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9 Mag 2017

#19 – Perchè il cibo non si butta! Lastminutesottocasa evita tonnellate di sprechi alimentari

Scritto da: Roberto Vietti

Una semplice e innovativa app in grado di far vincere esercenti, consumatori ed il pianeta. Il progetto si è sviluppato dall'idea di Francesco, che ha trovato un modo per evitare sprechi di cibo che altrimenti andrebbe buttato.

TORINO – Cammino verso il Politecnico di Torino. Non ricordo dove si trovi l’ingresso esatto dell’incubatore d’impresa del famoso complesso universitario. Chiedo ad un ragazzo la giusta via. E’ argentino. Andava anche lui nella stessa direzione così abbiamo modo di chiacchierare un po’ assieme. E’ da più di un anno in Italia e spera di rimanerci, si sta per laureare. Ama questa città. L’unica cosa che non gli piace è il clima. Tramite il suo sorriso, tuttavia, riesce a riscaldarmi e allo stesso modo a regalarmi un po’ di buon umore. A volte basta così poco per sentirsi meglio, più sollevati e in pace con il mondo.

Giungo così difronte alla porta d’accesso, dove Francesco mi stava aspettando. Si avverte un clima frizzante, quasi esuberante, all’interno della struttura. Ci posizioniamo all’interno di una sala riunioni a disposizione delle diverse realtà presenti, come lastminutesottocasa.

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Abbiamo tempo e spazio per scambiarci pareri ed opinioni sull’avventura di questa start-up torinese. Tutto è nato per soddisfare una esigenza personale di Francesco: gli urtava vedere sprecato un sacco di cibo dai vari negozi in prossimità dell’orario di chiusura. Gli succedeva spesso di andare a comprare il pane e di chiedere ai panettieri cosa ne facevano del pane non venduto; la risposta più frequente era che veniva buttato via. Moltiplicando questo scenario per altre categorie come pasticcerie, rosticcerie, gastronomie e pensando a quante migliaia di cittadini ,con uno smartphone in tasca, vivono a due passi da ognuno di questi punti di vendita in città, l’idea è giunta nella testa Francesco.

«Se questo negoziante, potesse mandare un messaggio a queste migliaia di cittadini, ecco che risolverebbe il problema». Il progetto, sin dal primo giorno, è stato win-win-win. Vince il negoziante che grazie a questo megafono digitale, può uscire sul marciapiede e urlare a squarcia gola al proprio quartiere: “Ho ancora questi prodotti, li sto per buttare”. Così riesce ad incassare qualcosa che altrimenti non avrebbe incassato.

«Vince il cliente, che compra un prodotto fresco a sconti del 50% – 60%, vince il pianeta, perché così non vengono sprecate e buttate risorse inutilmente. Inoltre, per i negozianti, la novità sta nel vedere volti nuovi entrare nel punto vendita. Così il cliente scopre un nuovo negozio, conoscendo una realtà nel proprio territorio che magari sino a prima non sapeva neanche esistesse».

Il progetto è partito da Torino e si è sviluppato grazie alla diffusione sui principali media e all’interesse che molte amministrazioni hanno avuto all’idea, portata avanti con caparbietà e competenza da Francesco e il suo team. Hanno mostrato interesse piccole città come Monza, Novara, Como, Asti e a seguire a grandi città come Genova, Bologna, Napoli e Palermo.
Ad oggi vi sono più di 35.000 utenti registrati.

Il prossimo passo prevede la gestione dell’emergenza dovuta ai catering e ai ricevimenti, dove quotidianamente si sprecano grandi quantità di cibo. Gli piace ricordare che solo in Torino viene salvata più di una tonnellata di cibo al mese grazie a questo sistema.

Lastminutesottocasa ha ricevuto diversi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Francesco ci dice che c’è molto interesse a riguardo. Dietro questo progetto v’è un team di giovani, pieni di idee e capacità. Spera di raggiungere sempre più utenti passando dai 35 mila attuali ai 35 milioni. Così, anziché 1 tonnellata verranno salvate più di 100 tonnellate di cibo al mese, facendo sempre più bene al pianeta ed ai cittadini.

La maggior soddisfazione è quella legata al fatto che si è creato un qualcosa che sta portando un beneficio tangibile ai venditori, alle persone, ed al pianeta. «L’idea è geniale perché è banale, semplice».
E ciò in qualche modo mi sorprende. Le difficoltà sono legate ad avere le risorse economiche necessarie per sviluppare la piattaforma così come la immaginano.

Gli chiedo, quindi che cos’è il cambiamento per Francesco. «E’ il coraggio di fare una cosa, cinque minuti dopo che l’hai pensata. Se quel pensiero è stato forte, ti ha folgorato, e hai capito che tale idea può cambiare te stesso, la tua città, il pianeta, allora devi seguirlo. – con il volto determinato e sorridente – E’ bello sognare, no?». E’ necessario far seguire l’azione al pensiero. Francesco l’ha fatto analizzando e dando forma ad una espressione che molte volte sentiamo nelle nostre tavole, soprattutto dalle nostre nonne e mamme: «Perché il cibo non si butta!».

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