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27 Feb 2020

Maggie, l’acchiappatrice di desideri

Scritto da: Emanuela Sabidussi
Illustrazioni di: Silverio Edel

Che collegamento c’è tra paure e desideri? Chi è che decide se e quando realizzare i nostri desideri? Nella favola che vi presentiamo oggi una giovane abitante del mondo di Lassù cerca di ripristinare l’equilibrio spezzato tra desideri e paure umane.

Maggie si svegliò presto quel giorno, elettrizzata dal pensiero che la primavera era alle porte. Lì nel mondo di Lassù dove viveva si respirava, da qualche giorno, un gran fermento: le giornate si stavano allungando e l’aria era carica di una nuova e diffusa allegria, figlia di un lento risveglio, dopo i lunghi e freddi mesi appena terminati. Maggie se ne rese conto uscendo di casa per andare al lavoro: tutti gli amici che incontrava avevano impresso nel volto l’espressione della gioia tipica di quel periodo dell’anno.
“Buongiorno Maggie cara”
“Buongiorno a lei sig. Amist!”
“Le auguro buona giornata!”
“Anche a lei”.

Il sig. Amist, vicino di casa, con un sorriso più raggiante del solito, dal suo porticato, si stava godendo il sole che si apprestava a salire per dare inizio ad un nuovo giorno, che sarebbe stato più caldo e luminoso di quello precedente.

Dopo una veloce colazione Maggie percorse il tragitto, camminando molto velocemente, verso Desideura, dove sarebbe iniziata una nuova giornata del suo lavoro come acchiappatrice-di-desideri.

Ciò che faceva Maggie per tutto il tempo che trascorreva dentro a Desideura, luogo in cui lavorava, era andare alla ricerca di desideri degli abitanti del Mondo-di-mezzo, dove vivevano i cosiddetti umani. Non era un lavoro semplice: i desideri non erano per nulla facili da riconoscere tra tutti i pensieri che volavano dal Mondo-di-mezzo e arrivavano sino al mondo di Lassù.

I desideri erano infatti mutevoli, avendo le caratteristiche di tutte le forme pensiero: né solide, né tanto meno liquide. I desideri variavano di colore e sfumature a seconda del loro contenuto.

Maggie, come i colleghi acchiappatori, li selezionava ed afferrava con l’apposito retino facendo ben attenzione a non romperli. Le regole erano scritte all’ingresso della porta del dipartimento di Acchiappo di Desideura, a grandi caratteri color viola e giallo:

“Il regolamento 10, approvato nel giorno 5 del secolo 1 dal comitato vigente di Desideura, e rispettante le normative del mondo di Lassù, prevede che siano accettati solo ed unicamente i desideri in linea con la regola delle 2GrandiEnne:
I desideri da voi selezionati, per essere accettati dal dipartimento Produzione, infatti devono:
Nr1: Non danneggiare nel presente e/o nel futuro chi l’ha espresso, né nessun altro essere vivente del Mondo-di-mezzo o di altri mondi attualmente conosciuti e non.
Nr2: Non provocare malumori, tristezze, malinconie in nessuno dei casi. Sono accettate, a seguito della produzione del desiderio, solo reazioni emotive degli umani come la gioia, l’allegria o l’indifferenza. I desideri che realizzandosi, provocherebbero reazioni differenti non sono accettati. Pena: l’espulsione immediata dell’acchiappatore”.

I desideri che non rispondevano alla regola delle 2GrandiEnne venivano, dunque, rilasciati affinché potessero continuare il loro percorso, sino ad entrare nel grande serbatoio dei desideri mai realizzati, che alimentavano con la loro energia, composta perlopiù da speranza, i tre grandi dipartimenti di Desideura.

Maggie, passato l’ingresso, si diresse verso gli spogliatoi per prendere gli strumenti ed indumenti per il suo lavoro. La sua tenuta lavorativa consisteva in:
– una tuta blu, che infilandosi dai piedi, copriva gambe e braccia lasciando libere le ali,
– un paio di guanti anti rottura di desideri,
– un retino da acchiappatrice professionista (ben più lungo e profondo di quello degli acchiappatori novelli)
– una lanterna che una volta attaccata al retino, illuminava i pensieri umani per aiutare la selezione di soli desideri. Quest’ultima per Maggie era più piccola rispetto ad altri colleghi, in quanto il suo settore era specializzato in desideri espressi da umani da 0 a 10 anni.

