22 Giu 2021

Tutti promossi, anche a tavola! L’educazione alimentare entra nelle scuole liguri

Scritto da: Valentina D'Amora

Può la scuola educare i bambini a una sana alimentazione? Sì, grazie a un progetto che consente ai più piccoli di toccare con mano un nuovo modello alimentare e di vita, più sano e naturale. Per riflettere insieme sull’impatto ambientale delle nostre scelte alimentari.

A scuola non si imparano più solo italiano, matematica, storia, geografia e scienze, ma si apprende anche una competenza essenziale per la vita quotidiana di oggi e di domani: mangiare bene. L’educazione alimentare diventa così una materia scolastica che, a differenza delle altre, non si studia sui libri.

Come si divulga quindi alle nuove generazioni una corretta cultura del cibo? Il primo passo è una sincera presa di coscienza sull’importanza di ciò che introduciamo ogni giorno nel nostro organismo, avvicinandoci ai cosiddetti “ingredienti naturali” e promuovendo, al tempo stesso, buone pratiche alimentari da adottare sia a casa che a scuola. Per mangiare “meno e meglio” è essenziale che, soprattutto i più piccoli, scoprano come viene coltivato il cibo, come cresce e che viaggio compie per raggiungere le nostre tavole.

“Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare”, il nuovo progetto educativo di Coldiretti Donne Impresa, poggia proprio su questi pilastri, il tutto condito con visite alle fattorie didattiche della regione, per diffondere la consapevolezza di quali sono le produzioni del proprio territorio e dell’importanza di nutrirci con alimenti di qualità, di stagione e, soprattutto, coltivati non troppo lontano da casa.

olive liguri

Dal prossimo anno scolastico il progetto entrerà nelle scuole liguri, proprio per stimolare nei più piccoli la curiosità nei confronti del cibo e l’interesse alle tradizioni gastronomiche locali. Perché una sana alimentazione porta con sé anche un comportamento corretto nei confronti dell’ambiente, oltre che verso noi stessi.

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

«La nostra realtà – afferma Anna Fazio, vice responsabile regionale di Coldiretti Donne Impresa – è da sempre impegnata in attività legate al mondo dei bambini, oltre alla promozione, valorizzazione e conoscenza del territorio. Grazie al protocollo sottoscritto da Coldiretti e dal Ministero dell’Istruzione (Miur), a copertura di 11 delle 33 ore previste in materia di educazione civica, quello che vogliamo realizzare all’interno delle scuole è un percorso formativo virtuoso, dedicato interamente all’educazione alimentare e al nostro territorio».

Le lezioni saranno integrate con momenti esperienziali presso le fattorie didattiche del circuito Coldiretti, momenti di incontro e didattica e uscite presso i mercati di Campagna Amica in Liguria, luoghi dove i più giovani impareranno a conoscere il valore del cibo, nell’ottica di una vita sostenibile e di rispetto dell’ambiente.

capra

«I bambini e le loro famiglie – affermano Gianluca Boeri, il presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale potranno acquisire stili di vita sani che aiutano a mantenersi in salute e, al tempo stesso, sostengono il territorio. Durante le ore nelle aziende agricole liguri, i piccoli partecipanti potranno vedere e ascoltare la testimonianza di chi ogni giorno produce le grandi eccellenze regionali. Quella in fattoria è una pedagogia attiva dell’”imparare facendo”, attraverso attività pratiche ed esperienze dirette, come seminare, raccogliere, trasformare e manipolare a contatto con la natura, oltre che tramite l’incontro con gli animali e la conoscenza delle coltivazioni locali».

Le giornate all’aria aperta, votate all’apprendimento esperienziale, consentono alle famiglie di approfondire la conoscenza delle tradizioni alimentari come espressioni culturali del proprio territorio, con un occhio di riguardo alla sostenibilità.

«L’obiettivo – concludono – è formare futuri consumatori consapevoli di quali siano i principi della corretta alimentazione e della stagionalità dei prodotti, per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce l’agricoltura con il cibo che mettiamo ogni giorno sulla nostra tavola».

Articoli simili
Simona, l’architetto che con la creatività insegna la geografia ai bambini
Simona, l’architetto che con la creatività insegna la geografia ai bambini

Pagelle di fine anno: i voti ai figli sono voti a noi genitori (seconda parte)
Pagelle di fine anno: i voti ai figli sono voti a noi genitori (seconda parte)

Un weekend di (stra)ordinario cambiamento

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Germania, un governo “semaforo”? – #417

|

Il diritto dei bambini all’aria pulita: le strade scolastiche come antidoto a traffico e inquinamento

|

Fuga dalla città. Una seconda vita sulle colline piacentine

|

Assamil: una delle comunità più giovani d’Italia cresce e cerca una nuova casa

|

Re-sisters: l’arte e la cultura per dire no alla violenza sulle donne

|

Il primo Asilo nel Bosco altoatesino, dove le maestre sono la neve e la pioggia

|

La storia di Esma, il musicista che ha lasciato la città per vivere e cantare la campagna

|

Camilla Rossi, educatrice: “Attivismo quotidiano, educazione e messa in discussione per combattere la violenza contro le donne”