebbene sì la Felicità, non intesa come utopia o moda, ma come concreta e possibile, quella che secondo la scienza (per una percentuale pari al 40%) si può imparare e allenare come un muscolo, nel caso specifico investendo il proprio tempo e la propria energia in primo luogo sull’Essere, per poi ottenere il Fare e l’Avere. Uno stato fondato sull’auto-consapevolezza, a cominciare dai propri bisogni, valori e talenti, che non garantisce la costanza ma permette di gestire al meglio anche le emozioni più difficili.

È questo quanto propone Sandro Formica, docente di fama internazionale, esperto di Scienza della Felicità, secondo un modello di training e cambiamento unico e validato scientificamente denominato Scienza del Sé, da lui sperimentato in prima persona. Egli stesso, dopo aver raggiunto a 37 anni un dottorato in business negli Stati Uniti, con una specializzazione in ospitalità e turismo, ha preso consapevolezza di vivere un’esistenza non sua, piuttosto di aver scelto quella strada per eguagliare i traguardi del padre, agli occhi di sua madre, e ha cominciato a crearsi la sua Felicità. Oggi vive in allineamento con il suo proposito di vita: integrare la Scienza del Sé presso le organizzazioni, le agenzie educative e le istituzioni pubbliche.

«Se, come rilevato dall’Università statunitense di Scranton solo l’8% delle persone realizza i buoni propositi espressi all’inizio del Nuovo Anno, è ora di cambiare finalmente il paradigma e cominciare a lavorare sull’intangibile, ma in maniera concreta e pratica, per ottenere il tangibile – dichiara Formica – Una volta settato l’Essere, il Fare e l’Avere vengono di conseguenza. Bisogni, valori, talenti e competenze, convinzioni, intelligenza emotiva, comunicazione empatica, proposito di vita, creatività e immaginazione, piano di vita: sono questi i 9 pilastri attraverso cui possiamo realizzare la versione più autentica di noi stessi».

Sandro Formica

Ecco i suoi 3 consigli verso l’auto-consapevolezza e la Felicità, da tenersi in step successivi:

1. Capire i propri bisogni e regalarsi la loro soddisfazione
Ciascuno dei comportamenti umani è volto alla soddisfazione di uno o più bisogni, che sono universali e comuni a ciascun individuo. Alla base di un’emozione negativa c’è sempre un bisogno insoddisfatto. Comprendere il loro linguaggio aiuta a vivere una vita più consapevole ed appagante. Ciò che si conosce ancor oggi su di essi è il frutto del lavoro di Abraham Maslow e della sua “Gerarchia dei Bisogni”, rappresentabile secondo una piramide che si compone di cinque livelli: Fisiologico, Sicurezza, Amore ed Appartenenza, Stima ed Autorealizzazione.

Il compito da svolgere è quello di cominciare a capire quali siano i propri bisogni principali, nella vita privata e nel lavoro, intraprendendo poi un percorso per soddisfarli. Si consiglia di tenere un diario giornaliero in cui ogni sera annotare la lista dei bisogni soddisfatti e di quelli non, individuando in questo caso il perché. In genere ciò avviene perché la loro soddisfazione viene affidata, spesso inconsapevolmente, a certe persone e non ad altre. Il suggerimento è quindi di avviare un dialogo con una o più di esse cercando di capire reciprocamente i bisogni che ciascuno ha delegato all’altro, in che percentuale vengano soddisfatti e stabilire i comportamenti per la piena vicendevole soddisfazione.

2. Non tradire i propri valori
I valori sono le stelle polari che guidano la propria esistenza, riconoscerli e viverli, sia nella vita professionale sia nella vita privata, ha un impatto significativo sulla capacità di prendere decisioni, soprattutto permettendo di trovare il coraggio per affrontare quelle più difficili, e sulla coerenza, allineando i propri valori alle proprie azioni.

Il compito da svolgere è quello di scoprire quali siano i propri tre valori principali. Si consiglia poi di tenere un diario giornaliero in cui ogni sera annotare quanto fatto durante la giornata ad essi perfettamente allineato e quanto no, spiegando il perché. Il suggerimento è quindi quello di praticare un’ora al giorno di azioni allineate ai propri valori, annotando come ci si sente.

3. Coltivare i propri talenti

Tutti sono nati con talenti o “doni naturali”, di cui si è completamente consapevoli nei primi anni di vita, quando il proprio istinto e percezione del mondo sono più importanti di quelli degli altri. Scoprirli o ri-scoprirli è non solo un atto di responsabilità verso se stessi e il mondo, in modo da vivere un’esistenza piena e ricca di significato e contribuire al progresso di tutti, ma anche di piacere. Che cosa sarebbe successo se persone come Mozart o Steve Jobs non avessero condiviso i propri talenti con il mondo?

Il compito da svolgere è quello di identificare i propri tre talenti principali e capire se e come vengano coltivati, nella vita privata e nel lavoro. Per scoprire i propri talenti si può ad esempio ricordare i motivi per cui si viene chiamati da amici, familiari, conoscenti. Il consiglio è poi quello di dedicare mezza giornata alla settimana, magari nel weekend, coltivando e condividendo i propri talenti con gli altri.

Tra gli innumerevoli articoli accademici che accreditano ciascuno dei 9 pilastri della Scienza del Sé da citare la famosa Harvard Business Review (2018), sul valore stesso dell’autoconsapevolezza, per cui imparare a conoscere sé stessi sin da bambini è fondamentale per la leadership, mentre quella basata unicamente sulla logica acquisita attraverso MBA è spesso insufficiente. Un’altra caratteristica sine qua non dei leader, secondo la stessa autorevole rivista (2004), è l’intelligenza emotiva. Ad affermarlo David Goleman, colui che per primo nel 1995 nel libro omonimo formulò questa abilità, data da un mix di autoconsapevolezza – qualità che si riconferma al primo posto – auto-determinazione, motivazione, empatia e abilità sociali.

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