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16 Dic 2020

Altavia: così è nato il primo agribirrificio della Liguria

Scritto da: Emanuela Sabidussi

Oggi vi raccontiamo la storia di un ingegnere ambientale che sei anni fa partecipa ad un bando per provare a rendere reale un suo sogno: produrre birra, partendo dalla coltivazione della materia prima. Dalla vincita del bando nasce il Birrificio dell'Altavia, che od oggi è l'unico agribirrificio della Liguria e conta dieci tipologie di birre differenti e oltre cinque ettari di terreno coltivati a luppolo e orzo.

Era il 2014 quando Giorgio Masio, all’epoca studente di ingegneria ambientale all’università di Savona, incappa in ReStartApp, un bando promosso dalla Fondazione Edoardo Garrone, che ha l’obiettivo di incentivare il ritorno dei giovani nelle aree appenniniche, in un’ottica di sviluppo sostenibile, innovazione e inclusione sociale.

Giorgio decide così di parteciparvi con un business plan dedicato ad una delle sue più grandi passioni: la birra. Il progetto che decide quindi di presentare basa la propria attività principale sull’intera filiera produttiva, ovvero dalla coltivazione di luppolo e orzo, alla lavorazione e trasformazione della materia prima in birra. Il progetto vince il primo premio del bando e, anche grazie alle nozioni acquisite da una serie di corsi e consulenze incentrate sull’economia rurale e la gestione d’impresa offerte a seguito della vincita, prende vita il primo agribirrificio ligure.

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L’avvio e la produzione
Essendo il progetto pioniere nella regione in questo genere d’impresa, le difficoltà non sono state poche: il luppolo non era previsto tra i prodotti coltivabili né tanto meno la trasformazione e produzione in birra, tra le attività possibili sino a quel momento, secondo le normative.
Anche il trovare terreni adatti alla produzione è stata un’ulteriore complicazione, in quanto gli appezzamenti nell’appennino ligure sono di piccole dimensioni e molto spesso frazionati a livello catastale: il che rende oneroso e complesso utilizzare terreni provenienti da diversi proprietari.
«Ma nonostante le difficoltà —mi racconta Giorgio — siamo riusciti a partire! Ed è nato così il Birrificio dell’Altavia. Abbiamo creato una società in quattro soci. Il progetto ha continuato a crescere e ad oggi coltiviamo circa cinque ettari di terreni di orzo e quattromila metri di luppolo. Sono tutti a Sassello, paese dell’entroterra savonese a circa 600 metri di altitudine».

La squadra vincente
Oltre a Giorgio, che si occupa della produzione della birra e da un anno è affiancato anche da Davide Marenco, vi sono altre due figure fondamentali per il progetto imprenditoriale: l’agronomo Emanuele Olivieri che segue in prima persona tutta la parte di produzione agricola (sia di luppolo e orzo, che dei profotti ortofrutticoli) e l’ingegnere informatico Marco Lima, che gestisce invece la parte amministrativa.

I prodotti
L’azienda agricola produce e vende prodotti ortofrutticoli di stagione e miele millefiori che viene sia venduto in barattoli, che utilizzato all’interno di alcune birre. «Per quanto riguarda invece le birre, sono circa di dieci tipologie, di cui alcune prodotte tutto l’anno, e altre proposte solo in alcuni periodi. Sono tutte a bassa fermentazione, perché dopo diverse prove abbiamo compreso che sono quelle che si adattano meglio al tipo di acqua che abbiamo qui a Sassello.»

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