28 Ott 2021

Antirazzismo: i ragazzi di Rete Sanremo Solidale fanno un appello ai giovani

Scritto da: Valentina D'Amora

Una realtà costituita da giovani, per lo più ragazzi universitari, che oltre a voler far emergere tematiche che restano spesso nell'ombra dei media, dà supporto ad azioni solidali. Questa è la mission di Rete Sanremo Solidale, una organizzazione sfaccettata che ora ha lanciato un nuovo progetto, "A scuola di antirazzismo", un concorso rivolto agli studenti di Imperia per invitarli ad aprire uno spazio di dialogo e di riflessione sul tema.

Imperia - Antirazzismo e intercultura. A Sanremo se ne vuole parlare, dando voce ai ragazzi. Rete Sanremo Solidale, realtà che organizza eventi di informazione per far luce su tematiche internazionali poco affrontate dai media, ha appena indetto un concorso per dare vita a uno scambio di idee, coinvolgendo gli studenti e le studentesse della provincia di Imperia, i quali potranno scegliere tra poesia, saggio, arti visive, musica e cortometraggio per dire la propria sul tema.

Per entrare nel vivo dei loro tanti progetti, abbiamo interpellato due volontari della rete: Manon, che vive ad Avignone, e Davide a Lisbona. Bastano poche parole e si entra subito nell’atmosfera di chi abita fuori dall’Italia, di chi vede con uno sguardo esterno quali sono le criticità del proprio territorio. E proprio grazie a questa lucidità, riesce a mantenere un focus sui progetti. Oltre a loro due, ci sono altri membri della rete, soprattutto studenti universitari, che si trovano all’estero. «A volte è un po’ difficile gestire a distanza l’organizzazione, ma troviamo sempre un modo per cavarcela», sorride Manon.

Rete sanremo solidale

Davide è uno dei fondatori di Rete Sanremo Solidale, nata tra a fine 2019 con intenti internazionalisti. In questi quasi due anni di attività sono state portate avanti diverse iniziative per due fini principali: informare gli abitanti del territorio su questioni di cui generalmente si parla poco attraverso eventi a scopo divulgativo e dare supporto ad azioni solidali. Come RSS sono state progettate subito una serie di iniziative dal vivo, eventi di fundraising, concerti, manifestazioni pubbliche e incontri. Ma il collettivo si è dovuto riorganizzare, portando online parte degli eventi in programma.

«La nostra prima “uscita pubblica” – racconta Davide – è stata il 1 maggio 2020: un concerto con le personalità più di spicco nel panorama musicale della città di Sanremo per raccogliere fondi da devolvere a chi, nei mesi di lockdown, aveva perso il lavoro e si trovava in una condizione di disagio economico».

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

IL SUPPORTO AI MIGRANTI

L’estate 2020 RSS si è attivata per i migranti sul confine: «Siamo stati letteralmente risucchiati dalla voragine di Ventimiglia, completamente abbandonata a sé stessa. Ci sono persone che muoiono alla frontiera con la Francia, lungo un passo conosciuto come il “passo della morte”, impervio e lungo, oltre che pericolosissimo». Un sentiero sterrato che non compare sulle cartine e conduce a Mentone, la prima cittadina francese arrivando dall’Italia. Pattugliato tutto il giorno, molti migranti decidono di attraversarlo di notte rischiando di scivolare nel precipizio e non sono pochi gli errori fatali di cui si ha notizia ciclicamente.

RETE SANREMO SOLIDALE MIGRANTI
La distribuzione dei pasti a Ventimiglia

All’interno di una costellazione di numerose realtà – dai centri sociali fino alla Caritas – Rete Sanremo Solidale s’è impegnata per dare conforto ai transitanti. Il messaggio di fondo di questa grande unione di associazioni? Riuscire a esserci e a dare una mano in ogni modo possibile, dalla distribuzione di beni di prima necessità e pasti caldi ai vestiti pesanti con l’arrivo dell’inverno. D’altronde al momento la situazione a Ventimiglia è particolarmente critica: «A fine luglio 2020 ha chiuso l’unico centro di accoglienza della zona, gestito dalla Croce Rossa, il che ha ulteriormente aggravato una situazione già terribile».

