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24 Ago 2020

Due cantautori in viaggio per raccontare l’Italia in musica

Scritto da: Elena Ghini

Fabio Nardini e Alexandra Gamberale, in arte Mitumme, hanno lanciato il progetto Cantautori in Viaggio, un tour lungo lo stivale per scoprire le bellezze del nostro Paese e raccontarle attraverso la loro musica.

Chitarra in spalla, videocamera alla mano e tanta voglia di esplorare. Con queste premesse a febbraio 2020, poco prima del lockdown nazionale, Fabio Nardini e Alexandra Gamberale, in arte Mitumme, hanno inaugurato il progetto Cantautori in Viaggio. Un tour lungo lo Stivale per ricordare che anche dietro l’angolo di casa si possono trovare mete suggestive, ricche di storia e di cultura.

Un viaggio on the road che vuole essere un invito a uscire dalla propria zona di comfort con curiosità e apertura. E non solo: il progetto è pensato anche per promuovere il repertorio musicale dei due giovani cantautori, che parlano dell’Italia attraverso le loro canzoni. Per ogni tappa del viaggio i ragazzi hanno realizzato un video, che racconta sia il luogo visitato che la loro personale esperienza. Il risultato è un prodotto originale, fresco ed eclettico. Gli episodi sono visibili su YouTube e sulle piattaforme social dei due ragazzi.

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Fabio e Mitumme raccontateci com’è nato il progetto e un luogo che avete visitato.
FABIO. Il progetto nasce dall’unione di due grandi passioni: la musica, che definirei più una vocazione, e il viaggio. La nostra intenzione è di visitare luoghi poco conosciuti e riscoprire quelli noti, raccontandoli attraverso i nostri video. Ci interessa vivere l’esperienza del viaggio on the road, uscire dall’ordinario e condividerla con gli altri. La nostra prima tappa è stata Bologna, l’abbiamo scelta perché abbiamo partecipato a un evento musicale, Spaghetti Unplugged.

MITUMME. Per me il progetto è anche un banco di prova in cui ho voluto mettere in campo le mie competenze che spaziano dalla composizione musicale, al montaggio video, alla produzione. Il nostro intento è quello di valorizzare il territorio italiano, partendo dalla nostra regione, il Lazio.
Ad esempio, a un’ora da casa nostra c’è la necropoli etrusca di Monterozzi, a cui abbiamo dedicato un episodio del nostro viaggio. Cerchiamo di essere d’ispirazione per altri ragazzi e a nostra volta veniamo ispirati da artisti come noi che propongono cose interessanti. È un cerchio, si crea una specie di comunità che funziona a doppio senso. Credo che il periodo passato in quarantena ci abbia permesso di ricordarlo.

Qual è il messaggio che volete trasmettere?
FABIO. Il messaggio che ci sentiamo di dare è un invito a uscire dalla propria comfort zone anche solo per un giorno, una settimana, l’importante è farlo. Non è necessario prendere un aereo e andare lontano per vivere nuove esperienze e mettersi in gioco. Questa è la nostra risposta a una certa apatia e noia che sentiamo intorno.

MITUMME. Vogliamo anche dimostrare che si può viaggiare senza spendere una fortuna, noi per primi viaggiamo in maniera economica. Il tutto è unito alla voglia di suonare. Promuoviamo le nostre canzoni, le portiamo in viaggio con noi, le facciamo conoscere alla gente suonando per strada. Come cantautori ci proponiamo in maniera alternativa, meno formale. Vogliamo esprimere e condividere i nostri bisogni e desideri, proponendo un modo di vita diverso da quello tradizionale, improntato su uno schema casa-lavoro abbastanza rigido. Per i nostri video ci siamo ispirati allo youtuber Nicolo Balini. Ci piace il suo modo immediato ed efficace di raccontare.

L’emergenza sanitaria ha inevitabilmente sospeso il progetto ma voi non vi siete arresi. Da Cantautori in Viaggio siete diventati Cantautori in Quarantena.
MITUMME. Ci siamo adeguati, il nostro progetto per qualche mese ha assunto una forma diversa. Ho inventato questo gioco: partendo da una parola pescata a caso dal vocabolario, io, Fabio e altri cantautori ci siamo sfidati nella composizione di una canzone, strofa e ritornello. Abbiamo realizzato 6 video. Era urgente esprimere la nostra creatività anche in un momento difficile che abbiamo vissuto tra marzo e maggio.

