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26 Mar 2021

Cucunci: arte, autosufficienza e permacultura nel cuore della Sicilia

Scritto da: Gabriele Giannetto

Come tanti grandi progetti di cambiamento, anche quello che vi portiamo a visitare oggi è nato come risposta a una domanda interiore, un anelito che dall'animo di un singolo si è diffuso mischiandosi al caldo vento siciliano. Nel siracusano si trova Cucunci Rural Hub, in cui arte, musica, autoproduzione, autonomia energetica, permacultura e buone pratiche condividono lo stesso tetto.

Immersa tra le campagne di Noto, ci aspetta un’imperdibile tappa della Sicilia in cambiamento. È una piccola comunità rurale dove si coltivano buone pratiche ispirate alla permacultura, all’autosufficienza energetica e alimentare, all’ecologia profonda, alla comunicazione nonviolenta. È anche un luogo dove dare spazio all’arte, alla cultura e alla creatività, a stretto contatto con la natura.

Si chiama Cucunci Rural Hub e i ciceroni che ci accolgono in questo luogo magico sono Stefania Corallo e Gesualdo Busacca. Stefania è la fondatrice del progetto, esperta in permacultura, artista e autrice di gioielli prodotti con materiale naturale. Da quindici anni vive a Cucunci in una bellissima yurta. «Cucunci è un sogno almeno in parte realizzato – ci racconta – che è nato dall’esigenza di staccarmi da una società che non mi rappresentava, in cui non trovavo spazio per potermi esprimere nella mia interezza». Due grandi domande esistenziali, tanto antiche quanto attuali, hanno albergato nella mente di Stefania per anni, fino a spingerla a creare questo spazio: “Cosa ci faccio qui?”. “Ci sarà un’alternativa a questo sistema?”.

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Il percorso lungo cui la fondatrice di Cucunci sta cercando le risposte è più che mai variegato. Il suo punto di partenza è stato la macrobiotica, una filosofia dell’alimentazione che per lei ha assunto un valore politico, una presa di responsabilità e coscienza nei confronti di sé stessa e del mondo. «Successivamente si è palesata l’esigenza di creare un luogo come punto di incontro, un esempio pratico di vita sostenibile dove potersi riconoscere. Il sogno rimane quello di creare una comunità più allargata, ma intanto il luogo da cui partire c’è”, conclude Stefania.

Cucunci si estende su un terreno adagiato tra le colline di Noto, vicino a Siracusa; un paesaggio suggestivo formato da antichi terrazzamenti realizzati per ospitare coltivazioni di mandorli, ulivi e carrubbi. Il suo nome – difficile da scordare, che rimane impresso – deriva dal frutto del cappero, pianta che cresce rigogliosa tra i muretti a secco del terreno, regalando nei periodi estivi fioriture di incontenibile bellezza.

Cucunci Rural Hub è un luogo di condivisione, ma prima ancora è la casa di Stefania, che con passione e sacrifici ha creato ciò che è ora: un contenitore di bellezza e idee fantasiose per la rigenerazione della Terra, della Persona e delle Relazioni. È anche un laboratorio a cielo aperto dove si coltivano buone pratiche, si promuovono corsi dedicati all’agricoltura naturale – potatura, innesto, realizzazione di colori e tinture naturali, raccolta di erbe selvatiche… – e si svolgono seminari culturali e concerti. Proprio il giorno seguente alla nostra partenza ci sarebbe stata una cena con piatti tipici della cucina turca seguita da un concerto.

Gesualdo, invece, è lì da poco: dopo un dottorato in archeologia a Stanford, ha deciso di tornare nella sua isola d’origine poco distante dalla sua città natale, Caltagirone. Per lui Cucunci «rappresenta un percorso di transizione, un cammino verso un modo più armonioso di stare al mondo». Un modo di vivere naturale che Cucunci può offrire «tramite alcuni strumenti tra cui l’autosufficienza energetica e alimentare, la cura della terra e delle relazioni umane. Ma è anche una palestra per sperimentare questo stile di vita».

Una delle caratteristiche più innovative del progetto è quella di unire a uno stile di vita ecologico l’attenzione verso l’arte e la cultura: «La transizione ecologica non è solo un dovere, ma anche un piacere che va unito alla musica, alle arti, alla cultura», sottolinea Gesualdo. «Questa per me rappresenta la libertà, una forma di fare politica quotidiana anche attraverso l’arte, un mezzo molto importante e forte che unisce, utile a connetterci con le nostre parti più nascoste e intime», aggiunge Stefania.

Cosa c’è nel futuro di Cucunci? Fra i vari progetti, ce n’è uno volto a incrementare gli eventi legati al vivere sostenibile, ma è prevista anche la costruzione di una cucina in bioedilizia e la diffusione sempre maggiore delle buone pratiche sperimentate a Cucunci.

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