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9 Giu 2015

Libri bene comune, un viaggio da Palermo a Trento

Scritto da: Redazione

Qual è il panorama delle biblioteche italiane, importantissimo patrimonio del nostro paese? Al centro della puntata di oggi di Terranave una fotografia dell’Italia dei libri, da Palermo a Trento.       In questi giorni Booq  ha festeggiato un anno di attività. Situata nel cuore di Palermo, la biblioteca “Bibliofficina” è anche un luogo culturale di confronto […]

Qual è il panorama delle biblioteche italiane, importantissimo patrimonio del nostro paese? Al centro della puntata di oggi di Terranave una fotografia dell’Italia dei libri, da Palermo a Trento.

 

 

People-reading-book

 

In questi giorni Booq ha festeggiato un anno di attività. Situata nel cuore di Palermo, la biblioteca “Bibliofficina” è anche un luogo culturale di confronto e aggregazione.

Booq sorge all’interno di un locale di proprietà del Comune che verteva da anni in stato di abbandono, una risposta dal basso alla carenza di servizi dedicati alla lettura della città. Chiavi indiscutibili per combattere la crisi e rilanciare lo sviluppo, nonché modelli culturali realmente alternativi, le biblioteche sono luoghi di cruciale importanza per le città.

 

Delle 65.000 biblioteche di pubblica lettura di tutta Europa, quasi 6.000 si trovano nel nostro Paese, un patrimonio enorme che spesso però non riesce a rispondere alle esigenze della comunità, come a Palermo, dove chi vuole leggere un libro senza comprarlo si trova a dover frequentare gli angoli bar delle grandi librerie.

 

 

Secondo studiosi come Tullio De Mauro il 70% della popolazione  italiana è affetto da “analfabetismo funzionale”: persone capaci di leggere un cartello stradale ma che sono in difficoltà di fronte a un libro. Nel Rapporto di Promozione alla lettura del 2013 è sottolineato come questa forma di analfabetismo tocca molto da vicino le biblioteche:” esiste un’ovvia e forte correlazione tra la competenza alfabetica funzionale e abitudini specifiche come frequentare una biblioteca o una libreria. Forse è anche per via di questo fattore che nel nostro Paese leggere è un’abitudine solo per una ristretta minoranza di persone”.

 

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