Scuole chiuse a Bagnoli: il geologo Lamberto Lamberti spiega cosa sta accadendo
Il geologo e attivista Lamberto Lamberti racconta la situazione dei Campi Flegrei, fra scuole chiuse perché sature di anidride carbonica e progetti speculativi di cementificazione.
Da un anno a questa parte, nei Campi Flegrei – in particolare nella zona compresa tra Pozzuoli e Bagnoli – nelle località di Solfatara e Pisciarelli alcuni istituti scolastici hanno segnalato un pericoloso aumento dei livelli di anidride carbonica nei piani bassi, al punto che il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ne ha determinato la chiusura immediata. L’episodio si è verificato di nuovo nell’Istituto Professionale Petronio nei giorni di metà aprile, ma dal comando provinciale dei VVFF assicurano che la situazione è continuamente monitorata ed è tornata sotto controllo.
Per avere ulteriori chiarimenti ho pensato di coinvolgere un geologo che spesso ha rappresentato i comitati di lotta presso le istituzioni e che ho visto protagonista nelle assemblee dei Campi Flegrei che si tengono presso Villa Medusa, a Bagnoli, zona particolarmente segnata dagli epicentri sismici. Si tratta di Lamberto Lamberti, che da circa un anno ha fondato Geologia Popolare, un’azienda che fa sondaggi e studi di vulnerabilità a supporto delle progettazioni ingegneristiche. Insieme al compianto professor Pietro Bruno Celico, docente di Geologia e idrogeologia dell’Università di Napoli, Lamberti ha avuto una lunga esperienza di lavoro sui questi temi a Sezze, a Terracina, alla Sangemini di Terni e infine a Napoli.

Questo dei flussi delle falde acquifere è un tema che riguarda profondamente Bagnoli a proposito dei meccanismi che risultano determinati dal bradisismo flegreo – ovvero l’innalzamento e abbassamento del suolo a causa dell’attività vulcanica, come abbiamo spiegato dettagliatamente in questo articolo –, sul quale torneremo con ulteriori approfondimenti anche a proposito dei piani per la Coppa America. L’obiettivo della nostra riflessione di questi giorni è comprendere se c’è un livello di allerta che sta crescendo, visto che in genere i gas connessi al vulcanismo dei Campi Flegrei sono stati da diversi secoli ad oggi, di fatto, compatibili con la vita e l’attività umana.
Lamberto, persona che ama mettere il proprio sapere a disposizione delle persone – e, diciamolo, anche militante politico –, è molto alla mano. Spiega subito che l’anidride carbonica è un pericolo reale perché assai insidioso, contrariamente ai gas a cui siamo abituati, carichi di zolfo, che si liberano normalmente nei Campi Flegrei anche non in periodi bradisismici e che sempre più spesso aumentano dopo le scosse. Va precisato che le emissioni solforose hanno un odore notevole che può piacere o disgustare, ma perfino capacità curative delle vie respiratorie grazie all’azione antisettica. L’anidride carbonica invece è un gas inodore che appena raggiunge una certa concentrazione fa perdere i sensi e provoca asfissia nel giro di pochi minuti.
Il bradisismo non è un evento d’emergenza ma una situazione strutturale che va avanti da secoli
«La fuoriuscita dell’anidride carbonica si è già verificata l’anno scorso con la scossa del 13 marzo 2025. Essa è un gas pericoloso perché più pesante dell’ossigeno, tende a mantenersi a livello del suolo e quindi ovviamente si accumula nei piani bassi delle scuole e delle cantine. Nella stessa Villa Medusa l’anno scorso entravamo con il rilevatore di CO² perché il rischio è di non accorgersi dell’alta concentrazione. Per diversi anni ho lavorato alla Sangemini e quando dovevamo entrare nei gabbiotti dei pozzi innanzitutto facevamo in modo da ventilare e aerare per evitare che l’accumulo di anidride divenisse letale. Non si ha tempo di accorgersi della carenza di ossigeno e si sviene tutti a catena, finendo in stragi involontarie».
A questo punto chiedo a Lamberti se sia giusto e inevitabile chiudere i piani bassi: «È proprio per questo che, soprattutto le scuole, vengono immediatamente chiuse in quanto è difficile controllare i movimenti dei ragazzi in situazioni di sospette emissioni. Inevitabilmente, quando in profondità si fratturano le rocce sotto pressione, succede che si libera l’anidride carbonica concentrata nel sottosuolo».
Lamberto afferma con poche e semplici parole che non si tratta di un fenomeno geologico nuovo e che il legittimo allarme è stato amplificato rendendolo parte di un’operazione in cui, come ritengono i comitati, il governo e le autorità locali stiano cercando non solo di coprire la propria inerzia verso i doverosi e tempestivi interventi per ridare abitabilità agli edifici danneggiati, ma anche di spaventare oltremodo le persone e scoraggiare gli abitanti in vista di ulteriori speculazioni, tra cui la Coppa America nelle acque di fronte a Bagnoli e le cementificazioni che sono ormai in corso.

Lamberto viene da esperienze politiche significative come l’impegno in Rifondazione Comunista e poi Sinistra e libertà; è stato candidato al Comune di Napoli, poi ha iniziato a frequentare Villa Medusa e il gruppo politico di Iskra, diventando un riferimento rispetto ai legittimi timori della popolazione. Come membro delle delegazioni popolari ha incontrato «una sola volta il sindaco» e più spesso il Prefetto e l’amministrazione comunale, soprattutto all’indomani della già citata scossa del 13 marzo 2025, protestando con le autorità sull’affermazione diffusa in quei giorni dal ministro che “la colpa fosse di chi vi abitava”. «Il bradisismo non è un evento d’emergenza ma una situazione strutturale che va avanti da secoli», ha ribattuto Lamberti.
Con l’Assemblea popolare si è battuto per far avere un contributo agli abitanti delle case dichiarate inagibili chiedendo uno studio di vulnerabilità sui fabbricati che recepisse la normativa vigente. «Ciò che è stato fatto invece cita e monitora gli studi di vulnerabilità, questo sì, ma non secondo criteri normativi perché si è scelto di terrorizzare le persone per mandarle via, consentendo una vera e propria sostituzione sociale. La novità è stata che, dopo la rinuncia di Barcellona, si è abbattuta sul territorio la Coppa America, che ora spinge verso una gentrificazione del territorio».
Il risultato di quanto racconta Lamberto è che si sono moltiplicati i comitati e cresce il sostegno di base alla Rete No America’s Cup, che si batte contro il nuovo consumo di suolo previsto dai progetti avviati. I lavori hanno già messo in movimento le polveri sottili di terreni e fondali inquinati. Un ulteriore fronte è quello della permanenza della colmata inquinata, con il conseguente allontanamento della popolazione dovuto alla trasformazione turistica degli immobili.










Commenta l'articolo
Per commentare gli articoli registrati a Italia che Cambia oppure accedi
RegistratiSei già registrato?
Accedi