27 Gennaio 2026 | Tempo lettura: 6 minuti

Come scegliere un operatore turistico responsabile per il tuo cammino

Per un cammino godibile, sicuro e a basso impatto è importante rivolgersi a un operatore turistico responsabile. Come trovarlo? Lo abbiamo chiesto alla guida escursionistica Sara Zanni.

Autore: Andrea Degl'Innocenti
operatore turistico responsabile

Negli ultimi anni i cammini sono passati da fenomeno di nicchia a vero e proprio trend turistico, al punto che in alcune situazioni stanno iniziando a sperimentare le stesse dinamiche di sovraffollamento tipiche delle città d’arte. Il caso più evidente è quello del Cammino di Santiago: nel 2025 sono stati registrati 530.987 pellegrini, concentrati perlopiù nello stesso periodo dell’anno e nello stesso tratto di percorso. 

Le conseguenze? Aumento dei rifiuti, difficoltà nel trovare posti letto e crescenti segnali di insofferenza da parte dei residenti lungo il percorso. Segnali simili, pur in scala diversa, si vedono anche in Italia: secondo il dossier Italia, Paese di Cammini, nel 2024 i camminatori sono stati almeno 191.465, in forte crescita rispetto all’anno precedente. Così anche il turismo dei cammini, che immaginiamo intrinsecamente attento e responsabile, può diventare insostenibile. 

Non si tratta tuttavia di un destino segnato e ineluttabile. Ci sono molte cose che la community dei camminatori può fare per mantenere un impatto sostenibile sui percorsi dal punto di vista ambientale, economico e sociale: dal tenere delle buone abitudini durante il cammino ad aderire a campagne come #iononlasciotracce. Un’altra idea interessante è scegliere di farsi guidare da un operatore turistico responsabile e attento. Trovarlo però non è scontato. Sara Zanni, esperta guida escursionistica, ci ha dato qualche consiglio utile. 

operatore turistico responsabile
Sara Zanni

Perché è importante scegliere con cura un operatore

Scegliere un operatore per un cammino non significa solo delegare a qualcun altro gli aspetti logistici e la scelta degli alloggi; significa anche decidere che tipo di impatto avrà il proprio viaggio sul territorio, da molti punti di vista. «Dovremmo essere un po’ più consapevoli tutti dell’impatto che hanno le nostre scelte nel momento in cui organizziamo i nostri viaggi», esordisce Sara Zanni. Un operatore responsabile può aiutarci nella scelta di strutture più sostenibili, fare in modo che le nostre risorse economiche restino perlopiù sul territorio e anche educarci alla sostenibilità. 

Al netto delle sensibilità personali infatti, ci sono aspetti a cui non è così immediato pensare. Ad esempio, spiega Zanni, «non è un’attività sostenibile alloggiare ogni notte in un bed and breakfast diverso che ogni giorno poi dovrà igienizzare la camera, cambiare le lenzuola, lavare gli asciugamani. Scegliere delle tipologie di alloggio più spartane, che possono essere gli ostelli, dove puoi dormire con il tuo sacco a pelo portandoti il tuo asciugamano, può essere un modo per essere un po’ più etico, per avere un impatto minore sul territorio, sulle risorse. Perché ogni asciugamano che viene lavato è acqua che se ne va».

Parti dal cammino: sito ufficiale ed ente di gestione

«La cosa più semplice per iniziare – spiega Zanni – è andare sul sito ufficiale del cammino, vedere se magari già lì c’è un’indicazione e sennò contattare l’ente di gestione e chiedere se hanno una collaborazione, o se sono a conoscenza dell’esistenza di tour operator o operatori della zona che offrono servizi su quell’itinerario». In questo modo si evitano proposte generiche e pacchetti offerti senza che ci sia una reale conoscenza dell’itinerario.

