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27 Giu 2017

Connettersi con la natura per riscoprire se stessi

Scritto da: Publiredazionale

Una full immersion di sette giorni nella natura per riconnettersi con se stessi e dare una svolta al proprio percorso di evoluzione personale. Si terrà dal 24 al 30 luglio il Ritiro Intensivo di Consapevolezza Sciamanico, un’esperienza profonda e coinvolgente.

Staccare completamente dalla routine quotidiana per sette giorni e dedicarsi alla crescita personale attraverso esercizi, attività e pratiche da svolgere nella natura, elemento fondamentale per riconnettersi con se stessi. È questa la proposta del Ritiro Intensivo di Consapevolezza Sciamanico che si terrà dal 24 al 30 luglio presso la Fattoria dell’Autosufficienza a Bagno di Romagna, provincia di Forlì-Cesena. A descriverci questa “full immersion” settimanale in un nuovo modo di vivere è prem Antonino, tra i conduttori del corso.

La Fattoria dell'Autosufficienza

La Fattoria dell’Autosufficienza

In cosa consiste questo Ritiro di consapevolezza sciamanico e perché è definito “intensivo”?
Ritiro intensivo perché in sette giorni si sperimentano molte delle pratiche che solitamente vengono proposte in vari weekend durante l’anno. In questo ritiro residenziale presso la Fattoria dell’Autosufficienza proponiamo una raccolta delle tecniche più importanti. Intensivo anche per il programma delle giornate: ci si alza molto presto la mattina, si va a dormire molto tardi la sera, si trascorre la maggior parte del tempo in silenzio, a parte pochi momenti di condivisione, ci si disconnette completamente da tutto ciò che solitamente ci porta verso l’esterno (cellulari, scrittura, lettura).

 

Si uscirà insomma dalla nostra zona di comfort per permettere alla nostra mente di aprire quello spiraglio che mi permette di arrivare al cuore delle persone e farle sperimentare quella che alcuni chiamano “illuminazione” o, nella nostra tradizione sciamanica, la connessione con il divino. Mi riferisco a quel momento in cui i nostri pensieri si fermano per un breve arco di tempo e ci sentiamo parte del tutto. È un’esperienza di connessione con la natura e con gli altri che difficilmente si riesce a vivere nel quotidiano.

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Quali pratiche verranno proposte durante la settimana?
Movimento corporeo, pratiche energetiche per riequilibrare il nostro corpo, respirazione, camminate in silenzio nei boschi. La tecnica principale che verrà utilizzata in questi sette giorni è quella definita “viaggio sciamanico” che serve per portare la nostra mente in una realtà non ordinaria, pur rimanendo consapevoli di ciò che sta accadendo. Si utilizza un tamburo, dei sonagli e si eseguono dei canti per portare la mente ad uno stato molto particolare.

Cerchio sciamanico

Cerchio sciamanico

In che modo queste pratiche possono contribuire all’evoluzione personale?
Innanzitutto perché queste pratiche ci aiutano a recuperare il senso della vita. La gente è portata a credere che il senso della vita consista nel creare la “cornice”: raggiungere un successo economico, formare una famiglia, fare dei figli. Così facendo però perdiamo di vista la “fotografia”, ovvero quello che siamo noi ed il fatto che siamo su questo pianeta per evolvere.

 

Durante questo seminario ci riconnettiamo con il senso della nostra vita, capiamo di più chi siamo veramente, e non chi pensiamo di essere. Ciò cambia completamente la prospettiva della nostra esistenza. Questa connessione profonda, immersi nella natura, ci porta quasi automaticamente a capire più cose dell’esistenza. Dopo questa esperienza torniamo a casa con dei nuovi strumenti che ci portano anche a mettere in discussione tutto ciò che abbiamo visto o fatto sino a oggi.

Foto scattata presso la Fattoria dell'Autosufficienza

Foto scattata presso la Fattoria dell’Autosufficienza

Qual è il ruolo della natura in questo processo?
È fondamentale la connessione con la natura, ed è per questo che abbiamo scelto la Fattoria dell’Autosufficienza: 70 ettari di terreno a disposizione per poterci isolare, pur essendo il posto facilmente raggiungibile dalla città. Proprio questo isolamento ci permette di osservare il nostro mondo interiore piuttosto che la realtà esteriore, come abitualmente facciamo.

 

A tutti sarà capitato davanti ad un tramonto o all’immensità del mare di provare un senso di gioia e di allontanamento dagli aspetti meno positivi della nostra vita. La natura ci permette di disconnetterci dai suoni esterni, dai pensieri quotidiani, ci riporta ad essere ciò che siamo veramente. Nella natura è più facile andare dentro noi stessi e rimanerci più a lungo. Si giunge così ad una pulizia della nostra mente.

 

A chi si rivolge questo ritiro?
Si rivolge innanzitutto alle persone che stanno seguendo un percorso di crescita personale e vogliono intraprendere un percorso anche spirituale. Qui la spiritualità non è legata a nessuna religione: nella tradizione dei nativi di tutto il mondo la spiritualità è disconnessa da un riconoscimento religioso o politico. I primi uomini della Terra hanno iniziato a porsi domande sul senso della vita (“da dove veniamo?” “dove andiamo”?) e osservando ciò che avevano intorno (la natura, gli animali, gli elementi ) si connettevano con se stessi, con le parti più profonde di loro.

Io ho girato tutti i continenti e conosciuto varie pratiche. Ho quindi ripreso ciò che mi è piaciuto e lo ho rielaborato per l’uomo moderno.

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