30 Mar 2023

Una mappa di comunità per raccontare il territorio coinvolgendo chi lo abita

Scritto da: Caterina Salvo

Amare il proprio territorio per saperlo raccontare. Ma anche raccontare i luoghi per conoscerli meglio e quindi amarli un po’ di più. È questo quello che fa attraverso la costruzione di mappe di comunità – ma anche con molte altre iniziative – la Cooperativa Sociale Liberi Sogni, attiva nel lecchese con l’obiettivo di valorizzare, coinvolgendo chi li abita, territori spesso considerati marginali ma che racchiudono grandi risorse.

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Lecco, Lombardia - «Grazie a questa tipologia di mappa la comunità di un determinato luogo può esprimere come vede, percepisce e attribuisce valore al proprio territorio e come vorrebbe che fosse in futuro». Parola di Liberi Sogni, che accompagna in questo modo le cittadine e i cittadini nella costruzione di una narrazione corale del proprio territorio per riportarne a galla la memoria collettiva.

Ma come si costruisce una mappa di comunità? Per prima cosa servono gli abitanti, i narratori capaci di fare emergere dal silenzio della geografia una polifonia di voci e suoni che raccontano le molteplici storie dei luoghi. L’insieme di mondo tangibile e intangibile, della cultura materiale – come fotografie, documenti originali, oggetti – e del patrimonio immateriale – come canti, emozioni, ricordi –, rappresenta il secondo ingrediente per realizzare la mappa.

Attraversando i luoghi si raccolgono queste testimonianze: «Così costruiamo una mappa che non contiene solo indicazioni geografiche, ma anche tutto il resto: l’oratorio di paese coi tetti spioventi, le ginocchia sbucciate dei ragazzi che giocano a pallone, il tavolino su cui i contadini sbattono le carte, le feste coi loro riti, le memorie degli anziani, i nomi dei patroni, i racconti, le tradizioni, i mestieri», spiegano da Liberi Sogni.

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L’obiettivo di questo lavoro è rendere palpabile, letteralmente visibile, la fitta stratificazione della sapienza collettiva, che altro non è che il risultato del dispiegarsi della storia lontana dai grandi eventi e dalle memorie di archivio, ma non per questo meno fondamentale. Rivisitare il passato attraverso la sensibilità contemporanea permette di rendere gli abitanti attori fondamentali di un processo partecipativo di valorizzazione “dal basso”, nel rispetto pieno del principio di autodeterminazione patrimoniale.

Sono nate così nel 2019 le prime tre mappe relative ad altrettanti territori – Carenno, Premana e Tremenico – nell’ambito del progetto Interreg Italia Svizzera VoCaTe – La voce della terra: canti e riti della tradizione promosso dalla Provincia di Lecco. Gli esiti di queste ricerche si sono concretizzati in altrettante mappe cartacee che potete trovare sul sito. L’impossibilità delle mappe di accogliere la grande quantità di materiale fotografico e audiovisivo prodotto, accanto alla volontà di connettere le mappe stesse con le realtà museali presenti nei tre paesi, ha dato avvio a una seconda fase di progetto, questa volta resa possibile grazie al cofinanziamento di Fondazione Cariplo all’interno del programma Museo di Comunità.

premana

Inizia così un processo di digitalizzazione delle mappe, con la creazione del sito di riferimento per le mappe di comunità rese interattive e il coinvolgimento del Museo Cà Martì di Carenno, del Museo Etnografico di Premana e del Museo Cantar di Pietra di Tremenico. Ai tre comuni iniziali si aggiungono nel tempo anche Bulciago e alla costituzione dell’Ecomuseo della Valvarrone, che comprende i comuni omonimi nati dalla fusione di Introzzo e Vestreno con Tremenico.

Creare una mappa di comunità non significa tuttavia guardare solo al passato, tutt’altro. Diventa piuttosto un’occasione per traghettare il passato nel futuro grazie all’atto di essere presenti nel presente. Complicato? Forse meglio dire complesso e per questo è fondamentale il ruolo della Cooperativa Liberi Sogni nel facilitare il percorso.

Le “cartografie emozionali dei territori” che vengono prodotte rappresentano le radici dalle quali partire per poter guardare al futuro, dando consapevolezza del passato gettano fondamenta solide per accogliere il nuovo: la comunità riscopre sé stessa e diventa così capace di aprirsi al mondo e accoglierlo. Per costruire una mappa di comunità servono quindi anche dei mediatori, soggetti capaci di coinvolgere continuamente la comunità, mettendo insieme persone e luoghi della cultura, in primis i musei.

Rivisitare il passato attraverso la sensibilità contemporanea permette di rendere gli abitanti attori fondamentali di un processo partecipativo di valorizzazione “dal basso”

«Ciò deve avvenire sia a livello micro, creando un tavolo di lavoro di rappresentanti delle istituzioni e associazioni locali e da liberi cittadini, con il quale prendere le decisioni rispetto alla mappa, che a livello macro, tentando di coinvolgere la comunità di riferimento in modo allargato e inclusivo», sottolinea lo staff di Liberi Sogni in conclusione.

«Tutto ciò si può fare proponendo questionari di raccolta di informazioni, realizzando interviste approfondite, organizzando passeggiate patrimoniali nei luoghi cari alla comunità e coinvolgendola nella raccolta di fotografie, filmati e materiale documentario». Per riuscirci Liberi Sogni mette in campo un team multidisciplinare composto da artisti, storici, antropologi, filosofi, etnografi, drammaturghi e professionisti della narrazione e dello storytelling, che si mescolano alla cittadinanza creando delle comunità temporanee.

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