6 Apr 2022

Una Favola in Danza per regalare un sorriso ai bambini in fuga dalla guerra in Ucraina

Scritto da: Benedetta Torsello

La danza e la musica sono linguaggi universali, che non conoscono barriere linguistiche o confini geografici. È per questo che la scuola di Genova Danzarte ha aperto le proprie porte a quaranta bambini e bambine scappati dalla guerra in Ucraina. Partita sabato scorso, l’iniziativa Favola in Danza è una commistione tra musica, movimento del corpo, narrazione ed espressione di sé. L’arte come evasione e gioco, ma soprattutto come antidoto alla guerra.

Genova - A poco più di un mese dallo scoppio del conflitto in Ucraina, sono circa 4,3 milioni i bambini sfollati. Solo una parte (circa 1,8 milioni) ha lasciato il proprio paese e trovato rifugio altrove. Questi i dati allarmanti riportati dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia. Cifre che purtroppo non raccontano la sofferenza di chi prova a lasciarsi la guerra alle spalle e ricominciare altrove.

Allontanarsi dalle bombe non vuol dire trovare la pace, quando c’è tutto da ricostruire: una casa, una famiglia, un futuro. Spesso sono i più piccoli le vittime principali di ogni conflitto. Proprio per poter dar loro una parvenza di normalità e un po’ di spensieratezza, la scuola di danza Danzarte ha deciso di coinvolgere a rotazioni quaranta bambini ucraini, giunti a Genova nelle scorse settimane, in un laboratorio creativo che unisce danza, musica, racconto e gioco.  

Favola in Danza 2
TUTTO HA INIZIO CON UNA STORIA DA CANTARE E DANZARE

«Con lo scoppio del conflitto e soprattutto dopo l’arrivo a Genova dei primi profughi dall’Ucraina – per la maggior parte donne e bambini, di cui moltissimi orfani – abbiamo pensato a come, con la nostra scuola, potessimo dare un supporto concreto a queste persone, specialmente ai più fragili e indifesi», racconta Antonietta Scuderi, ideatrice dell’iniziativa Favola in Danza insieme ad Andrea Macciò, polistrumentista e responsabile della scuola per i corsi di propedeutica musicale.

E così hanno pensato a Favola in Danza, iniziativa patrocinata dalla Regione Liguria e realizzata in collaborazione con la comunità ucraina di Genova. «Abbiamo scelto Favola in Danza perché è un progetto unico, che nasce proprio con l’intento di realizzare un ambiente accogliente e che favorisca l’espressione di sé, la socializzazione e l’integrazione», spiega Antonietta.

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danza

La musica e la danza permettono di dialogare oltre qualsiasi barriera linguistica. Ecco perché gli ideatori dell’iniziativa hanno deciso di coinvolgere anche altri piccoli allievi della scuola Danzarte e di avvalersi del contributo della psicologa Veronica Valle e dell’interprete Zatsepylina Oksana. «Favola in Danza è un progetto a cui lavoriamo già da quattro anni – prosegue Antonietta – è una sorta di contenitore di esperienze e creatività, in cui vengono coinvolti i più piccoli e le loro famiglie».

È un racconto in musica, parole e movimenti. È un gioco in cui i bimbi vengono guidati e allo stesso tempo lasciati liberi di esprimersi. Ed è innanzitutto un’esperienza condivisa. «Vista la particolare situazione, la presenza dei genitori accanto a questi bambini, che già hanno vissuto sofferenze importanti, è essenziale», racconta Antonietta. Vivere assieme ai propri affetti un momento di serenità e spensieratezza è forse l’obiettivo principale del progetto.  

SOLIDARIETÀ DIFFUSA

All’iniziativa solidale della scuola di danza di Genova, hanno risposto molte realtà locali. Grondona Pasticceria Genovese ha donato i biscotti per la merenda dei bambini, Visual’Think si è occupata della stampa delle magliette personalizzate da distribuire ai partecipanti, Alessandra Pipino ha donato materiale didattico e Franco Cosimo Panini ha regalato libri e giochi. Insomma una rete di solidarietà e mutuo supporto che accoglie a braccia aperte i piccoli rifugiati.

Favola in Danza lezione 2b

«Favola in Danza risponde appieno a una richiesta che abbiamo raccolto da subito dalla comunità ucraina: l’inclusione e l’integrazione dei profughi e dei loro bambini», dichiara l’assessore alle Politiche Sociali della Regione Liguria, Ilaria Cavo. «Accanto alla prima accoglienza c’è infatti bisogno di socialità. Come Regione stiamo lavorando per mettere in campo una serie di iniziative che consentano loro di orientarsi sia nei percorsi scolastici sia nel doposcuola per far sì che ci sia un’integrazione a 360 gradi. Questo progetto può essere l’esempio per altri percorsi virtuosi che si muovono in questa direzione».

La musica e la danza permettono di dialogare oltre qualsiasi barriera linguistica

Ad oggi sono circa cinquecento i bambini giunti a Genova dall’Ucraina. L’obiettivo è quello di poterne coinvolgere molti di più e che il progetto Favola in Danza si espanda oltre le mura della scuola: «Speriamo di essere seguite da tante altre realtà come la nostra», sostiene la direttrice di Danzarte, Maria Grazia Sulpizi. E magari grazie alla danza, alla musica e all’accoglienza, per questi bambini e le loro famiglie la guerra potrà finalmente essere un lontano ricordo. Anche solo per qualche ora.

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