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22 Feb 2021

Daniela Muggia: “Noi occidentali siamo davvero pronti a morire?”

Scritto da: Alberto Fragasso

Siamo davvero pronti? Questa è la domanda che Daniela Muggia, esperta tanatologa, ci pone nel suo intervento per Danzare con la Tempesta, il penultimo di questo terzo ciclo. Certamente un quesito di non facile risposta per l'uomo occidentale, abituato ad accaparrarsi il miglior posto possibile nel grande teatro della vita. È tuttavia un tema centrale, soprattutto nell'ultimo anno, che ha toccato moltissime persone nel pieno dell'emergenza sanitaria che stiamo ancora vivendo.

Quali sono gli strumenti a disposizione che abbiamo per affrontare la morte? Qual è il migliore approccio per avvicinarci a questo momento inevitabile per tutti? E come possiamo sostenerci al meglio nell’affrontare il passaggio? Di questo e di molto altro ha trattato Daniela Muggia nella quinta puntata di Danzare con la tempesta, esponendo la sua visione delle cose basata sulla sua esperienza di ponte tra la scienza occidentale e il corpo tanatologico della spiritualità tibetana.

Un incontro molto importante per tutti coloro che hanno perso qualcuno nell’ultimo anno e a cui non hanno potuto dare un degno saluto a causa delle restrizioni e del distanziamento sociale; un momento di sostegno anche per tutti coloro che invece si trovano nella fase di passaggio, all’ultimo stadio, e necessitano di volgere lo sguardo verso la grande soglia per salutare un proprio caro.

Daniela Muggia, tanatologa

Con estrema cura e premura, la Muggia ci ha accompagnato in un viaggio serale dove ha trattato temi cari all’essere umano che troppo spesso vengono taciuti in ambito sanitario, evitati o soppressi. In una società come la nostra, che considera l’emozione qualcosa da rifuggire, l’ascolto profondo sarebbe invece una meravigliosa medicina.

In questo la spiritualità tibetana ci viene in soccorso, perché attraverso una grande quantità di pratiche è possibile imparare a sostenere il morente e soprattutto sé stessi quando qualcuno a noi caro se ne sta andando. Strumenti e metodi semplici e antichi per ancorarci a un grande oceano della coscienza in cui siamo tutti immersi, ma che non siamo solitamente in grado di percepire perché ci reputiamo delle piccole gocce.

L’approccio della tanatologa è rivolto principalmente allo sviluppo di questa prospettiva e di questa ottica, che risvegliano lo sguardo e ci accompagnano a immergerci nel grande mare dell’immensità in cui la sofferenza si alleggerisce e si trasforma ogni volta, sempre di più, in sostegno. E quali strumenti migliori in momenti di crisi e difficoltà come quelli che si possono affrontare durante il passaggio dalla vita alla morte?

Con semplicità Daniela Muggia invita le persone a praticare piccoli gesti dal profumo antico che sostengono non solo l’individuo, ma anche l’intera comunità attorno a chi pratica, ovvero il suo mandala di relazioni. La tanatologa porta avanti il suo progetto di divulgazione, sostegno e formazione in molti modi.

Uno di questi è attraverso l’associazione Tonglen, con la quale ha promosso negli anni il metodo di accompagnamento empatico della sofferenza messo a punto in più di un ventennio di accompagnamento delle persone alla fine della vita e in lutto (ECEL, Empathic Care of the End of Life). Nell’ultimo anno inoltre la Muggia è parte integrante di un vero e proprio progetto formativo presso l’Università in Corde Scientia per tutti coloro che desiderassero approfondire l’argomento ed eventualmente considerarlo dal punto di vista umano e formativo.

L’ultimo incontro di questo terzo ciclo vedrà Daniel Tarozzi insieme a Giuseppe Barbiero in un dialogo sull’etica per il benessere del nostro pianeta. Un incontro dedicato a Gaia per ricordarci che siamo parte di un grande sistema, cioè quello del nostro pianeta, a cui dobbiamo rivolgere la nostra attenzione sempre più. Vi attendiamo, non mancate!

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