11 Ott 2021

Permacultura Sicilia: resilienza e autosufficienza per un futuro sostenibile

Scritto da: Redazione

Fare quadrato, chiamare a raccolta chi si occupa di sostenibilità e tutela del territorio, pensare nuovi modelli resilienti e innovativi. Il tutto con l'obiettivo di difendersi dalle minacce della crisi ambientale, come gli incendi, e diffondere l'approccio permaculturale. Gesualdo Busacca e Giacomo Scornavacca del Movimento Permacultura Sicilia raccontano com'è andata la plenaria tenutasi pochi giorni fa presso il Giardino delle Biodiversità.

Siracusa, Sicilia - Immagina un evento in cui tutti i cibi e le bevande sono coltivati e prodotti dagli stessi partecipanti, in cui i cuochi di ogni nazionalità si alternano a titolo volontario in cucina, nelle assemblee è sufficiente l’auto-moderazione e quando è il momento di andarsene tutto è già pulito e smontato.

Questa è stata la Plenaria d’Autunno del Movimento Permacultura Sicilia, tenutasi al Giardino delle Biodiversità ad Augusta (SR) a fine settembre. È stata la seconda plenaria dell’anno per il Movimento, dopo il raduno dello scorso giugno a Porto di Terra, nel parco naturale delle Madonie.

La Plenaria d’Autunno è stata pensata come un momento di incontro e di discussione aperta riguardo a temi sentiti come particolarmente urgenti dalla comunità che gravita intorno al Movimento: il dramma degli incendi, le strategie di resilienza di fronte ai cambiamenti climatici e la costituzione e rafforzamento di comunità locali.

permacultura sicilia 2

A partecipare alla plenaria, oltre alle comunità locali di permacultrici e permacultori siciliane/i, sono stati diversi gruppi impegnati nel contrasto agli incendi dolosi in Sicilia, nati a seguito dei terribili roghi che hanno devastato l’isola negli ultimi anni.

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Soltanto nel 2021, circa 80.000 ettari sono andati in fumo in Sicilia (la metà del 160.000 ettari bruciati in tutta Italia); gli incendi, per la quasi totalità di origine dolosa, sono stati resi ancora più devastanti dagli effetti dei cambiamenti climatici manifestatisi negli ultimi anni, come l’innalzamento delle temperature medie, la siccità e l’avanzamento della desertificazione.

Durante la discussione plenaria sono state condivise strategie locali di contrasto agli incendi, che vedono spesso l’attivazione di reti di attivismo locale come il Movimento Antincendio Ibleo, ma si è discusso anche di metodi efficaci di riforestazione in condizioni rese sempre più estreme dai cambiamenti climatici.

permacultura sicilia 5

Dalla discussione in tavoli di lavoro sono emersi i prossimi passi in relazione al tema degli incendi e della riforestazione. Il gruppo di lavoro di progettazione e riforestazione sta raccogliendo dati ed esperienze di riforestazione all’interno della rete per redarre una guida alla riforestazione contenente modelli e tecniche che consentano la sopravvivenza degli impianti anche in condizioni climatiche particolarmente avverse.

Un altro gruppo di lavoro sta preparando un evento di piantumazione diffusa che si terrà in tutta la Sicilia durante la prima settimana di dicembre, ripetendo l’evento dell’anno scorso che ha visto la piantumazione di circa 6000 alberi su tutta l’isola. L’edizione del Permafest di quest’anno sarà preceduta da giornate di formazione e divulgazione organizzate dai nodi locali del Movimento.

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Sabato, al crepuscolo, curiose performance oniriche sono avvenute nel bananeto del Giardino: apparizioni di personaggi, dialoghi, suoni e luci che hanno trasposto i bisogni e i desideri della comunità su un piano intimo ed emozionale; una performance a cura del gruppo di attiviste/i poetici Post-carbone. Le serate sono state animate dalle musiche dell’ORPS (Orchestra Rete Permacultura Sicilia), che da diversi anni è parte integrante del Movimento.

Il raduno si è concluso con una presentazione dei nodi locali, le comunità territoriali di mutuo aiuto emerse negli anni in diverse aree della Sicilia, che costituiscono la vera ossatura del Movimento. Un momento importante per conoscere meglio realtà simili che operano su territori diversi, e per scambiare dal vivo non solo esperienze e conoscenze ma anche farina, mandorle, ceci, banane, spezie e saponi artigianali, come è successo durante il momento di scambio che è avvenuto a chiusura della plenaria.

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