15 Feb 2022

Il cinema indipendente racconta il bosco: il fotografo Paolo Rossi presenta il nuovo film

Scritto da: Valentina D'Amora

La natura sa fare a meno dell'uomo. Dove viene a mancare la sua presenza, infatti, alberi e animali si sono poeticamente ripresi i loro spazi. Non a caso, quindi, "Dove l'uomo non è più sovrano" è il nuovo progetto del fotografo naturalista genovese Paolo Rossi: un film che parla della straordinaria bellezza dei nostri boschi.

Genova - Pensiero selvatico e indipendenza artistica sono le cifre distintive del lavoro di Paolo Rossi, il “fotografo dei lupi”. Dopo aver scelto animali selvatici o inselvatichiti come protagonisti indiscussi delle sue precedenti produzioni – da “Felis” – Gatto sarvægo“, a “Vacche ribelli“, passando per “La vendetta del lupo monco” – questa volta il “primo attore” del nuovo cortometraggio di Paolo Rossi è sua maestà il bosco.

DOVE L’UOMO NON È PIÙ SOVRANO

Come già chiarisce il titolo del film, Paolo Rossi e Nicola Rebora in questo nuovo lavoro hanno deciso di entrare nel vivo di come il bosco si sia riconquistato lo spazio che l’essere umano, negli anni, gli ha sottratto.

“Sembra che il bosco sia preda del caos e dell’abbandono”, annuncia la voce fuori campo nel trailer: quanti pensano che il bosco sia “sporco” se le persone non se ne prendono cura? «Io e Nicola Rebora vogliamo dimostrare che questo bosco apparentemente abbandonato, in realtà, brulica di vita».

E anche qui torna a gamba tesa il filo rosso di ogni progetto del fotografo genovese, il selvatico: «Dentro i vecchi castagni, ormai rinselvatichiti, vivono una serie straordinaria di animali». E resto incantata quando Paolo paragona ognuno di questi alberi a tanti “condomini naturali”: «Soprattutto se molto anziani, dalla radice sino alla chioma questi alberi portano avanti il cuore della catena alimentare».

Contribuisci all’informazione libera!

Mentre la gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i meravigliosi cambiamenti in atto del nostro paese, noi abbiamo scelto di farlo con un’informazione diversa, autentica, che sia d’ispirazione per chi vuole veramente attivarsi per cambiare le cose. 

Per farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Attivati anche tu per cambiare l’immaginario!

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

La spalla di Paolo Rossi è il fotografo Nicola Rebora che lo supporta nella realizzazione delle riprese, per esempio del gatto selvatico e della martora, animali molto legati al bosco selvaggio.

Il mio più grande desiderio? Far sì che, grazie ai miei lavori, la natura abbia sempre nuovi amanti.

VOLPE PAOLO ROSSI E NICOLA REBORA
Un frame del fim. Paolo Rossi e Nicola Rebora
LA LOCATION E GLI “ATTORI”

“Dove l’uomo non è più sovrano” è ambientato nei boschi dell’Appennino delle “quattro province”, Genova, Alessandria, Piacenza e Pavia. Le riprese fanno parlare i faggi che si sono riconquistati i pascoli, i carpini e le querce che ormai rivestono le aree più impervie, ma anche le martore e i gatti selvatici che abitano nei castagneti.

Tutti questi luoghi, che lo sguardo urbano dell’uomo può giudicare “disordinati”, custodiscono una realtà parallela dove si vivono vite brevi ma intensissime: all’ombra dei grandi alberi, proprio in questo istante, una nuova generazione di tassi, volpi e lupi sta imparando dai propri genitori come sopravvivere il più a lungo possibile in natura.

L’APPROCCIO

«I nostri film – spiegano i due registi – sono documentari brevi e senza morale. L’intento è semplicemente parlare a chi guarda attraverso immagini di animali e alberi, per riuscire a trasmettere almeno un po’ della nostra curiosità a chi non si ritiene generalmente interessato al tema ambientale».

Nicola Rebora e Paolo Rossi Fabio Maccagno
Nicola Rebora e Paolo Rossi. Foto di Fabio Maccagno

Il desiderio più grande di Paolo Rossi e il sottofondo di tutto il suo lavoro è far sì che la natura abbia sempre nuovi amanti. E per farlo ci mette anche etica, oltre che cuore: «Ci piace moltissimo riuscire a raccogliere immagini “giuste” e corrette», spiega. Purtroppo, infatti, molti fotografi e videomaker, per poter catturare scatti e riprese accattivanti, di animali immortalati da vicino, ricorrono a scorciatoie che creano disturbo alla fauna selvatica.

«Dare attrattivi ai selvatici è proprio illegale, eppure in tanti vanno nel bosco senza aver prima studiato l’etologia degli animali che si vogliono fotografare, solo per registrare video e portare a casa immagini in breve tempo. Ci sono anche documentari che ritraggono animali selvatici che si trovano in realtà all’interno di recinti oppure animali di falconieri chiusi in gabbia e questo, il più delle volte, non viene nemmeno specificato nei titoli di coda».

“Pochi ma buoni” è, quindi, il marchio di fabbrica di Rossi, che preferisce lavorare su pochi video ma raccolti sul campo e nella maniera più etica possibile. D’altronde, moltissimi sostenitori dei suoi progetti, che nel tempo sono diventati amici, si sono affezionati al suo lavoro anche per questo.

E conclude: «Questo è il terzo film in oltre due anni di emergenza sanitaria: non ci fermeremo perché vogliamo continuare a tenere alta la bandiera della cultura selvatica». Si può sostenere la lavorazione di questo cortometraggio indipendente, qui.

Articoli simili
Alex Zanotelli: “Se l’acqua, madre della vita, diventa merce”
Alex Zanotelli: “Se l’acqua, madre della vita, diventa merce”

Traino Verde: una giornata contro il consumo di suolo

Settimana del Pianeta Terra: l'Italia alla scoperta delle geoscienze

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

L’Overshoot Day 2022 italiano è già arrivato – #521

|

Le persone piccole: come crescono i bambini e le bambine nella comunità educante di un ecovillaggio

|

Apre il Covo degli Orsi, la nuova “casa rossa” per i genitori dei pazienti del Gaslini

|

“Dal lato all’altro della finestra di una RSA, il telefono ci unisce”

|

Guerra in Ucraina: come viene raccontata e percepita in Russia?

|

I(n)spira-Azioni racconta gli effetti dei cambiamenti climatici con Luca Barani e The Climate Route – #6

|

Alice In The Lab: le creazioni etiche di una giovane che ha scelto di vivere in modo ecologico

|

Una Mappatura Collettiva per trasformare i luoghi abbandonati della città in beni comuni