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24 Nov 2020

Marta, la chef che prepara piatti vegetariani e racconta la storia del suo territorio

Scritto da: Lorena Di Maria

Si chiama Marta Foglio, è piemontese ed è mamma di tre bambini. Il suo più grande sogno? Migliorare il mondo partendo dal cibo! Per questo, dopo anni di formazioni con i grandi Maestri che in Italia propongono cibo sano e salutare, sta dando vita al suo personale progetto, nonostante la pandemia: Foodopia. Una cucina naturale dove promuovere una vera e propria "educazione alla vita” i cui ingredienti principali sono la stagionalità, i prodotti locali, il contatto con chi lavora la terra e la riscoperta delle cose semplici.

Amore per la terra e rispetto per la vita: sono questi i due principi che animano Marta Foglio, ragazza biellese la cui passione per la cucina nasce un po’ per caso quando, alle prese con una traduzione a seguito della sua laurea in lingue, si imbatte in un libro, “The China Study”, che, attraverso ricerche scientifiche, testimonia come un’alimentazione sana possa influire positivamente sulla nostra salute. Così inizia ad approfondire l’impatto che il nutrimento ha sulla nostra vita e intraprende un lungo viaggio che la porterà tra cibi, materie prime di qualità e sapori della terra.

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«Sono vegetariana da quando avevo 13 anni, scelta che ho fatto inizialmente per motivi etici. Scoprire questo libro mi ha avvicinata ad un modo nuovo di cucinare a partire dalla consapevolezza che un’alimentazione corretta è centrale per la prevenzione nell’insorgere di alcune malattie».

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Già all’università Marta si avvicina a Slow Food attraverso uno stage come interprete presso Terra Madre. «Penso che un cuoco abbia il dovere di comunicare attraverso le materie prime. Il rapporto con Slow Food mi ha aperto un mondo nuovo sui produttori locali, che rappresentano un caposaldo della mia vita. Infatti, in loro assenza non esisterebbe ciò che faccio e ciò che cucino. I piatti, quando hanno una storia da raccontare, diventano carichi di emozione e di un impegno che non è solo quello del cuoco, bensì di coloro che hanno prodotto le materie prime, che rappresentano i veri custodi del territorio».

Così, dopo una laurea in naturopatia, Marta ha incontrato sul suo percorso maestri e insegnanti di vita dai quali ha appreso l’importanza di prendersi cura del proprio corpo e della propria anima, a partire dal cibo. Primo tra questi è stato Pietro Leemann, con il quale ha frequentato l’Accademia Joia, il primo ristorante vegetariano ad essere stato premiato con una stella Michelin. Un’esperienza che, come ci racconta, «ha rappresentato un tassello fondamentale della mia formazione, qui ho scoperto che la cucina è, per me, il modo migliore per comunicare con le persone».

Un altro grande maestro è stato poi Franco Berrino, in passato direttore del dipartimento di epidemiologia e prevenzione dei tumori di Milano, che ha dato vita a La Grande Via, sintesi dell’incontro di antiche e moderne sapienze sulla salute e sulla longevità, che si articola attraverso la via del cibo, la via del movimento e la via della ricerca interiore. Proprio qui, «all’interno dell’Accademia, medici e cuochi lavorano in sinergia per creare una maggior consapevolezza sui metodi della prevenzione».

Dopo queste esperienze Marta ha proseguito la sua strada per insegnare e sensibilizzare le persone su un corretto stile di vita. È diventata così insegnante di educazione alimentare nelle scuole elementari e medie del territorio biellese, collaborando con alcune asl locali e con il Fondo Edo Tempia, fondazione biellese che si occupa di prevenzione oncologica.

