28 Giu 2021

52 gomitoli e mille fiori per non dimenticare le vittime di mafia #7

Scritto da: Valentina D'Amora
Video realizzato da: PAOLO CIGNINI

Può un fiore simboleggiare verità, speranza e giustizia? Uno solo forse no, ma mille sì. A Genova, nel centro storico, stanno sbocciando “mille fiori” di lana, fatti a maglia o all‘uncinetto, dedicati a ognuna delle quasi mille vittime innocenti delle mafie. L’intento è che questi nomi non vengano mai dimenticati e che, anzi, possano parlare di un nuovo inizio, di una speranza per le future generazioni.

Genova - Conosciuta per prostituzione, spaccio e criminalità organizzata, il sestiere della Maddalena è un’area del centro storico genovese ricca di luci e ombre, ma anche un luogo dove sono tante le persone che ce la mettono tutta per aprire un varco nel bel mezzo del buio. Ed è proprio in questi “vuoti” che si inseriscono quelle attività positive, che fanno bene al quartiere e alla cittadinanza. Una di queste è AMA, l’Associazione Abitanti della Maddalena, la cui sede originaria è stata per sette anni il Maddalena52, che ora si trova a pochi civici più in là.

AMA è un presidio culturale, una biblioteca di quartiere, ma soprattutto un luogo di ritrovo e di condivisione di idee positive, come letture per bambini e presentazioni di libri. Proprio qui è nato 52 Gomitoli, un gruppo informale di donne che si incontrano per “sferruzzare” insieme e che hanno ideato il progetto “Mille fiori per non dimenticare”.

«Il nostro gruppo – racconta Eva Kindlein, una delle fondatrici sia di AMA che di 52 Gomitoli – ha cominciato a lavorare insieme a maglia con l’idea di conoscerci e stare in compagnia. Poi, col tempo, ci siamo rese conto che invece di ritrovarsi per fare ognuna la propria sciarpa sarebbe stato bello provare a perseguire un obiettivo comune. Abbiamo inizialmente scelto Viva Vittoria, un progetto che prevede la raccolta di quadrati che, uniti, diventano poi copertine, le quali vengono vendute per sostenere iniziative a favore di donne vittime di violenza». Lavorare a maglia, insieme e con un fine di solidarietà, diventa quindi una metafora non solo di creazione, ma anche di sviluppo di sé stesse.

Nel 2019 ci fu poi il “tappeto del mondo”, in occasione del 75esimo anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, uno dei più atroci crimini commessi ai danni della popolazione civile. Dal lavorio di tantissime persone in diverse città d’Italia ha preso forma questo tappeto lungo un chilometro e mezzo e collocato a Stazzema, a cui 52 Gomitoli ha partecipato con circa cinquanta quadrati.

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«Proprio durante il percorso che ci ha portato a questo anniversario, ci siamo ritrovate ad affrontare un tema ricorrente, quello della memoria. Ed è così che abbiamo dato vita al progetto “mille fiori per non dimenticare“, da dedicare a tutte le vittime innocenti della mafia».

Un continuum rispetto a quanto già iniziato dall’associazione Libera a livello nazionale durante il giorno della memoria, il 21 Marzo: «Lo scorso anno, non potendo scendere in piazza a Palermo, avevamo chiesto a tutti i volontari e agli amici di Libera – spiega Roberto Bellotti, referente del presidio territoriale di Libera – di farsi ritrarre con un fiore, ognuno dei quali è stato poi associato a una delle vittime innocenti delle mafie. E dalle immagini dei fiori del 2020 ci troviamo, oggi, con i coloratissimi fiori di lana di 52gomitoli».

L’associazione Libera si è fatta parte attiva di questa iniziativa ed ha coinvolto la sua rete di associazioni che, soprattutto in questo caso, si è tramutata in una rete di relazioni, un unico corpo teso a un obiettivo comune.

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Eva Kindlein e Roberto Bellotti

La collaborazione vivace e molto produttiva che ne è scaturita ha decretato il clamoroso successo dal punto di vista fattivo di questo progetto, dato soprattutto dall’enorme quantità di persone che si sono sentite coinvolte da ogni parte d’Italia. «Sulla nostra pagina Facebook – conclude Eva – pubblichiamo sia le foto dei fiori che i tutorial per realizzarli, oltre alle storie delle vittime, per non perdere il contatto con quel filo rosso che ci lega alla causa».

Perché è dalla memoria di queste persone che nasce la speranza per un futuro migliore. Perché non può esserci legalità senza giustizia.

La mafia uccide, il silenzio pure”. Peppino Impastato

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