Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
25 Feb 2016

“L'Italia non si trivella”: Greenpeace in azione a Roma

Scritto da: Greenpeace

Ieri gli Attivisti di Greenpeace sono entrati in azione a Roma, in piazza Venezia, davanti all’Altare della Patria, per protestare pacificamente contro la strategia energetica del governo. L’associazione ambientalista invita tutti gli italiani a votare Sì al referendum del 17 aprile, per  respingere le trivelle e chiedere al governo un diverso futuro energetico.

Attivisti di Greenpeace ieri mattina sono entrati in azione a Roma, in piazza Venezia, davanti all’Altare della Patria, per protestare pacificamente contro la strategia energetica del governo e invitare gli italiani a votare al referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile. Gli attivisti hanno disseminato la piazza con una trentina di piccole trivelle e aperto un lungo striscione: “L’Italia non si trivella”.

greenpeace_trivelle

Vuoi cambiare la situazione
dell'energia in italia?

ATTIVATI

“Siamo in questo luogo così simbolico per il Paese per ricordare ai cittadini che il referendum del prossimo 17 aprile riguarda l’Italia nella sua interezza”, dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. “Le trivelle sono una grave minaccia per i nostri mari, e già questo sarebbe motivo sufficiente per respingerle. Ma esse rappresentano anche un indirizzo energetico insensato, che condanna l’Italia alla dipendenza dalle fonti fossili. Un favore alle lobby del petrolio che espone a rischi enormi economie importanti come il turismo e la pesca”.

 

Il referendum del prossimo 17 aprile è stato promosso da nove Regioni italiane contro i progetti petroliferi del governo. Secondo Greenpeace, il voto a cui gli italiani sono chiamati è un’occasione importante per respingere una strategia energetica completamente sbagliata. Il governo incentiva le estrazioni di risorse fossili scarse e fa di tutto per affossare le energie rinnovabili causando la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro.
“Questo governo, che vuole consegnare i nostri mari ai petrolieri, è lo stesso che nei summit internazionali sul clima si vanta dell’impegno dell’Italia contro le fonti fossili. Il voto del 17 aprile serve anche a chiarire che gli italiani pretendono serietà e hanno l’ambizione di essere rappresentati nel mondo da politiche coerenti, non da chiacchiere”, aggiunge Boraschi.

 

La propaganda del governo millanta numeri gonfiati su quanto si potrebbe estrarre dai nostri fondali e su quali sarebbero le ricadute economiche per il Paese, ma non è disponibile alcuna stima dei danni che le trivelle potrebbero arrecare ai mari italiani, al turismo e alla pesca: la cancellazione del “Piano delle aree” (ovvero dello strumento di pianificazione d’insieme di queste attività) dimostra in modo chiaro che palesare e valutare i rischi delle trivelle non è questione che interessi al nostro esecutivo.

greenpeace_roma_trivelle
In particolare, il governo Renzi ha favoleggiato di 25 mila nuovi posti di lavoro. Se si confronta il potenziale petrolifero dell’Arabia Saudita con quello offshore italiano e si fa una proporzione con i livelli occupazionali garantiti dalla Saudi Aramco – la compagnia di Stato saudita – si scopre che per estrarre il greggio dai nostri mari si potranno creare, al massimo, mille nuovi posti di lavoro. Ovvero, il livello di impiego che può garantire il turismo in una piccola località balneare.

 
Oggi, in concomitanza dell’azione a piazza Venezia a Roma, Greenpeace lancia anche la sua campagna online sul sito http://stop-trivelle.greenpeace.it
 

L’associazione ambientalista invita tutti gli italiani a votare Sì al referendum del 17 aprile, per  respingere le trivelle e chiedere al governo un diverso futuro energetico.

 

 

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

Si fa presto a dire “buone vacanze”! – Io Non Mi Rassegno #197

|

La parola “bellezza” è la sintesi perfetta del viaggio nella Sicilia che Cambia

|

Quo Vado? Un percorso per giovani alla ricerca della propria rotta nel mondo

|

“I parchi naturali possono salvarci dalla crisi ecologica ed economica”

|

L’ecovillaggio Torri Superiore, il cantiere del vivere sostenibile che ha fatto la storia – Io faccio così #295

|

Elena e Sara: la rivoluzione degli abiti usati per “riformare” il sistema moda

|

Il cammino delle panchine invita le persone a sostare su ciò che è importante

|

A Palermo i ragazzi del carcere minorile ripartono dai biscotti