Lo spazio occupato di Villa Medusa ospita un ambulatorio popolare di cui fa parte anche un avanguardistico sportello di ascolto psicologico gratuito. Un’alternativa alla sanità privatizzata che cura anche attraverso relazioni e socialità.
Lo spazio occupato di Villa Medusa ospita un ambulatorio popolare di cui fa parte anche un avanguardistico sportello di ascolto psicologico gratuito. Un’alternativa alla sanità privatizzata che cura anche attraverso relazioni e socialità.
Condividiamo integralmente il comunicato che arriva dai centri antiviolenza Lìberas di Cagliari e Onda Rosa di Nuoro sul tema del cosiddetto “ddl stupri” e la modifica delle norme contro la violenza sessuale.
Pubblicata l’ultima tranche degli Epstein files; intanto in Burkina Faso la giunta scioglie i partiti; riapre parzialmente il valico di Rafah; in Siria l’accordo tra Damasco e SDF segna la fine dell’autonomia del Rojava.
Secondo la testimonianza visiva della giornalista Rita Rapisardi l’aggressione al poliziotto avviene all’interno di una dinamica di violenza generalizzata, fomentata anche dalle stesse forze dell’ordine.
Mentre il Governo israeliano si accinge a cacciare Medici Senza Frontiere e altre ONG da Gaza, riapre il valico di Rafah e non si fermano i bombardamenti.
È online la campagna di raccolta fondi per realizzare un documentario su Filo Rosso, spazio occupato e autogestito nato 30 anni fa nel campus dell’Università della Calabria.
A Torino la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna degenera in scontri con feriti e arresti, mentre il governo rilancia il “pacchetto sicurezza”.
Auto elettriche, 5G, intelligenza artificiale: la spinta propulsiva della tecnologia oggi è fortissima, ma ci sono alcuni aspetti da tenere d’occhio secondo lo sviluppatore sociale Francesco Bernabei.
Una chiamata alla riflessione sulla crisi climatica, promossa e coordinata dalla Fondazione Be the Hope.
Cosa faremmo se ci trovassimo faccia a faccia con “il nostro nemico”? Come superiamo i conflitti e gli odi, dopo soprusi e guerre? Domande fondamentali se vogliamo educare – davvero – alla pace. Ne parliamo con Noam Pupko, educatore del Metodo Rondine.
I Fridays For Future hanno lanciato una campagna con manifesti sarcastici per denunciare l’inazione climatica e le politiche repressive del Governo.
Il progetto è il più ambizioso al mondo nel suo genere e renderà il continente più autonomo e resiliente dal punto di vista della sicurezza energetica.
La capitale dei Paesi Bassi ha approvato un divieto sulla pubblicità di carne e combustibili fossili negli spazi pubblici, una mossa pionieristica contro il cambiamento climatico.
La bevanda gassata lanciata per raccogliere fondi per la popolazione di Gaza è stata messa in shadow ban da Instagram senza alcun motivo apparente.
Centinaia di morti ignorati, regolarizzazione di 500mila migranti in Spagna, epurazioni ai vertici dell’esercito cinese, Pasdaran inseriti nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche.
Il piano del Governo prevede una sorta di eutanasia per le aree interne in declino, ma in molti territori sono attivi progetti di resistenza e resilienza. Come la rete We’re South in Calabria, secondo cui una strategia efficace dovrebbe partire da un cambio di paradigma.
Parliamo di come procede la conta dei danni successiva al passaggio del ciclone Harry ma anche di come hanno vissuto i giorni di allerta le persone senza fissa dimora, con l’associazione Amici della strada. Poi il taglio in Sardegna di altre 9 autonomie scolastiche, il caso della nave cargo che ha rischiato il naufragio a largo di Carloforte con una riflessione sul tema del trasporto animali vivi e infine, uno sguardo ai sette km di cavità inesplorate a Oliena.
La tempesta è la terza in pochi giorni e ha causato almeno 5 morti, gravi danni e allerta climatica, mostrando l’urgenza di rafforzare l’adattamento al cambiamento climatico.
Al TPO, storico spazio popolare culturale di Bologna, la band americana degli Earth ha detto che non avrebbe suonato se non fosse stata rimossa la bandiera palestinese dal palco, ma gli organizzatori non l’hanno accontentata.
Nel quartiere torinese di Aurora Porta Palazzo nasce il primo Community Land Trust d’Italia, un modello che sottrae le esigenze abitative alla speculazione, separando la proprietà del terreno da quella della casa. E rivoluziona l’intero settore