Nel frattempo, dopo molti studi e con un ampio bagaglio alle spalle, ha iniziato a realizzare quello che è diventato il suo grande progetto di vita, nel quale ha messo il cuore e dove è sostenuta tutti i giorni dalla sua famiglia: Foodopia. «Si tratta di un progetto che vuole mettere di nuovo in equilibrio la natura e l’uomo. Più è sana la natura, più è sano l’uomo che si ciba di ciò che dalla natura proviene». In questi sei anni Marta ha creato la sua attività di cucina itinerante, dove insegna a cucinare in modo sano attraverso l’organizzazione di eventi, corsi di cucina privati e facendo didattica nelle scuole.

E proprio in queste settimane, nonostante il difficile periodo di pandemia, sta riuscendo con dedizione e impegno a realizzare il grande desiderio di aprire la sua tanto sognata scuola di cucina naturale. Si chiama “la Gastronomia di Foodopia” e sorge a Pollone, il luogo in cui Marta è cresciuta. E sarà proprio questa la “casa” dove potrà cambiare il mondo… partendo dal cibo.

Lo farà ospitando coloro che qui giungeranno per imparare a cucinare secondo il suo metodo, preparando ricette prodotte con le materie prime dei produttori locali con cui Marta è in stretto contatto. Proprio qui vuole riconnettere uomini e donne con la natura, coi suoi tempi e con le sue stagionalità. Come lei la definisce, si tratta di «una cucina per chi ama la Terra e per chi ama stare bene».

Certo, il Covid-19 rende tutto più difficile e non è facile conciliare gli impegni che la pandemia impone a livello familiare con il nuovo progetto, ma Marta non si arrende. «Ho deciso di aprire questa attività nel bel mezzo di una tempesta. Tante sono state e sono tuttora le volte in cui la paura prende il sopravvento ma questa è la mia capacità di reinventarmi. E proprio mentre cercavo una soluzione dentro di me, l’ho trovata. Era la semplicità. Ce l’avevano insegnata le nostre nonne che nel tempo di guerra riuscivano a combinare pochi semplici ingredienti trasformandoli come alchimisti tirandone fuori sapori e pasti più che dignitosi. La fame aguzza l’ingegno, si dice, e così con farina, uova, burro e le verdure di stagione possono nascere delizie che non hanno niente da invidiare agli ingredienti costosi».

Un tassello che le permette di credere nel futuro e affrontare in modo resiliente questa pandemia è il rapporto con i suoi fornitori. «Sono tutti locali, sono tutti amici. Grazie alle collaborazioni avviate in questi anni abbiamo imparato a credere insieme nella possibilità di coltivare, allevare e trasformare cibo vero e di alta qualità. Siamo sulla stessa barca e questo rende tutto più sopportabile».

La forza della nuova “Gastronomia di Foodopia”, come Marta l’ha chiamata, sono proprio le relazioni con i produttori biellesi. «Sarebbe bello se in questo momento di emergenza sanitaria tutti i cittadini sfruttassero la possibilità che hanno di comprare prodotti del territorio invece di andare esclusivamente a fare la spesa al supermercato. Ci sarebbe, in questo momento di pandemia, più lavoro per tutti. Per questo è importante cercare non competere ma sostenerci».

Marta ha scelto di ristrutturare lo spazio con materiali naturali come l’argilla e di arredarlo con tavoli e mensole di legno realizzati da un artigiano locale che, come ci racconta, «ha utilizzato un cedro che un giorno è caduto a poca distanza dal locale».

Con la gastronomia il sogno è quello di creare un luogo che sia “un’impresa sostenibile”. «Queste due parole racchiudono tutto il senso del mio progetto: il termine impresa indica un’attività imprenditoriale ma anche un’impresa di vita mentre il termine “sostenibile” si riferisce a un impegno continuativo per l’ambiente e le persone.

E noi non possiamo che augurarle un grande in bocca al lupo, sperando di trovare presto l’occasione per ritrovaci insieme davanti a un buon piatto e gustare le buone ricette che realizza presso la sua nuovissima Gastronomia di Foodopia!

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