Molti cammini hanno un’organizzazione di riferimento – spesso un’associazione o un ente territoriale – che invece conosce bene la rete di ospitalità, i servizi disponibili e chi lavora con continuità lungo il percorso. In pratica: prima ancora di digitare “pacchetto cammino + nome” su un motore di ricerca, conviene verificare se l’itinerario ha un sito ufficiale, cercare una sezione tipo “ospitalità/servizi/operatori” e se non c’è scrivere direttamente all’ente di gestione. 

operatore turistico responsabile

Scegli operatori locali: la sostenibilità è anche economica

Una volta ottenuti alcuni nominativi “affidabili” dall’ente di gestione, il secondo criterio che Sara Zanni suggerisce di tenere presente è la prossimità al territorio. «Sempre meglio appoggiarsi a tour operator della zona, quindi del territorio», spiega Zanni. Il motivo è semplice: chi lavora localmente tende a conoscere meglio la rete di accoglienza, i ritmi del cammino, le criticità stagionali e anche le piccole soluzioni che possono fare la differenza – un contatto, una deviazione sensata. Ma c’è anche un tema più ampio: la sostenibilità non è solo ambientale, è anche sociale ed economica.

«Gli operatori locali permettono di portare un maggior impatto del proprio spendere, del denaro che uno spende durante la propria esperienza direttamente sul territorio», continua. In altre parole: se l’obiettivo è viaggiare in modo responsabile, ha senso chiedersi quanto del budget resta lungo il cammino – tra ospitalità, ristorazione, trasporti, servizi – e quanto invece si disperde altrove. Perché, come ricorda Zanni, «lo scopo è anche dare una sostenibilità economica al territorio, per permettere alle persone che ci abitano di continuare ad abitarci».

È un punto centrale soprattutto nei cammini che attraversano aree interne: la tenuta delle economie locali di piccola scala è essa stessa una caratteristica necessaria all’esistenza dei cammini, perché determina la qualità dell’accoglienza. Scegliere un operatore radicato può diventare quindi un modo concreto per trasformare il viaggio in un piccolo investimento nella vitalità dei luoghi che si attraversano.

Una nota finale

C’è un ultimo punto, legato all’organizzazione dei cammini, su cui Sara Zanni ritiene importante fare chiarezza. Ovvero l’obbligo, previsto dalla legge, che la direzione tecnica sia sempre affidata a un tour operator. Quando l’esperienza offerta non è una singola escursione in giornata ma diventa un viaggio di più giorni, comprensivo di alloggi, servizi, assistenza, entrano in gioco responsabilità e tutele che non possono essere gestite informalmente.

Un operatore responsabile può aiutarci a fare in modo che le nostre risorse economiche restino perlopiù sul territorio e anche educarci alla sostenibilità

Zanni lo chiarisce in modo molto netto: «Perfetto se la tua guida del cuore organizza un viaggio su cammino perché magari ogni anno ne organizza uno diverso bisogna però prestare molta attenzione al fatto che la direzione tecnica sia comunque affidata a un tour operator. Questo per una tutela dell’utente, cioè per una tutela del viaggiatore, perché è illegale che una guida piuttosto che un accompagnatore turistico organizzi in autonomia un pacchetto per un viaggio di più giorni. Qualunque formula fantasiosa utilizzi».

Il motivo non è burocratico: è legato alla protezione concreta di chi parte: «Un viaggio di più giorni è un pacchetto e va venduto attraverso un tour operator». Le chiedo quindi se c’è un motivo specifico: «L’agenzia e il tour operator – risponde Sara Zanni – sono gli unici che tramite delle assicurazioni ad hoc ti vengono incontro e ti aiutano in caso qualsiasi cosa andasse male. Cosa che un singolo operatore non può fare».

Da qui la regola pratica, molto semplice: se si sta acquistando un viaggio di più giorni, è importante chiedere esplicitamente chi è l’agenzia o il tour operator responsabile e verificare che sia indicato in modo trasparente. «Né un’associazione né una guida singola possono prendersi carico della direzione tecnica di un viaggio», ribadisce Zanni. E chiude con una distinzione che aiuta a orientarsi: «Tutto quello che è un cammino di più giorni e non un’escursione singola è un viaggio. E in quanto tale va diretto da un ente deputato, a meno che non lo faccia tu in autonomia».

Questo articolo rientra nella campagna di comunicazione legata al progetto “Io non lascio tracce – Benessere in Movimento Lento”, finanziato da Compagnia di San Paolo sul Bando Sportivi Per Natura.