Maggie afferrò, anche quel giorno, il suo retino personale che riconobbe subito dal color viola acceso che lo distingueva dagli altri e per ultimo aprì la porta del grande magazzino delle lanterne. Ma quando impugnò la maniglia della porta e aprì… rimase a bocca aperta. La stanza era vuota, totalmente deserta. Delle centinaia di lanterne, che gli scaffali solitamente sostenevano, non ve n’era neppura una. Maggie rimase per qualche attimo a fissare la stanza vuota. Era incredula. “Devono averle spostate senza dirmi nulla”, pensò tra sé e sé, e poi scrollandosi corse verso l’ufficio informazioni, allo sportello degli oggetti smarriti, che si trovava al secondo piano dell’edificio principale di Desideura.

Lungo il tragitto che fece correndo, Maggie rallentò solo per chiedere ai colleghi che incrociava se sapessero dove si trovavano le lanterne scomparse dal magazzino. Ma nulla, nessuno sapeva dove fossero finite. Sentì, però, attraversando i lunghi e ampi corridoi, i racconti di acchiappatori che avevano terminato da poco il turno: riferivano di come nelle ore precedenti, di punto in bianco, le lanterne fossero sparite dalle loro mani nel nulla.

“Un attimo prima ce l’avevo in mano e un attimo dopo… non c’era più! Non capisco come sia possibile. E così anche Massy e Peter che erano di fianco a me” sentì dire a Possy, un collega del turno notturno con cui ogni tanto Maggie aveva scambiato qualche parola nello spogliatoio durante la vestizione della mattina.

Arrivata all’ufficio informazioni Maggie però non trovò nessuno al suo interno. “Non so chi tu stia cercando, ma qui non troverai nessuno. Tutto il personale è impegnato a cercare le lanterne”, sentì dire alla voce alle sue spalle. Era Roger: un amico che lavorava al Dipartimento Produzione. E continuò: “Qui mia cara regna da un paio di ore la confusione più totale! Pensa che ho sentito dire in mensa che alcuni acchiappatori dopo la sparizione delle lanterne hanno continuato a selezionare i desideri portandoli al centro generale di Produzione, ma senza lanterna non riuscivano a vedere bene al loro interno e…. è successo il finimondo” e avvicinandosi all’orecchio di Maggie, abbassando il tono di voce, aggiunse: “Pensa che ho sentito dire che qualcuno ha acchiappato per sbaglio il desiderio di un umano bambino che, non avendo voglia di fare gli esercizi di matematica in classe, aveva desiderato che alla maestra comparissero le ali”.

“Noooooooo” esclamò Maggie incredula.

“Sì, e appena se ne sono resi conto hanno dato l’allarme generale, ma ormai il danno era fatto! Certo hanno cercato di sistemare le cose, cancellando i ricordi dei bambini e della maestra, e riportando quest’ultima in classe. Fortunatamente non si era fatta male. Per saper volare così bene ed evitare di cadere in picchiata, nella vita precedente quella maestra dev’essere stata un uccello, chi lo sa! Sta di fatto che qui a Desideura hanno bloccato tutti i reparti sino a nuove indicazioni. Ma…. Possibile che non hai visto i cartelli all’ingresso del dipartimento? Sono ovunque!”

“Sono proprio distratta Roger, chissà a cosa stavo pensando per non averli visti questa mattina. Certo che non ci voleva proprio ora. Con l’inizio della primavera stavano aumentando sempre più i desideri espressi dagli umani”, pensò ad alta voce Maggie. Ci fu un momento di silenzio tra i due amici, ma venne interrotto poco dopo da Roger: “Eee bom! Mia cara Maggie, qui non possiamo fare nulla… Ti va di mangiare qualcosa insieme? So che hanno aperto un nuovo posticino che fa delle zuppe strepitose”.

Maggie senza guardarlo, ancora confusa da quello che stava accadendo intorno a lei, si stava grattando la nuca e sembrava non sentire ciò Roger le diceva: “Fammi pensare. Chi può essere stato a rubare tutte le lanterne? E che motivo avrebbe potuto avere?”

Roger guardò Maggie, alzando le spalle come a dire che non ne aveva idea, assunse poi l’espressione che gli compariva sul volto ogni volta che non sapeva come rispondere ad una domanda. Sino a che Maggie esclamò: “Idea! Forse so chi ci potrebbe aiutare a capire cosa è successo“.