L’ultima canzone che abbiamo composto, per me è anche la più importante, si intitola Ricordi. È nata dalle parole cactus e percussione. Ho voluto inserirla nel mio prossimo album che uscirà all’inizio del 2021. La quarantena non ci ha fermati, anzi, ci ha permesso di rafforzare la nostra intenzione di portare avanti quello che avevamo iniziato.

Finito il lockdown il progetto ha ripreso la sua forma originale. Il viaggio prosegue, quale sarà la prossima tappa?
FABIO. La prossima tappa sarà più lunga delle altre. Passeremo una settimana sulle Dolomiti, in Val di Nona. Vogliamo girare alcuni video musicali delle nostre canzoni e lo faremo in mezzo alla natura. Chitarra, voce e il suono dei boschi. Abbiamo in programma alcune escursioni che vogliamo documentare e passeremo del tempo in un agriturismo biologico a gestione famigliare. Racconteremo le loro tradizioni gastronomiche, la storia della famiglia e la scelta del biologico. Faremo tappa anche in due città, una all’andata e una al ritorno, ma non abbiamo deciso ancora quali.

Vi siete definiti musicisti indie. Cosa significa per voi l’Indie e quale opinione avete del panorama musicale italiano?
MITUMME. Indie. Indipendente. Lo associo a questo significato di base. Non ho un’etichetta musicale, produco tutto a mie spese. Sono cantautrice e anche produttrice. Musicalmente mi riconosco in uno stile alternativo ma anche pop.

FABIO. Non amo le definizioni, al momento anche per me significa solo che ci stiamo auto producendo. Mi sento di appartenere a quella comunità di ragazzi che, come noi, scrivono canzoni perché sentono che hanno qualcosa da dire. C’è una moltitudine di musicisti poco conosciuti ma in gamba in giro per l’Italia. Purtroppo non è facile emergere nel mondo musicale. Per poter promuovere la propria musica ad alti livelli ed essere notati da una casa discografica, bisogna già avere un seguito numeroso, una fan base importante sui social e non è semplice crearsi un pubblico.

Avete provato a seguire la strada dei talent show? Vi interessa?
FABIO. Non escludiamo nessuna strada, il mio sogno è quello di lavorare con la musica a tempo pieno e di arrivare a più persone possibili. Se c’è uno strumento che può essere utile per raggiungere l’obiettivo, perché no?

C’è qualcosa che vi distingue dagli altri artisti?
FABIO. Il modo di unire la nostra passione per la musica con altri canali. Ci siamo contaminati, abbiamo imparato molto dai colleghi. Prendiamo spunto da tutto ciò che ci colpisce e lo riproponiamo.

MITUMME. Di atipico vedo la nostra iperattività e la volontà di vivere l’arte, la musica e la cultura a trecentosessanta gradi. Cerco di essere poliedrica nel mio lavoro, sperimentando non solo la musica ma anche altre forme artistiche. Saper fare molte cose diverse è una ricchezza. Amo le collaborazioni, in particolare io e Fabio ci siamo trovati in sintonia e in linea sulla visione generale della vita. Non dobbiamo sfondare per forza, portiamo avanti ciò che ci piace con passione. Proviamo a mostrare agli altri qualcosa che per noi è importante con semplicità. Fare qualcosa di bello è un dovere verso la vita.

Di che cosa parla la vostra musica? Quali temi toccate?
FABIO. Scrivo di ciò che mi capita, di quello che vedo per strada, dell’attualità. Come dice Vasco “le canzoni ti passano davanti e devi solo prenderle”.

MITUMME. Su questo siamo diversi io e Fabio. Il mio ultimo album Aspettando Godot, Vivo? è incentrato sul tema della ricerca della felicità, che non arriva per caso ma ci dobbiamo impegnare per costruirla, ce la dobbiamo andare a prendere. Ricercare la felicità è un’utopia, l’importante è darsi da fare, non stare fermi. Non possiamo pretendere di voler fare la vita che vogliamo senza provarci, senza agire concretamente e osare dei cambiamenti.

Come ultima domanda vi chiedo di dedicare una vostra canzone ai lettori di Italia che Cambia, che potranno ascoltarle su You Tube e sulle altre piattaforme digitali.
FABIO. Vi dedico Ti abbraccerà senza toccarti.
MITUMME. Il sole tornerà, buon ascolto!

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