12 Ott 2020

UniversiCà: un cultural park e percorsi interattivi per scoprire la natura

Scritto da: Davide Artusi

Dopo la recente riapertura del Museo Meina, la Fondazione UniversiCà, nata con lo scopo di valorizzare beni culturali per tutelare la cultura, la storia e le tradizioni del territorio piemontese, si espande, attraverso un processo di riqualificazione degli spazi e alla creazione di un cultural park. Ma le novità non finiscono qui e vi sono in serbo nuovi futuri progetti, come “il museo portatile” incentrato sul tema del clima.

Novara - «Abbiamo riaperto il museo il sabato e la domenica, l’apertura funziona a prenotazione. Per ora i segnali sembrano buoni e i giudizi sul nostro percorso multimediale sono stati tutti molto positivi. Abbiamo voluto aspettare il riavvio delle scuole per ricominciare la nostra attività».

Sono queste le parole di Gianni dal Bello, direttore della Fondazione UniversiCà di Novara, di cui avevamo già trattato precedentemente in un nostro articolo. Una sperata riapertura che sta diventando, dopo mesi, tangibile e che, con tutte le difficoltà del periodo, sembra non scoraggiare ma anzi dare maggiore vigore a una realtà che vuole ripartire e reinventarsi.

È proprio la parola “reinventarsi” o meglio “espandersi” a diventare punto di riferimento di UniversiCà. «Dopo il polo museale di Druogno in Val Vigezzo e il Cultural Park del museo Meina sul Lago Maggiore, da quest’anno abbiamo ricevuto in comodato la gestione del Castello di Proh dalla famiglia Marelli, storica proprietaria. Nel giro di un anno vorremmo renderlo aperto al pubblico e il nostro obiettivo è quello di trasformare questo sito in un florido cultural park nelle colline Novaresi. Nel frattempo, creeremo degli eventi, per esempio già per questo Natale cercheremo di realizzare delle installazioni multimediali all’esterno in modo da riuscire a catalizzare l’attenzione della gente e di portarla in un luogo che sta per rinascere.

Recentemente ci ha fatto visita una scolaresca da 60 bambini che, divisi in gruppi nel corso di due giornate, abbiamo portato a fare un giro sulle colline, attraverso un percorso animato con i nostri operatori che raccontavano loro la storia del luogo».

Tra le ultime novità, oltre al castello, sta nascendo un info point e sarà presente una vetrina dei prodotti del territorio che servirà a dare spazio alla produzione agricola locale. In un’altra struttura verrà creata una zona adibita a mostre, che diventerà luogo polifunzionale dove svolgere incontri, corsi e tanto altro. L’ultimo spazio, che un tempo era destinato ad ospitare le porcilaie, verrà trasformato in stanze per la foresteria dove ci sarà la possibilità di svolgere attività e ospitare i visitatori.

Lo scopo è quello di dar vita a un borgo ideale che generi cultura, storia, aspetti ludici, spazi per eventi come nel caso dell’ampio prato dove si potranno realizzare concerti e quant’altro. «La differenza con gli altri siti della nostra Fondazione è che abbiamo sempre fatto accordi di comodato (20, 30 anni, eccetera) con degli enti pubblici, questa volta invece con un privato per una durata di 25 anni. Piano piano ci stiamo ampliando».

Una realtà che sta diventando a vista d’occhio sempre più grande e sempre più nuova, dove modernità e tradizione si traducono in facce opposte di una stessa medaglia. Mossi dal motto “Con lo sguardo al futuro, imparando dalla tradizione”, la Fondazione si sta facendo modello e punto di riferimento anche per altre realtà, dove l’assunzione di giovani, il recupero e la riqualifica del luogo diventano filosofia non soltanto di lavoro ma anche di vita.

Ma le novità non finiscono qui perché UniversiCà tiene in serbo per noi futuri visitatori nuovi progetti come nel caso del “museo portatile”. «Abbiamo ipotizzato dei percorsi sul clima, allestimenti rapidi e semplici installazioni multimediali per raccontare una tematica sempre più delicata che racchiudiamo con il titolo “Siamo in tempo?”.

Il comune e vari enti ci hanno dato a disposizione degli spazi per questa realizzazione e inoltre svolgeremo attività educative nelle scuole, per portare agli studenti un modo diverso di imparare ed essere informati. Abbiamo sviluppato questo progetto durante il lockdown, per riuscire ad arginare il problema delle limitazioni che stanno ostacolando l’arte e il suo modo di comunicare».

Reinventarsi attraverso nuovi e attuali progetti, espandersi attraverso l’aggiunta e la gestione di nuovi spazi, ripartire attraverso una squadra affiatata piena di idee e voglia di mettersi in gioco: UniversiCà non si ferma, continua a creare e inglobare nuove menti, desiderosa di attrarre e far divertire molti nuovi visitatori, insegnando e lasciando loro qualcosa.

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