25 Ago 2016

Empori solidali dove la spesa si fa gratis!

Scritto da: Veronica Tarozzi

Una rete di empori solidali dove si fa la spesa gratis e dove i supermercati consegnano merce che altrimenti sarebbe buttata via. Un modo di combattere con efficacia lo spreco di cibo e, allo stesso tempo, aiutare le famiglie in difficoltà.

Torniamo regolarmente a parlare di cibo e di iniziative contro lo spreco del cibo, vista l’importanza che riveste per noi e per tutti questo argomento. C’è una cosa però di cui non vi abbiamo ancora parlato: gli empori solidali. Veri e propri supermercati in cui la spesa si fa gratis, che nascono  dalla collaborazione tra enti locali, associazioni e semplici cittadini e in cui in Italia lavorano circa 2000 volontari.

empori2
In Italia finora se ne contano una sessantina, sparsi per tutto il territorio nazionale: da Varese a Caltanissetta (per una mappa completa vedi qui); la prossima apertura è attesa per settembre ad Aosta. All’interno di questi negozi le persone si possono trovare generi di prima necessità come verdura, pasta, pane, ma anche libri scolastici per i figli e tanto altro ancora.

 

«Ad accedere sono persone disagiate, nuovi poveri e persone in difficoltà economica e relazionale. Possono accedervi solo i residenti nel comune in cui ha sede l’emporio che dichiarano un Isee compreso tra i 3 mila e i 10 mila euro, oppure chi è senza lavoro, chi è iscritto a un centro per l’impiego, chi ha figli minori. Nel 58% dei casi si tratta di famiglie straniere, ma il numero delle famiglie italiane è in aumento».

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

 

Come mai si è deciso di aprire dei negozi di questo genere? Prima di tutto per aiutare le persone e le famiglie disagiate, ma anche per combattere una delle piaghe mondiali più odiose: lo spreco del cibo! Non dobbiamo infatti dimenticare che almeno 1/3 del cibo che viene prodotto nel mondo finisce in discarica e che anche a livello nazionale lo spreco del cibo registra cifre da capogiro, dandoci inevitabilmente da riflettere sull’enorme paradosso di natura etica creato dalla disparità tra chi si permette di buttare il cibo e chi il cibo non ce l’ha affatto.

 

empori3

Verrebbe certamente da pensare che ci sarebbe da evitare tutte quelle pratiche malsane legate alla grande, media e piccola distribuzione, prima ancora di accumulare merce di scarto. Come i canoni estetici rigorosi che prevedono ad esempio che la mela macchiata debba per forza essere scartata a priori, perché appunto non rientrando in questi standard auto-imposti dalle aziende alimentari stesse, non può essere venduta nei supermercati e nei negozi alimentari, indipendentemente dal fatto che sia o meno perfettamente commestibile.

 

Ecco che da qualche anno a questa parte i grandi supermercati, i mercati ortofrutticoli e i piccoli negozi alimentari possono donare il cibo invenduto agli empori solidali, costituendo una rete che dalla sua nascita nel 2008 si è estesa e genera collaborazioni proficue di ogni tipo, a partire dai legami sociali che qui vengono naturalmente rafforzati e fino ad arrivare a tutta una serie di servizi che vengono erogati, sempre a titolo gratuito, per offrire un aiuto di più ampio spettro, come sportelli di ascolto, orientamento al lavoro, corsi di italiano per stranieri, attività e aiuto compiti per bambini e tanto altro.

 

empori1

Dobbiamo però ricordarci che una buona parte dello spreco del cibo avviene anche nelle proprie case e che come sempre, scelte di vita consapevoli, come semplicemente quella di comprare solo ciò di cui realmente si necessita e consumare tutto ciò che si acquista entro la sua data di scadenza, sarebbero da prendere in seria considerazione.

 

Ricordiamoci anche che accanto ad un’Italia sprecona e noncurante, esiste un’Italia che si sforza di fare scelte consapevoli e compatibili con il rispetto delle persone e dell’ambiente e che si adopera affinché le cosiddette “eccedenze alimentari” possano essere giustamente ridistribuite.

 

Voi a quale Italia sentite di appartenere?

 

Vuoi cambiare la situazione di salute e alimentazione in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
Idee e riflessioni per un Natale sostenibile

Luca e Camilla: “Il nostro lavoro? Salvare dallo spreco la frutta bella dentro!”
Luca e Camilla: “Il nostro lavoro? Salvare dallo spreco la frutta bella dentro!”

SpreK.O.: cittadini in festa per la lotta agli sprechi

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Criptofollie – #422

|

Torino incontra gli innovatori sociali che cambiano il mondo con la forza dei loro sogni

|

Domenico Chionetti: “Le mie giornate al G8 al fianco dei disobbedienti”

|

Scienza e religione: dopo secoli di conflitto siamo giunti a un nuovo connubio?

|

Ecco i mobility manager, per unire aziende e istituzioni nel nome di una mobilità sostenibile

|

La nuova vita di Nicola in Madagascar: “Tsiryparma sostiene le foreste e i loro abitanti”

|

CreativeMornings Ancona: incontrarsi a colazione e parlare di… – Io Faccio Così #336

|

La Dog Therapy arriva tra i banchi di scuola per donare il sorriso ai bambini