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9 Nov 2020

Riuso, energia e mobilità sostenibile: costruire il futuro in Puglia puntando sui green jobs

C’è chi realizza tavole da surf ecosostenibili, chi raccoglie e ricicla i pneumatici fuori uso, chi produce olio biologico di alta qualità e utilizza gli scarti di produzione per generare energia, chi scommette sulla sostenibilità del trasporto urbano. Sono alcune delle startup sostenibili pugliesi raccontate nel report "La Puglia dei Green Jobs" realizzato da Legambiente Puglia nell'ambito del progetto Go Green Apulia, Go!».

Dare risalto e forza ad un’economia più sostenibile, sinergica e rigenerativa facendo conoscere e valorizzando i “green jobs”, lavori verdi e sostenibili, come opportunità di lavoro per il Sud. Questo l’obiettivo del progetto Go Green Apulia, Go!, promosso da Legambiente Puglia e finanziato dalla Presidenza del Consiglio de Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

Sono stati due anni, quelli fra il 2016 e il 2018, scanditi da attività eterogenee, fra campagne itineranti, formazioni nelle scuole, workshop e seminari, accomunati dal desiderio di dare slancio alla cosiddetta “green economy”, coinvolgere i giovani e mettere in luce le potenzialità di un settore in espansione.

«Il riscontro da parte dei ragazzi è stato molto positivo, l’interesse era alto e si creavano dibattiti coinvolgenti», ha riportato Ruggero Ronzulli, Direttore Legambiente Puglia e responsabile del progetto. «In un istituto alberghiero, per esempio, abbiamo discusso di come tutti i settori hanno potenziali sbocchi nella “green economy”. Uno chef, per esempio, può reinventarsi come chef ambientale entrando in contatto con gli aspetti etici che si celano dietro ai prodotti, diventando un conoscitore delle filiere agroalimentari e del biologico.

I corsi nelle scuole, i dibattiti e gli incontri organizzati con le realtà green individuate sul territorio hanno riscosso un tale successo da continuare anche dopo la conclusione del progetto, anche grazie all’impegno dei circoli regionali e alla crescente sensibilità ambientale portata da movimenti come Fridays for Future».

Significativa, fra i molteplici obiettivi del progetto, anche l’attività di ricognizione delle realtà green – imprese, start up e cooperative – presenti e operative nella Regione Puglia. Le storie raccolte e riportate nel rapporto conclusivo, “La Puglia dei Green Jobs”, mostrano infatti un mondo imprenditoriale capace di innovare i processi produttivi, mettere sul mercato nuovi prodotti, coniugare tradizione e innovazione e di modificare i modelli di business anche nei settori tradizionali più maturi.

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C’è chi realizza tavole da surf ecosostenibili, chi produce oggetti di design a partire da materiali di scarto, chi raccoglie e ricicla i pneumatici fuori uso, chi produce olio biologico di alta qualità e utilizza gli scarti di produzione per generare energia e alimentare i macchinari, chi scommette sulla sostenibilità del trasporto urbano diffondendo la cultura del car sharing di auto elettriche e ancora chi promuove la raccolta differenziata durante sagre, concerti e manifestazioni culturali.

«Le aziende non sono per forza nemiche dell’ambiente», ha sottolineato Ruggero Ronzulli. «Il nostro progetto ha messo in evidenza che è possibile fare impresa ed è possibile farla green. La cosa importante è dare riscontro alle buone pratiche».

Ed è proprio per dare continuità al lavoro di monitoraggio, messa in rete, promozione e valorizzazione delle imprese green che Legambiente Puglia ha proposto l’istituzione di un Osservatorio regionale permanente sulla Green Economy che coinvolga la Regione Puglia – Assessorati all’Ambiente, Sviluppo Economico e Lavoro, Confindustria, Unioncamere e le Università.

«Stiamo lavorando per capire come dare vita ad un Osservatorio che sia anche un luogo reale e concreto nel quale le realtà green possano incontrarsi e progettare per il futuro», ha concluso Ruggero Ronzulli.

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