E così Maggie e Roger partirono poco dopo, carichi solo di qualche piccola provvista di cibo. Destinazione: il mondo di Laggiù, che si trovava oltre i confini del Mondo-di-mezzo. Atterrarono vicino a casa di Molly, una gnometta che Maggie aveva conosciuto in circostanze molto strane qualche anno prima. Molly li accolse nella sua casa in mezzo al bosco. Roger notò subito con piacere che il tetto dell’abitazione della gnoma era a forma di fungo, di colore rosso a pois bianchi, proprio come il cappello che Molly indossava.

“Allora amici di Lassù, cosa vi porta da queste parti?”, chiede Molly ai due ospiti, dopo che ebbero finito i loro tè. Maggie raccontò quanto aveva visto e udito all’amica gnoma e dopo pochi minuti uscirono di casa tutti e tre insieme, per recarsi a Paurio, al quartier generale degli Acchiappatori-di-paure, dove Molly lavorava. Dopo aver parlato con diversi colleghi si rivolse poi agli amici e spiegò loro quanto aveva appena appreso:

“Come sapete qui a Paurio raccogliamo e realizziamo le paure del Mondo-di-mezzo. Le regole per le paure sono molto differenti da quelle che regolamentano i desideri. Basta che una paura venga espressa per tre volte, che questa possa essere realizzata. Proprio questa mattina, è passata in produzione la paura di un abitante del Mondo-di-mezzo che i desideri degli umani non si potessero più a realizzare”.

Maggie e Roger sospirarono pensando che questi umani se ne inventavano sempre una nuova per non far realizzare i loro desideri. Ma Molly stava proseguendo con la spiegazione: “Le lanterne sono così sparite, per far sì che ciò avvenisse, ma con il vostro lavoro bloccato, anche il nostro si è fermato. Appena si sono accorti delle conseguenze che la produzione di quella paura aveva avuto, hanno fatto bloccare tutti i dipartimenti anche di Paurio. L’equilibrio tra paure e desideri si è così rotto. E ora nessun abitante del mondo di Laggiù sa come ripristinare la situazione”.

“Ora ho capito cosa è avvenuto – disse Maggie – Una paura ha fatto bloccare i desideri. Servirebbe ora un desiderio umano che sbloccasse entrambi i mondi, ma senza lanterne che li illuminano e li rendono leggibili, è impossibile evitare altri danni nel Mondo-di-mezzo” Proprio in quell’istante tornò alla memoria di Maggie quello strano desiderio che aveva custodito di nascosto.

“Forse so come sbloccare questa situazione! Grazie per il tuo aiuto Molly! Ci vediamo!”.

E così salutandola di gran fretta si rimise in viaggio verso Lassù con Roger. Sorvolarono il mondo di Laggiù, attraversarono poi il Mondo-di-mezzo a gran velocità e arrivarono finalmente Lassù, atterrando a Desideura. Maggie corse subito allo spogliatoio del Dipartimento di Acchiappo.

Parlando con Molly, infatti, le era tornata in mente che all’inizio del suo lavoro come acchiappatrice aveva raccolto un desiderio che aveva trovato particolarmente curioso. Non sapendo quali conseguenze avrebbe avuto nell’umano desiderante, aveva preso il desidero, richiuso dentro ad una sfera porta desiderio e lo aveva nascosto al sicuro, nell’armadietto con i suoi abiti da lavoro. Il desiderio al suo interno riportava la scritta “voglio avere paura”.

Maggie appena raggiunse lo spogliatoio, aprì l’armadietto e una volta preso in mano il desiderio lo strinse forte a sé: qualcosa le diceva che solo un desiderio così particolare avrebbe potuto risolvere questa situazione di blocco dei due mondi di Lassù e Laggiù. Si assicurò che la sfera contenesse ancora il desiderio e poi corse al Dipartimento Produzione, facendo molta attenzione a non inciampare lei e a non far cadere la sfera.

Raccontò agli amici colleghi cosa aveva scoperto, mostrando il desiderio rispolverato. Molti non compresero cosa stesse avvenendo, ma si fidarono di Maggie. Quella fatina aveva spesso idee stravaganti quanto funzionanti, e… non appena il desiderio passò nel macchinario della produzione, in quell’istante, i dipartimenti dei due mondi tornarono in funzione: le lanterne ricomparvero al loro posto e Desideura potè tornare a selezionare e produrre desideri. Lo stesso avvenne a Paurio.

L’equilibrio che sovrastava e sottostava gli abitanti inconsapevoli del Mondo-di-mezzo era così finalmente stato ripristinato e il coraggio dei due eroi fu festeggiato e ricordato per molti anni a seguire.

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