Ora i migranti sono costretti a vivere in condizioni igieniche precarie: si accampano dove trovano, per strada, sul letto del fiume o creando bivacchi sulla ferrovia, dormendo in giacigli di fortuna, privi di luoghi dove lavarsi. «Abbiamo incontrato prefetto e istituzioni, purtroppo invano, perché la decisione è stata fortemente voluta dai politici locali».

L’IMPEGNO INTERNAZIONALE E LOCALE

Davide racconta che adesso Rete Sanremo Solidale ha finalmente ripreso le fila dei progetti internazionalisti, organizzando una serie di incontri online su vari argomenti, come il conflitto azero-armeno, coinvolgendo Simone Zoppellaro, un giornalista che ha trascorso sei anni tra l’Iran e l’Armenia e si è speso moltissimo per la causa, e con Nunufar, figlia di una reduce del genocidio armeno, che ha raccontato la sua esperienza, in un confronto tra l’Armenia di ieri e di oggi. Gli appuntamenti di RSS propongono anche approfondimenti sulla società e sulla politica sudamericana, con esperti e persone che vivono in Sud America, proprio nell’ottica di diffondere il più possibile queste tematiche.

Manon e Davide sottolineano che Rete Sanremo Solidale prende posizione anche su questioni pratiche che la città vive nel quotidiano, come la privatizzazione delle strutture pubbliche. «Da più di un anno ci stiamo battendo contro la chiusura degli ospedali di Sanremo e di Imperia. Attualmente l’idea è di proporre un ospedale unico, potenzialmente molto pericoloso, perché nei momenti di emergenza significa aumentare le probabilità di morte in chi è colto da infarto o ictus, ma anche chiudere reparti di eccellenza».

IL CONCORSO “A SCUOLA DI ANTIRAZZISMO”

L’antirazzismo è uno dei temi che da tempo RSS desiderava affrontare con cura e per farlo ha deciso di coinvolgere le nuove generazioni. «L’antirazzismo secondo noi non viene affrontato a sufficienza – precisa Manon –, ma la riteniamo una questione molto importante, per questo diamo la parola ai giovani. “A scuola di antirazzismo” è un concorso che vuole portare alla luce i pensieri di chi l’esperienza del razzismo la vive nella quotidianità».

Aprire un dialogo e uno spazio di discussione è l’obiettivo primario del progetto: «Chi risponderà al nostro appello potrà seguire con noi questo percorso, anche nel corso dei prossimi mesi». Tra i possibili sbocchi delle opere che arriveranno potrebbe esserci anche una pubblicazione: «Vogliamo valorizzare al massimo quello che i ragazzi vorranno darci». C’è tempo fino al 15 dicembre per inviare la propria riflessione.

“La terra è un solo paese. Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino”. Lucio Anneo Seneca

Vuoi cambiare la situazione
della legalità in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
Napoli: gli immobili comunali occupati diventano "beni comuni"

Io faccio così #23 – Il sindaco Renato Accorinti: "cambiamo Messina dal basso!"

Riscatto sociale e impegno civile contro le mafie: in scena “Dieci storie proprio così”

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Tutta Europa a rischio black-out – #421

|

Creative Mornings Ancona: incontrarsi a colazione e parlare di… – Io Faccio Così #336

|

La Dog Therapy arriva tra i banchi di scuola per donare il sorriso ai bambini

|

Piantare una food forest per seminare il futuro di una comunità

|

2021 anno boom del turismo a piedi: ecco l’identikit del camminatore tipo

|

Un mercato contadino biologico diventa un’agorà per fare “agricultura” in città

|

La storia di cinque “Donne di Terra” che hanno deciso di cambiare vita nel Sud Italia

|

Irene Borgna e i suoi cieli neri: “L’inquinamento luminoso ci ha rubato le notti”