Nove giorni, nove ospiti e oltre tremila chilometri a bordo di un’auto elettrica ricaricata unicamente con energie rinnovabili. Quello di Solar Moving è un viaggio in lungo e in largo per l’Italia, alla scoperta delle sfide della transizione energetica, delle scommesse per il futuro e delle scelte individuali, vero motore di ogni cambiamento.
Benedetta Torsello
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10 Dicembre 2021
La tassonomia europea inserisce gas e nucleare fra le fonti che possono accedere ai finanziamenti sostenibili. Intanto negli Usa si discute su come fare geoingegneria agli oceani per trasformarli in serbatoi di carbonio in grado di assorbire più anidride carbonica di quanto già fanno.
Un articolo comparso su Scientific American si chiede se la specie Homo sapiens, la nostra, non sia destinata a una estinzione nel breve periodo. L’autore, un biologo evoluzionista e paleontologo, porta valide argomentazioni a sostegno della sua tesi, che è convincente, anche se mancano dei pezzi fondamentali. Parliamo anche dell’arresto di Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, della condanna a 4 anni ad Aung San Suu Kyi, della morte di Pierre Rabhi e del governo Cinese che prosegue gli esperimenti di controllo del meteo.
É il giorno del Super Green Pass: quali sono le novità che vengono introdotte? Come possiamo commentare questa novità? Parliamo anche della Shell che ritira un progetto di trivellazioni in Scozia, delle manifestazioni in Serbia contro l’estrazione mineraria e dell’incontro delle destre sovraniste europee a Varsavia.
L’Europa teme il black-out e in vari paesi i governi danno indicazioni a riguardo e le persone corrono a fare scorte. Come soluzione, il nostro ministro per la transizione ecologica propone nuove trivelle e fusione nucleare. Parliamo anche di obbligo vaccinale, con due notizie di segno opposto che arrivano dalla Germania e dagli Usa.
Non c’è pace per Fukushima. Dopo la decisione del governo giapponese di sversare acqua contaminata nel Pacifico, arriva un altro, più preoccupante, allarme dalla centrale nucleare: il muro di ghiaccio costruito per proteggere la falda acquifera sottostante non sta funzionando e 1,5 milioni di tonnellate di acqua contaminata potrebbero essersi riversate nell’oceano. Nel frattempo riprendono, nello scetticismo generale, i negoziati sul nucleare iraniano. Parliamo anche della crisi agricola in Gambia, delle nuove premier e presidenti donne in Honduras, Barbados e Svezia e del referendum svizzero sul Green Pass.
Le popolazioni indigene vivono una contraddizione enorme. Sono le più colpite dai problemi ecologici e dalla crisi climatica, sarebbero le più adatte a custodire la biodiversità e proteggere gli ecosistemi, eppure sono quasi sempre escluse o lasciate ai margini dei negoziati e oggi subiscono persino le conseguenze e le contraddizioni della transizione ecologica delle società più ricche.
La Germania ha un accordo per il nuovo governo, formato da una coalizione “semaforo” (rosso-verde-gialla) fra socialdemocratici, verdi e liberali. Intanto il parlamento europeo approva la nuova Politica agricola comune (Pac), fra mille polemiche, mentre in Cina a sorpresa calano le emissioni di CO2. E l’Africa trema, fra disastri climatici, attentati e venti di guerra civile.
Parliamo di elezioni. Quelle in Cile – soprattutto – e quelle in Venezuela. Due paesi simbolo, in modi diversi del passato recente e del prossimo futuro di modelli economico-democratici. Elezioni sorprendenti, assurde sotto alcuni aspetti, che ci dicono molto sui due paesi e sul mondo che stiamo vivendo.
Migliaia di migranti bloccati al confine fra Bielorussia e Polonia, con la Polizia polacca che usa i cannoni d’acqua nonostante il freddo pungente. Inghilterra e Francia che rischiano una crisi diplomatica per motivi simili. Se poche migliaia di migranti scatenano reazioni e tensioni fra paesi, cosa pensano di fare i nostri governanti per i 216 milioni di migranti climatici previsti entro il 2050? Intanto gli ecosistemi e il clima continuano a dare segnali critici: Nuova Delhi va in lockdown per le polveri sottili, mentre ci sono alluvioni in Canada e trombe d’aria in Sicilia.
Con una nuova legge la Groenlandia rinuncia all’estrazione di uranio e terre rare, dopo aver bloccato quelle di petrolio e gas. Intanto il Brasile, che afferma di voler raggiungere il disboscamento zero entro il 2030, si avvia verso un anno nero per la foresta Amazzonica. In Italia entrano in vigore nuove normative Covid, fra cui il divieto di manifestare nei centri delle città, mentre in Austria scatta il primo lockdown per i soli non vaccinati. E in Bulgaria, alla terza elezione in un anno, va al governo un partito nuovo nuovo eletto con una maggioranza non proprio bulgara.
