25 Ott 2021

Te Araroa: un viaggio per sé stessi e gli altri oltre i propri limiti

Scritto da: Davide Artusi

Partire all’avventura, mettersi in gioco, andare oltre i propri limiti, riuscendo anche a ricavare del denaro per scopi benefici. Sono questi i motivi che hanno spinto Giulio Testa, insegnante romano, a intraprendere un lungo viaggio a piedi in Nuova Zelanda. Attraverso il suo libro Te Araroa, quest’avventuriero ci parla della sua esperienza e di ciò che ha in serbo per il futuro.

«Questo è un libro estivo, del dopo pranzo, quando ti stai annoiando e non sai come passare il tempo prima di andare a fare una pennichella». È con queste parole che Giulio Testa, insegnante romano, introduce il proprio libro: Te Araroa, in cammino oltre i propri limiti. Il resoconto è nato in maniera imprevista, una volta tornato in Italia dopo un’avventura unica e irripetibile. «Durante il viaggio vero e proprio non ho scritto quasi nulla e non sapevo da dove cominciare per ricostruire gli spostamenti, infine sono riuscito a farlo tramite le bacheche di Facebook e le pagine Instagram delle persone che hanno condiviso l’esperienza con me».

«Non avevo mai camminato così tanto – riprende Giulio – mai montato una tenda, mai fatto un’esperienza del genere. A fine ottobre mi sono avventurato. Guardando indietro mi rendo conto di essere stato alquanto ingenuo, ma ho deciso di buttarmi. Io sono dell’opinione che se ci pensi troppo non parti più». Te Araroa parla proprio dell’avventura che Giulio ha vissuto per sei mesi in Nuova Zelanda, immerso in splendide vallate, fitte foreste e caratteristici paesini, passando per catene montuose, vulcani, laghi e fiumi.

Il Te Araroa Trail, che letteralmente significa “Il Lungo Viaggio”, è un tortuoso cammino di circa 3000 chilometri che attraversa la Nuova Zelanda. Da Cape Reinga, nell’estremo Nord, si giunge fino a Bluff, nel profondo Sud. «Il Te Araroa è un percorso in buona parte selvaggio, si cammina in media dalle otto alle dodici ore al giorno con lo zaino di una quindicina di chili e spesso in zone remote».

Te Araroa

«Il primo impatto è stato molto forte – prosegue Giulio –, un mondo totalmente diverso da quello a cui si è abituati. La prima notte non ho montato bene la tenda e l’ho persa nel vento. Tante difficoltà si sono susseguite, soprattutto inizialmente. Volevo lasciar perdere. Piano piano mi sono però abituato e l’adattamento ha giocato un ruolo fondamentale. Non mi sono più fatto impressionare, sono riuscito a convivere con il fango, con le intemperie, con le temperature rigide e sono stato in grado di cavarmela».

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Il Te Araroa non è per tutti, è un viaggio che richiede disciplina, preparazione, una certa dose di coraggio e sconsideratezza e soprattutto molta voglia di mettersi alla prova, oltre i propri limiti. Tuttavia il motivo, o meglio la scintilla, che ha portato Giulio a vivere questa esperienza non è da ricercarsi in qualcosa di grandioso. «Un pomeriggio come tanti altri – come afferma il nostro avventuriero nel suo libro – capitai in un sito Internet dove si parlava di lunghi viaggi a piedi. Quando alzai gli occhi dallo schermo era l’ora di cena. Da quel momento in poi si piantò nella mia mente questo pensiero di attraversare un’intera nazione camminando».

Giulio intraprende questo lungo viaggio prima di tutto per sé stesso; il suo progetto inziale era proprio quello di partire e avventurarsi per vari mesi in maniera libera e spensierata. Documentandosi fra i vari blog e informandosi quotidianamente sui percorsi e sulle esperienze di altri viaggiatori, legge di un escursionista che aveva percorso il Te Araroa qualche anno prima e che aveva ottenuto un po’ di soldi per un’associazione benefica. «Così pensai – racconta Giulio – che se lo aveva fatto lui, avrei potuto farlo anch’io. Scelsi, tra le varie associazioni, di andare a conoscere direttamente la AGOP Onlus (Associazione Genitori Oncologia Pediatrica) e chiacchierando con gli operatori ci trovammo sin dal primo istante».

Te Araroa 2

Grazie a una campagna di crowdfunding, il viaggio di Giulio ha contribuito alla costruzione di una Casa a Colori per i bambini malati oncologici. Il progetto, in collaborazione con AGOP Onlus, nasceva da una campagna di raccolta fondi chiamata “Un euro a chilometro”, che aveva l’obiettivo di raccogliere per la causa 3.000 euro. La raccolta è andata meglio del previsto e sono stati ottenuti più di 9000 euro. Giulio e AGOP hanno continuato a collaborare in svariati modi anche dopo questa esperienza, andando a stringere un sodalizio sempre più duraturo.

Il libro Te Araroa è però solo uno dei vari progetti che Giulio ha in serbo per il futuro. Il prossimo, “Il viaggio Meraviglioso”, verrà realizzato in collaborazione con Cinema du desert, che da anni porta il cinema nelle zone più povere e remote del mondo grazie al suo grande schermo su ruote. L’idea è quella di costruire una serie televisiva che vedrà Giulio camminare lungo la via Francigena da Nord verso Roma per circa 700-800 chilometri.

Nelle città più grandi che si incontreranno lungo il percorso Giulio verrà raggiunto dal cinema itinerante Cinema du desert. Nel pomeriggio verranno proposte attività e giochi collettivi per famiglie e non. Verso sera ci sarà la proiezione all’aperto dove il nostro avventuriero racconterà in stile documentaristico l’attraversamento a piedi dell’intera Nuova Zelanda. La sera dopo, nello stesso posto, ci sarà una seconda proiezione a tema.

Te Araroa 3

Te Araroa racconta di un viaggio faticoso ma meraviglioso, un’esperienza unica vissuta attraverso l’ottimismo di un viaggiatore instancabile, Giulio Testa, capace di raccontare capitolo dopo capitolo tutte le gioie e i dolori di quei sei mesi così intensi trascorsi in Nuova Zelanda.

Questa avventura non sarà però l’ultima per Giulio, ma solo la prima di molte altre. «Era tutto pronto per rimettermi in cammino, questa volta negli Stati Uniti lungo il Pacific Crest Trail, un sentiero escursionistico di 4.265 chilometri che parte dai confini del Messico e arriva in Canada. Purtroppo nell’ultimo anno tutto è cambiato e i miei piani iniziali sono saltati. Eppure questo è un viaggio che farò presto, è soltanto rimandato, bisogna avere pazienza e non smettere di crederci».

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