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15 Mag 2020

Franco Berrino e la Grande Via: il legame fra terra e nutrimento

Scritto da: Annalisa Jannone

L’intervista a Enrica Bortolazzi é l’occasione per aggiornarci sulle attività del progetto promosso dal dott. Berrino, La Grande Via, nato per accompagnare le persone ad un salutare e rispettoso cambiamento di abitudini. Quali esigenze sono maturate in questo periodo e quali i programmi in cantiere per far fronte a queste nuove esigenze?

La Grande Via è un progetto nato nel 2015 e portato avanti da 4/5 persone tra cui il dott. Franco Berrino che negli anni è diventato un punto di riferimento per pazienti oncologici o per cittadini interessati, accomunati dall’esigenza di capire come migliorare la propria dieta e come cambiare lo stile di vita.

Yoga alla Mausolea

Dopo anni di progetti di prevenzione e di comunicazione scientifica interni all’Istituto Nazionale Tumori di Milano, Berrino decide di attivare questo progetto a 360° per aumentare le potenzialità divulgative del proprio messaggio cioè potendo accostare l’”esperienza diretta” anche in percorsi residenziali. Così alla Mausolea, la sede della Grande Via in Toscana, da cinque anni, si svolgono corsi e conferenze sulla salute, si imparano pratiche di meditazione e di yoga, si insegna a cucinare e a mangiare sano e con consapevolezza, si degustano prodotti coltivati con sapienza e si incontrano direttamente i produttori che possono spiegare la filiera e le caratteristiche di quel prodotto.

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ATTIVATI

Ma come hanno vissuto questo periodo e cosa hanno in programma per il futuro? Ne parlo con Enrica Bortolazzi, una delle fondatrici: «Io penso che in questo momento ognuno debba dare ciò che sa dare. Noi abbiamo investito molto nella via “esperienziale” come mezzo per acquisire nuovi strumenti di prevenzione e cura ma ora abbiamo attivato anche la via digitale. Così per esempio abbiamo comunque potuto svolgere il corso di Aromaterapia che ha visto moltissimi partecipanti.

Abbiamo visto in questi due mesi come sia aumentata la richiesta di informazione e di formazione per potersi occupare attivamente di sé e della propria famiglia. La gente sta capendo che chi ha un buon sistema immunitario reagisce meglio alle infezioni. Quindi tanti che prima erano abbastanza lontani da questo tipo di cose, ora si avvicinano e sono più sensibili agli stimoli. Hanno capito che, avere un corpo in buone condizioni, avere una mente che riesce a non farsi travolgere dalle paure, ha fatto una grande differenza». 

Facciata della Mausolea

Chi incuriosito da nuove ricette si è appassionato al pane fatto in casa, chi ha sperimentato gusti nuovi, piano piano ha anche avvertito di avere maggior energia quindi si è sentito più appagato, nutrito e leggero. Questo sta portando alcuni ad abbracciare una filosofia di vita più ampia e a rivedere le proprie abitudini.

Uno dei progetti di cui mi ha parlato Enrica è Il respiro della Terra. L’obiettivo è legare la salute dell’uomo alla Terra, capendo come il rispetto di sé stessi coinvolga anche la conoscenza delle relazioni tra il nutrimento e l’agricoltura.

Per chi è abituato al supermercato questo non è scontato.

«L’altra esigenza è vivere la realtà toscana, la Mausolea, facendo attività all’interno degli ampi spazi che la caratterizzano. sia interni, le grandi sale, e sia all’aperto. Inoltre fanno parte della nostra offerta le camminate nelle foreste antiche qui vicino; nel grande distanziamento sociale il contatto con la natura rimane fondamentale. Ce lo stanno chiedendo in tanti.»

Per il futuro è in programma un seminario sul digiuno e uno sull’uso delle parole nella scrittura, per aiutare le persone a esprimere le problematiche che si sono affacciate grazie al maggior tempo di riflessione a disposizione. Lavori supportati anche da specialisti come psicologi.

Forse a settembre si avvierà un progetto per gli over 65, che per il lockdown è stato fermato.

Interessante anche l’avvio di una sperimentazione con l’Università di Bologna per studiare pratiche agricole rigenerative del suolo, in un tempo non troppo lungo, di terreni che hanno perso la fertilità. Infatti attorno alla Mausolea si vuole ri-coltivare quei campi ora abbandonati, con cui anche i monaci contribuivano a sfamare la popolazione circostante. Da qui la possibilità di avere cibo a Km zero, di poter fare formazione anche sulle tecniche agricole, ma soprattutto per far capire che la terra è strettamente connessa alla salute ed è questo che fa la differenza.

«Stiamo costruendo le linee guida per la riapertura, per poter continuare a diffondere con l’esperienza diretta la potenza del messaggio sugli stili di vita che viene riconosciuto anche da chi non è consapevole fino in fondo. Sollecitati dal “fare insieme” si attinge a saperi che superano lo scollamento del cittadino con la natura e che permette ad ognuno di fare il proprio percorso. Saremo lì tutta l’estate, per camminare nelle foreste e vivere qualcosa di diverso».

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
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