17 Nov 2022

La nuova vita di Ilaria, da erborista a travel coach in giro per il mondo

Scritto da: Valentina D'Amora

Ilaria Vigo ha fatto del viaggio la sua missione di vita e la base di partenza per poter dare il proprio contributo al mondo. Lei infatti attraverso i viaggi aiuta le persone a cambiare vita, prendendo ispirazione dai luoghi in cui soggiorna. Circa otto anni fa ha lasciato l'erboristeria per lavorare come travel coach e ora attiva le potenzialità, le risorse e i talenti di chi viaggia insieme a lei. Ci ha raccontato la sua esperienza.

Genova - Come si fa a scoprire ciò che nella quotidianità rimane nascosto, sepolto dal fare, dalle scadenze e dalla fretta? Viaggiando! Ilaria Vigo è un’ex erborista genovese che ha deciso di dedicare la sua vita a viaggiare. Dopo essere diventata coach ha creato un metodo per aiutare le persone a trasformare tutti quegli aspetti della vita che non le soddisfano. Ha preso corpo così il suo progetto di travel coaching, con viaggi trasformativi, per dis-orientarsi in compagnia e scoprire la magia della vita.

Dopo averla conosciuta per la prima volta nel 2014, recentemente mi è capitato di risentirla e mi sono fatta raccontare come si è evoluto il suo progetto, che si chiama LilaLand. Adesso Ilaria, dopo quasi due anni in Irlanda, è tornata a vivere in Italia: ha scelto di andare ad abitare nella casa dei suoi nonni, in val di Susa, per riconnettersi alle sue radici.

Ilaria, raccontaci: qual è stato il tuo percorso e quando ti si è accesa la miccia per il viaggio?

Sono sempre stata attratta dal senso della vita. Fin dalla prima adolescenza ho cominciato a leggere libri di crescita personale per cercare di capire come mai mi sentissi un pesce fuor d’acqua. Allo stesso tempo i miei genitori, quando possibile, portavano me e mia sorella in viaggio con loro. In quei momenti mi sentivo felice, serena e perfettamente a mio agio. Quindi probabilmente la miccia si è accesa allora, restando per anni sullo sfondo, per poi riaccendersi prepotentemente in un momento buio della mia vita.

Amavo il mio lavoro di erborista, amavo poter essere d’aiuto, poter accogliere le persone che spesso venivano da me più per le mie parole che per comprare un prodotto. Sentivo però che per la mia anima non era abbastanza, avevo la sensazione di stare sprecando la mia vita, che per me c’era un disegno diverso, più adatto ma non riuscivo a individuare quale.

Poi un giorno mi feci una domanda: cosa mi rende felice? Cosa potrei fare tutta la vita senza stancarmi mai? La risposta fu: viaggiare. E così scoprii il come, ovvero la modalità in cui poter portare agli altri il talento della parola, dell’accoglienza, della chiarezza e dell’entrare in connessione profonda con l’energia dei luoghi.

Ricordo che durante il mio viaggio nei parchi nazionali americani, arrivata alla Monument Valley, mi ritrovai a “parlare” con quella terra così antica e a ricevere l’informazione che i luoghi erano come libri e che presto la biblioteca della Terra sarebbe stata a mia disposizione. Una sorta di intuizione a cui ho potuto dare senso solo grazie al Travel Coaching.

Ilaria travel coach
Ilaria Vigo
Adesso proponi un nuovo modo di viaggiare, in cui non ci si limita a vistare nuovi Paesi ma si impara ogni volta qualcosa di più su sé stessi. Spiegaci il tuo lavoro: cosa fa un Travel Coach?

Il Travel Coach è una nuova figura professionale che nasce dall’incontro tra la necessità, sempre più attuale, di capirsi e ha la caratteristica di attivare un cambiamento che ha il viaggio insito in sé stesso. Prendo in prestito una frase scritta da Anne Carson: “L’unica regola del viaggio è non tornare come sei partito. Torna diverso”.

Durante la sua formazione, il Travel Coach apprende come aiutare il viaggiatore a vivere il cambiamento che il viaggio attiva spontaneamente, con leggerezza e consapevolezza, al fine da poter tornare non solo diversi ma con strumenti concreti da portare nella propria vita quotidiana. In questa maniera il viaggio diventa lo spazio in cui allenarsi a nuove modalità e scoprire come utilizzare il proprio potenziale per una vita più conforme a ciò che chiamiamo “missione di vita”.

