30 Dic 2014

Io faccio così #53 – Il Giardino della gioia, un ecovillaggio nel cuore del Gargano

Vi portiamo a scoprire il Giardino della Gioia, un ecovillaggio abitato da giovani che hanno deciso di vivere dei frutti della terra e in armonia con essa.

Nel cuore del Gargano, tra un mare incantato e una dolce collina, si trova “Il Giardino della gioia” , un ecovillaggio abitato da un gruppo di giovani che hanno deciso di vivere dei frutti della terra e in armonia con essa.

La nascita di questo posto si deve a Radice. “Vivevo e lavoravo a Milano. Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di riavvicinarmi alla natura e avvertito il desiderio di dare alla mia vita un significato più profondo. Ho intrapreso questo percorso personale dopo aver conosciuto i Rainbow Gathering (incontri annuali che dal 1972 vengono organizzati in luoghi incontaminati in varie località del mondo, ndr). Dopo aver superato qualche perplessità ho lasciato il lavoro e ho deciso di ricominciare da zero proprio in questo posto abbandonato. Prima ho raccolto informazioni su altre realtà esistenti e ho conosciuto la diversità degli ecovillaggi presenti nel nostro territorio. Il progetto è partito e in breve ci siamo ritrovati ad essere una comunità di 20-30 persone”.

Quando nel 2011 è nato “Il Giardino della gioia”, il gruppo ha iniziato a rendersi conto dei ritmi della natura e a ragionare su ciò che occorreva per vivere lì. Quasi tutti i partecipanti si trovano infatti alla loro prima esperienza di vita comunitaria. Dal punto di vista organizzativo la comunità è riuscita a fornire quasi tutte le strutture necessarie al funzionamento quotidiano del vivere insieme. Le abitazioni sono costituite prevalentemente dalla presenza di yurte, tende circolari tipiche delle popolazioni mongole, costruite nel rispetto della tradizione.

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“Uno dei principi su cui ci troviamo tutti d’accordo – ci spiega Radice – è riuscire a raggiungere l’autosufficienza, essere autosostenibili e avere il minor impatto ambientale possibile. Ad accomunarci è prima di tutto l’amore per la natura. In questo senso, l’aspetto spirituale è molto importante”.

L’obiettivo dell’autosostentamento viene ricercato attraverso la coltivazione di due orti sinergici, realizzati con la collaborazione di Antonio de Falco esperto in materia e membro della comunità.

Per ridurre al minimo l’impatto ambientale, la comunità si è dotata di una cucina solare, una lavatrice a pedali unita, un compost toilet e pannelli solari realizzati dalla comunità stessa. Inoltre vengono utilizzati esclusivamente prodotti naturali e autoprodotti (come saponi e detergenti).

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Per organizzare al meglio il vivere comunitario, il gruppo ha deciso di assegnare dei ruoli ai vari membri e di organizzare il tempo: metà della giornata viene così investita nel lavoro per la comunità, l’altra metà ci si dedica a se stessi e ad altre attività come il teatro, la musica, la pittura etc.

Il Giardino è meta di visite tutto l’anno e qualche volta è stato letteralmente preso d’assalto. Per questo, il gruppo sta cercando di porre dei limiti, anche per garantire agli ospiti un’idonea accoglienza.

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Nessuno dei membri ha altri lavori retribuiti fuori dall’ecovillaggio e si mantengono con autoproduzione, corsi e accoglienza.
Il Giardino della Gioia è aderente alla rete RIVE (Rete Italiana Villaggi Ecologici)  che raggruppa molti degli ecovillaggi presenti sul territorio nazionale.

Questa intervista è stata realizzata nel 2013, quando abbiamo visitato Il Giardino della gioia. Da allora all’interno dell’ecovillaggio ci sono state alcune novità di cui vi parleremo prossimamente.

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