15 Feb 2021

È possibile una leadership condivisa nelle nostre imprese?

Scritto da: Ilaria Magagna

Leadership, ruolo del leader, potere e gestione di esso. Di tutto ciò ci parla Ilaria Magagna, co-fondatrice di TARA Facilitazione, che organizza il corso in partenza il 25 febbraio dal titolo " Potere e leadership condivisa, come remare nella stessa direzione - Strumenti e pratiche per sviluppare team potenti e resilienti".

Premessa: userò l’asterisco per riferirmi sia al genere maschile che a quello femminile, nella consapevolezza che la parità di genere si raggiunge anche con le parole che scegliamo e gli articoli a cui diamo o non diamo voce.

In questi anni come facilitatrice di team e organizzazioni il tema della leadership e del potere mi ha interrogato molte volte. Sempre più mi rendo conto che la leadership ha a che fare con l’esercitare il proprio potere. E il potere è tutto ciò che ha a che fare con il nostro potenziale: talenti, qualità, esperienza, attitudini. In questo senso la leadership all’interno di un team e di un’organizzazione non è solo un ruolo ma è molto di più.

È la possibilità e la capacità che #ognun* di noi ha di entrare in contatto con il proprio potere personale e di dargli forma e direzione. Se penso a me stessa poche cose mi rendono più felice ed appagata della sensazione a fine giornata di essermi avvicinata alla parte più vera e più bella di me ed essere riuscita a esprimerla attraverso il mio lavoro.

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Leadership di un* o leadership di molti?

Se la leadership è la possibilità di ciascun* di noi di entrare in contatto con i nostri talenti e di metterli a servizio di qualcosa, allora la leadership condivisa accade quando tutt* i talenti presenti in quel gruppo possono emergere.

Ciò non significa essere leader tutt* insieme e nello stesso momento. Questo crea confusione e non ci porta da nessuna parte. Piuttosto vuol dire che ogni membro del team ha la responsabilità e lo spazio di far emergere la propria leadership quando serve. Qualche esempio. Se siamo in un momento di emergenza il team avrà bisogno di istruzioni chiare e dirette. Se c’è un conflitto meglio che la leadership venga esercitata da chi ha predisposizione all’ascolto, alla mediazione e all’empatia. Se dobbiamo avventurarci in un nuovo progetto l’ideale è affidarsi a un’attitudine visionaria…. e così via.

Difficile trovare tutte queste caratteristiche in una sola persona. Ecco perché la leadership condivisa permette ai team di essere più resilienti, creativi ed efficaci.

Il gioco del gomitolo: un esempio concreto

Ricordo una volta in cui con un gruppo stavamo affrontando il tema della leadership e per farlo ho proposto ai partecipanti un gioco. Il gioco del gomitolo. In cerchio tutt* si passano un gomitolo fino a formare una rete: la sfida è quella di provare a infilare delle penne appese a questa rete in altrettante bottiglie poste a terra.

Dopo la confusione iniziale in cui ognun* tirava il filo è cominciata una specie di danza in cui qualcuno tendeva la sua parte di filo e qualcun altr*, al lato opposto, la lasciava andare. In quel gioco tra prendere e lasciare in breve tempo hanno raggiunto l’obiettivo. Tutte le penne erano dentro le bottiglie in meno di 3 minuti! La leadership era riuscita a fluire e a passare dall’uno all’altr* a seconda della vicinanza dalle bottiglie e delle possibilità di riuscita.

In quel momento mi è parsa chiara una cosa: se da una parte, in un team, ognun* ha la responsabilità di prendere la leadership quando è il suo momento, dall’altra il resto del team ha la responsabilità di fidarsi e affidarsi. Senza entrambi questi due movimenti, responsabilità e fiducia, non è possibile la leadership condivisa. Il gioco ha anche fatto capire che prendere la leadership tutt* insieme in realtà crea confusione e spesso immobilismo; la stessa cosa di quando nessuno la prende. Le due azioni sono speculari.

Il movimento della leadership

La leadership quindi crea movimento, possibilità di superare le sfide, passi in avanti. Il problema è quando questa viene incarnata per troppo tempo da una sola persona e gli altr* rimangono incastrati nel ruolo di semplici esecutori. Le cose piano piano cominciano a perdere la capacità di innovare e crescere.

Nelle aziende il ruolo del leader o del capo sono chiari e ben definiti. Questo non significa che quel leader non possa agire nella direzione di far emergere le altre leadership, oltre alla sua. Un leader del futuro è un leader generativo, un leader cioè che non ha paura di veder emergere altri leader intorno a sé e che è consapevole che solo in questo modo un’organizzazione può aumentare le sue possibilità e rinnovarsi continuamente.

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I “luoghi” della leadership

Arnold Mindell, fondatore del Processwork, dice spesso che non ci sono persone sbagliate, ma persone nel posto sbagliato. Più che mai oggi la sfida di un buon leader è proprio questa: riconoscere la leadership presente in ognun* dei suoi collaboratori e creare lo spazio affinché questa si senta libera di emergere quando è il momento necessario.

Allo stesso tempo è necessario saper leggere il contesto: come abbiamo visto la leadership non è statica ma è un’esperienza dinamica all’interno di un sistema. A seconda del contesto, del progetto o del team c’è bisogno di attitudini differenti. Non c’è una leadership migliore delle altre: ci sono momenti della vita di un team, in cui una tipologia di leadership è più efficace di altre.

Per supportare tutto ciò abbiamo bisogno di creare luoghi di lavoro dove le parole collaborazione, fiducia, ascolto non siano solo concetti astratti ma si traducano quotidianamente in azioni. E abbiamo anche bisogno di strumenti e approcci per rendere tutto questo possibile: il cerchio, l’ascolto attivo, la visualizzazione delle informazioni, la separazione tra ruolo e persona, una comunicazione efficace e non violenta…

TRAS_FORMAZIONI

Il primo appuntamento di TRAS-FORMAZIONI esplorerà il team del potere e della leadership condivisa nelle nostre organizzazioni. Questo percorso formativo in 3 tappe nasce dall’urgenza di ancorare nella pratica quotidiana il bisogno di cambiamento avvertito da molte organizzazioni.

Come dice Einstein: non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato. Per questo dobbiamo cominciare a trasformare il modo in cui facciamo impresa e sviluppare maggior consapevolezza e attenzione nel lavoro di tutti i giorni.

I tappa – 25 Febbraio: Potere e leadership condivisa, come remare nella stessa direzione . Strumenti e pratiche per sviluppare team potenti e resilienti

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