In che modo prendono vita i tuoi percorsi di viaggio?

Ti ricordi di quando ho parlato della biblioteca della Terra? Ogni luogo porta con sé una storia, una energia e una conformazione capace di attivare intuizioni, proiezioni e ispirazioni sul modo di vedere il mondo e sé stessi. I luoghi, quando visitati in modalità Travel Coaching, diventano specchi in cui poter riflettere parti di sé.

Un giorno mi feci una domanda: cosa potrei fare tutta la vita senza stancarmi mai? La risposta fu viaggiare

Così è accaduto che la Bretagna mi ha costretta ad affinare l’ascolto di quello che il contesto muoveva in me fino a comprendere che il compito di quella terra era sbloccare il canto della mia anima. Il percorso che ho costruito per i viaggiatori che porto in terra bretone ha il tema di prendersi il tempo per ascoltare la propria voce interiore, quella che per velocità, abitudine o mancanza di strumenti viene messa a tacere, portandoci a dimenticare chi siamo davvero e quale messaggio portiamo al mondo.

Che forma prende il turismo lento nel tuo lavoro?

Parto dalla lentezza perché è uno dei tasselli su cui si basa il viaggiare in Travel Coaching. Rallentare è la porta di ingresso alla modalità per entrare in una relazione autentica con i luoghi ed è anche il modo per cominciare a vedere più cose sia fuori che dentro sé stessi.

ilaria grecia
Ilaria in Grecia

Immagina di essere su un treno ad alta velocità, ciò che riuscite a vedere è sicuramente diverso nei dettagli da quello che si nota quando il treno comincia a rallentare perché è vicino a una stazione. Lo stesso accade a ognuno di noi: quando siamo nella routine della vita quotidiana vediamo solo alcune cose perché la nostra attenzione è focalizzata sul fare, ma quando entriamo nello spazio del viaggio possiamo cominciare a rallentare per vedere qualcosa in più di noi stessi tramite ciò che notiamo nel luogo.

Quali sono le tue mete preferite?

Quelle che attivano la mia immaginazione! Quelle che muovono emozioni appena ne entro in contatto. Quelle che mi lasciano a bocca aperta. Più che un luogo specifico, quindi, sono gli aspetti di quel particolare posto che lo rendono il mio preferito.

Questa tua nuova vita pensi abbia portato a una crescita personale?

Quando ho avuto l’intuizione di voler diventare una Travel Coach non avevo la più pallida idea di cosa potesse davvero significare. Ricercando sul web trovavo modalità che non mi si addicevano e quindi ho cominciato da me, da quello che sapevo essere il mio talento nel viaggio: vedere il mondo con occhi nuovi. È quindi stato stimolante partire da zero, costruire un metodo che potesse essere replicato e trasmesso ad altri.

Con il tempo i viaggi sono aumentati, ma poi è arrivata la pandemia e ho dovuto reinventare il modo di continuare il mio lavoro, così sono nati i viaggi online. Io viaggiavo e le persone da casa, prendendo ispirazione dai luoghi e dalle mie parole, compivano un ciclo di trasformazione pur restando nel loro quotidiano. Questa nuova modalità è risultata molto potente perché il metodo ha il fine di aiutarti a vivere una vita più soddisfacente e viaggiare da casa rende ancora più efficiente il processo.

ilaria vigo travel coach
Ilaria a Galway

Una delle cose che amo del mio lavoro è che ad ogni viaggio vedo cambiare i volti, lo sguardo e la vibrazione dei miei clienti ma allo stesso tempo tutto ciò accade anche a me. Si può essere un bravo Travel Coach solo se si impara a stare nella propria autenticità. Avviene così una “contaminazione” in cui si cresce e ci si trasforma tutti insieme.

Oltre allo zaino pieno di ricordi e cartoline cosa ti porti a casa dopo i tuoi viaggi?

Sicuramente dei nuovi amici. Quando si viaggia con questa modalità le persone che arrivano non si conoscono ma poi, man mano che il viaggio procede, le persone trovano nell’altro un alleato, un confidente e un compagno di avventura. E queste relazioni spesso continuano nel tempo.

Come funziona per loro, funziona anche per me. Ed è così che si ride, ci si commuove e si condividono cose che nel quotidiano generalmente non trovano spazio. Le persone possono essere sé stesse perché non ci sono aspettative da parte mia su come deve andare un viaggio, ma c’è la consapevolezza che tutto ciò che accade è utile.

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