12 Lug 2021

Luca l’apicoltore: “Ragazzi, fate il lavoro che vi rende felici, non quello che vi rende ricchi”

Luca è un amante della Natura e in particolare delle api, che ha avuto la capacità di trasformare la sua passione in una professione. In questa intervista ci racconta cosa lo rende felice del lavoro fra campi e alveari e invia un importante messaggio ai giovani che si avvicinano al mondo professionale.

Ancona, Marche - Molte persone non comprendono che ogni elemento della natura è fondamentale per la sopravvivenza degli altri componenti e, anzi, pensano che nell’avvicinarsi ad essa ci sia qualcosa di vergognoso, perché i mestieri di campagna sono spesso considerati “umili” o “rozzi”.

Luca Bianchi, apicoltore marchigiano, la pensa in un modo diametralmente opposto: «L’empatia per il più piccolo degli animali – scrive – è una delle nobili virtù che un uomo possa ricevere in un dono», perché raccogliamo ciò che seminiamo e non solo in senso metaforico!

apicoltore 1

Prima studente dell’università di ingegneria di Ancona e poi fondatore dell’azienda agricola che porta il suo nome, Luca ha compiuto un percorso ispirato dalla tradizione e dal suo amore per la natura, non facendosi influenzare da nulla. «La mia azienda si divide in due settori – ci racconta –, uno dedicato alle api e l’altro che si occupa dei terreni e della coltivazione di legumi e grani».

L’azienda è totalmente biologica. Questo titolo gli è stato conferito da un ente specializzato ed autorizzato poiché «biologico significa che tutto ciò che ha a che fare con la chimica e non direttamente con la natura non viene fatto», in particolar modo non vengono usati concimi chimici, fitofarmaci, antiparassitari o pesticidi. L’apicoltore marchigiano afferma di non voler «sfruttare la natura, ma valorizzarla», anche a discapito della quantità e del guadagno, infatti bisogna in ogni modo evitare gli OGM o modifiche simili ai prodotti naturali «che non ci portano a un progresso, ma un distacco da essa».

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Per Luca il rapporto con le api non si riduce alla sterile reificazione del loro operato. Convinto della necessità di combinare l’etica con la vendita infatti, il giovane apicoltore crede nell’importanza del «prodotto puro e genuino» e abbraccia la filosofia del «vendere ciò che si produce» rispettando la periodicità della natura piuttosto che avanzare la pretesa di definirne i tempi per comandare qualcosa di più grande di noi.

«Non ci sono quantità garantite tutto l’anno», spiega Luca prima di argomentare il suo pensiero circa l’associazione che, nella società contemporanea improntata al consumismo, avviene di frequente tra l’idea di industria e ciò che si mangia a tavola. «Alcuni cibi –continua – sono limitati a una certa stagione e non possono essere presenti negli scaffali dei supermercati tutto l’anno».

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Proseguendo l’intervista, Luca racconta di come il lavoro a diretto contatto con la natura, a prescindere dal titolo con cui ci si avventuri, richieda passione, impegno, perseveranza, presenza assidua e umiltà. Oltre alla fatica è bene precisare che un impiego di questo tipo può essere gratificante e portare grandi soddisfazioni personali: «Ogni lavoro fatto con una certa etica e interesse porta dignità», sostiene. «Promuovere un’idea controcorrente, tutelare ciò che di perfetto già esiste in natura, valorizzare la campagna, lavorare dando il massimo possibile, trovare il bello nell’adattarsi alle situazioni e mantenere sempre viva la voglia di trovare una soluzione o, se non altro, cercarla». Questi sono i capisaldi su cui poggia la sua attività di apicoltore.

Così Luca dona anche qualche speranza ai giovanissimi che si stanno per buttare nel mondo degli adulti e del lavoro: non andare a cercare inutilmente il mestiere che più ci ripaga in moneta, ma quello che più ci regala felicità e appagamento, proprio come ha fatto lui con le sue api. Conciliare passione e professione non diventa impossibile, mettersi in gioco, con tutti i pro e i contro della vita, vuol dire anche questo: «Se uno mette l’impegno al cento per cento – afferma – il lavoro se lo crea». Questa è la sua idea, la sua vita, fatta di soddisfazione e gratificazione grazie alla sua dedizione e la sua passione.

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Questo contributo è stato realizzato dagli studenti e dalla studentesse delle scuole secondarie di secondo a conclusione dell’attività “Un giornalista in classe”, percorso di giornalismo ambientale condotto dalle giornaliste e giornalisti di Italia che Cambia all’interno del progetto SOStenibilmente. #SOStenibilmente è un progetto nazionale di educazione ambientale promosso da CIFA ONLUS e co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, volto a costruire una cultura basata sul rispetto dell’ambiente e sui principi dello sviluppo sostenibile, promuovendo il protagonismo giovanile e l’integrazione da parte di cittadini e rappresentanti delle istituzioni di una prospettiva rispettosa dell’ambiente nelle proprie scelte quotidiane.

Articolo scritto da Sofia Della Porta, Federica Cionchi e Alessia Pazzaglia del Livio Cambi di Falconara Marittima (AN).

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