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27 Ott 2020

Il mare per tutti: un percorso subacqueo senza barriere

Scritto da: Valentina D'Amora

CinqueTerre sotto il mare è un’associazione di appassionati al mare che si occupa di divulgazione e ricerca nell’area marina delle Cinque Terre e ha ripristinato un sentiero subacqueo per disabili.

Rendere il mare fruibile da tutti. Questo l’obiettivo del ripristino del percorso subacqueo per diversamente abili di Punta Corone, vicino a Monterosso, che l’associazione Cinque Terre sotto il mare ha realizzato grazie alle risorse messe a disposizione dal Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Mi faccio raccontare di più da Lorenzo Rollandi, il biologo marino che ha seguito la progettazione del percorso: «Si tratta di un sentiero subacqueo per diversamente abili e non vedenti, già in essere dal 2004, che abbiamo voluto riprogettare e rendere nuovamente fruibile: un itinerario a anello di 196m che raggiunge quota -18m. Lungo questo percorso, abbiamo installato diverse stazioni tematiche, inizialmente corredate da pannelli in forex con descrizione delle specie ittiche prevalenti e della flora subacquea, successivamente completate da una versione in codice braille per i non vedenti. Attualmente, per venire incontro anche agli ipovedenti, è disponibile anche un’audioguida wireless che si attiva passando nei pressi delle varie postazioni».

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ATTIVATI

Come funziona? Gli istruttori dei diving center locali sono guide subacquee opportunamente formate per l’assistenza di persone disabili e accompagnano sott’acqua tutti coloro che desiderano sperimentare il percorso: si incontrano alghe, spugne, praterie di posidonia oceanica, diversi esemplari di Pinna Nobilis e numerose altre specie che popolano la riserva marina. In ogni caso, trovandosi in ZONA C dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre, area in cui è consentita la libera balneazione, il sentiero subacqueo è aperto, quindi è fruibile anche per immersioni individuali.

Sensibilizzare sull’importanza dell’accessibilità del mare, che grazie a progetti come questi, può essere vissuto da tutti, senza ostacoli, contribuisce a superare innumerevoli barriere, in primis quelle che noi stessi abbiamo nella mente. E dal 2017 le persone con disabilità hanno la possibilità di vivere il mare da una prospettiva alternativa, sperimentando nuove dimensioni di benessere.

L’EDUCAZIONE AMBIENTALE

Parallelamente a questo lavoro, dalla forte valenza etica e sociale, l’associazione si occupa anche di educazione ambientale rivolta ai più piccoli: «Negli ultimi anni, – spiega Daniele – si è unita a noi Ilaria Bernardini, biologa marina che nel suo iter accademico ha affrontato anche tematiche ambientali, come l’impatto delle microplastiche sulla fauna marina». Il suo lavoro per l’associazione è tradurre questi temi così importanti in un linguaggio fruibile dai più piccoli: così, tra il 2018 e il 2019 si sono susseguite varie uscite di pulizia spiagge, con bambini dai 6 ai 12 anni, a Monterosso e Levanto.

E per insegnare ai bambini è importante fare, non solo far vedere: «Durante questi incontri, una volta terminata la raccolta rifiuti, i bambini hanno aperto tutti i sacchi e, sotto la guida della biologa, hanno suddiviso ogni oggetto in base al tempo che impiega a biodegradarsi, dalle cicche di sigaretta alle lattine, fino ai pezzi di stoffa». Due ore di impegno e una modalità concreta per sensibilizzare le nuove generazioni sulle conseguenze dei rifiuti in mare.

«Per stimolare ancora di più l’attenzione, – prosegue Lorenzo – abbiamo progettato schede didattiche molto visuali che assegnano degli smile differenti a ogni specie marina, distinguendo quelle amiche, quelle a cui stare attenti e quelle da non toccare». Tutti i bambini, che di solito amano giocare e divertirsi fuori dall’acqua, restano poi incantati dalla varietà di colori presenti sotto il mare, durante gli incontri di snorkeling che l’associazione organizza ciclicamente.

Nel frattempo, i ragazzi dell’associazione hanno realizzato anche dei cartelli sott’acqua rivolti a persone disabili, che durante uscite in snorkeling possono leggere informazioni sugli organismi acquatici che si trovano più frequentemente in mare.

LA RICERCA SCIENTIFICA

A quadrare il cerchio, l’attività di ricerca: «Le aree marine hanno sempre nuovi progetti in atto: ora, per esempio, con la Marine Strategy della Commissione Europea, è attivo uno studio sulla Pinna Nobilis, mollusco bivalve ad alto rischio estinzione».

Un impegno a tutto tondo, per la salvaguardia del nostro mare: per tutelarlo, renderlo accessibile e divulgarne la bellezza.

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