7 Ott 2020

Il pastore Marco Scolastici: una yurta sull’Appennino ed un ritorno consapevole alle origini – Piccoli produttori #7

Scritto da: Beatrice Azzolina

Una yurta sull'Appennino e tanta pazienza sono stati gli ingredienti di un ritorno consapevole alle origini e ad un mestiere antico, quello del pastore. Dopo aver vissuto in prima persona il terremoto del centro Italia ed il Covid-19, Marco Scolastici ha acquisito sempre più consapevolezza dell'importanza della natura, del suo lavoro all'aria aperta e delle piccole produzioni locali.

Marche - Sui Sibillini, a Macereto, l’Azienda Agricola Scolastici è attiva con metodo biologico da oltre vent’anni con all’interno un caseificio che quest’anno festeggia le nozze d’argento. Marco, all’interno dell’azienda di famiglia, si occupa di allevamento e di trasformazione con la volontà di adeguarsi al ciclo della natura senza cercare di forzare i suoi tempi.

Tutto è controllato dall’interno, in un’ottica di reale economia circolare: dall’alimentazione degli animali all’allevamento di pecore, cavalli e vacche, dalla lavorazione di prodotti caseari fatta solo con latte autoprodotto alla cura di uno spaccio aziendale dove le persone possono vedere direttamente anche la realtà aziendale. Ogni cosa, perciò, è necessariamente guidata dalla trasparenza e dalla volontà di fare le cose come si sono sempre fatte in una sorta di patto di rispetto con la natura e con l’ambiente. Perché alla fine Marco si sente anche una sentinella, si impegna ogni giorno per mantenere integra la terra che gli regala i suoi frutti e per valorizzarla anche nei momenti di grande difficoltà.

Il lavoro del pastore è uno dei più antichi, nulla ormai si può più inventare. Marco però è convinto che sia possibile farlo in modo innovativo: la consapevolezza del passato permette di osservarlo per reinventarsi il futuro e questo è quello che permette di fare la differenza a lungo termine. L’idea di tornare alle origini è riflessa anche nella scelta di allevare la pecora sopravvissana, una razza resistente, rustica e poco produttiva ma con un latte più sapido e più ricco organoletticamente (viene prodotto anche un pecorino a latte crudo, inserito come presidio Slow Food). Questa scelta gli ha anche permesso di riscoprire la magia della lana che da rifiuto è diventata la scintilla per un progetto in fieri di produzione di capi di abbigliamento su prenotazione, con le tecniche delle signore del luogo appassionate di ferri.
 
In tutto questo, l’attesa è il concetto chiave: dal bisnonno che da aiuto-pastore è diventato proprietario di un’azienda alla pratica di transumanza trasversale del passato che ha legato in un rapporto simbiotico i Sibillini alla Maremma laziale, facendo spostare la famiglia Scolastici a Tarquinia. Dal ritorno ai Sibillini del padre a quello di Marco, convinto a rimanere anche dopo il fatidico terremoto del 2016. Una yurta e tanta pazienza sono stati gli ingredienti di un ritorno consapevole e arricchente al mestiere più antico di sempre.

Scolastici LQ 66

L’emergenza Covid-19 ha colpito in prima persona Marco, che è stato contagiato dal virus. In questa circostanza sfortunata ha capito l’importanza del suo lavoro fatto all’aria aperta, la centralità della gioia nel poter respirare a pieni polmoni. Il poter tornare al lavoro, quindi, è stato un passo importante sia dal punto di vista personale che per l’azienda che, alla fine, non ha subito in modo troppo pesante le conseguenze di qualche chiusura forzata: anche senza vendita i prodotti caseari possono stagionare ed acquisire strati di complessità che li rendono ancora più interessanti. Qualcosa, secondo Marco, è cambiato anche nei rapporti interpersonali e nell’attenzione nei confronti di tutte quelle piccole produzioni locali che mettono al centro del loro lavoro la consapevolezza.
 
Il legame di Marco con la natura è scandito dal tempo dell’amore, che è alla base di tutto. Si sente dalla sua voce, l’emozione nel parlare di quella che è la sua maestra e la sua compagna di vita, quel luogo dove si sente leggero e a suo agio. Per questo, nella voce di Marco, si sente solo ottimismo nei confronti del futuro: ci sono tantissime idee e tantissimi progetti da portare avanti e questo è uno stimolo enorme e un’ulteriore conferma che la strada intrapresa sia proprio quella giusta.

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