Sono state ultime ore frenetiche alla COP26 sul clima di Glasgow, in cui ondate di sensazioni contrastanti hanno attraversato la sala dell’assemblea plenaria dove erano riuniti i delegati. Frustrazione, entusiasmo, stanchezza, di nuovo frustrazione, speranza, infine un accordo acciuffato in extremis, il Glasgow Climate Pact, che lascia molti insoddisfatti. E che… è piuttosto difficile da commentare, ma ci proveremo!
Ieri notte è circolata la seconda bozza di accordo della COP26, in cui possiamo riconoscere uno sforzo di ambizione in più rispetto alla prima, ma anche una certa, persistente, mancanza di concretezza. Che cosa prevede e che giudizio possiamo dargli? Intanto il nucleare torna a fare capolino nelle strategie di decarbonizzazione di molti paesi, quello di quarta generazione, spacciato per sicuro e pulito. Ma è davvero così? E abbiamo alternative?
Prosegue il percorso verso la creazione di una “comunità visionaria” di persone desiderose di sperimentare un nuovo stile di vita all’insegna della consapevolezza, della condivisione e dell’armonia con la natura. È questa la fase in cui verrà selezionato il gruppo che a partire da gennaio 2022 parteciperà ai laboratori di comunità di Casa Sangam. Ne farete parte anche voi?
Redazione
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10 Novembre 2021
Dal recepimento disastroso della direttiva sulle plastiche monouso da parte del governo italiano agli esempi virtuosi in Francia, Spagna e Germania. Dalla deludente bozza di accordo dei paesi alla COP26 per il clima, in cui non vengono nominati combustibili fossili né gli allevamenti intensivi, alla delibera dell’amministrazione di Helsinki che smetterà di servire carne negli eventi pubblici. Dall’invasione di mascherine negli oceani alla condanna di Eni per Greenwashing, alle prime condanne del maxiprocesso contro la ‘ndrangheta. Tanta carne sul fuoco oggi, o forse no!
Lo scorso fine settimana le protagoniste della COP26 sono state le centinaia di migliaia di persone che hanno sfilato per le strade di Glasgow per chiedere giustizia climatica e maggiore coinvolgimento nei processi decisionali da parte dei leader mondiali. Ecco le foto di ciò che è successo e un resoconto dai saloni del meeting, con le ultime novità e gli accordi stipulati.
È la svolta che stavamo aspettando? Finalmente i Governi mondiali adotteranno misure risolutive e sincere per arginare la crisi ambientale e climatica? Proviamo a capirlo analizzando ciò che sta succedendo alla COP26 in corso a Glasgow, da cui stanno arrivando alcune prime importanti indicazioni. Per farlo ci avvaliamo anche del contributo della nostra inviata speciale al vertice, Irene Ghaleb di Change for Planet.
Una panoramica sullo stato dei borghi europei e soprattutto sulle opportunità che questo momento storico di grande trasformazione offre rispetto al loro recupero, da portare avanti in equilibrio fra preservazione delle tradizioni e innovazione tecnologica. Approfondiamo il tema presentando il lavoro del team di Arup – gruppo che si occupa di pianificazione strategica e urbana, disegno urbano e resilienza – curato da Riccardo Erata, Edoardo Venturi, dal project manager Salvatore Settecasi e dal project director Stefano Recalcati.
Redazione
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5 Novembre 2021
Negli ultimi giorni la Cina sta razionando l’energia e ha consigliato alle famiglie di mettere da parte il cibo per il sostentamento quotidiano da qui fino a primavera, gettando nel panico milioni di persone. Ma quali sono le cause di questa crisi? Intanto a Glasgow proseguono i lavori della COP26, ieri si è parlato di energia ed è stato siglato un trattato per smettere di finanziare progetti di estrazione di combustibili fossili all’estero. Ma queste misure sono sufficienti? E in generale quanto possiamo confidare nelle svolte che arrivano dai vertici del sistema?
Un gruppo di ragazze e ragazzi italiani sta lavorando sodo per dare un impulso importante alla diffusione della consapevolezza e delle conoscenze necessarie a contrastare la crisi ambientale e i cambiamenti climatici. Lo fa attraverso l’associazione Change For Planet, di cui ci parla Irene, uno dei perni del progetto e referente di Italia Che Cambia a Glasgow per Cop26.
Elena Rasia
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3 Novembre 2021