Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
20 Nov 2017

Donne al centro dell'imprenditoria agricola

Scritto da: Redazione

Sono tantissime in Europa le imprenditrici agricole che apportano un importante valore aggiunto alla vita economica e sociale dei territori. È quanto ha sottolineato Agrinsieme che chiede alle istituzioni di favorire la valorizzazione del lavoro delle donne nelle aree rurali.

“In agricoltura le donne sono il perno delle aziende a conduzione familiare, che rappresentano il 76% di tutte le aziende agricole europee e hanno il merito di contribuire a mantenere una popolazione attiva e dinamica evitandone lo spopolamento. Sono davvero tantissime in tutta Europa le donne che producono e trasformano gli alimenti della terra e che spesso promuovono attività supplementari che andando oltre la produzione agricola, apportano un importante valore aggiunto alla vita economica e sociale delle aree rurali”. È quanto ha affermato Pina Terenzi, intervenuta in rappresentanza di Agrinsieme, all’iniziativa “La ripresa è donna”, svoltasi il 14 novembre a Roma a Palazzo Montecitorio.

 

Vuoi cambiare la situazione
dell'agricoltura in italia?

ATTIVATI

Un evento che, prosegue Terenzi, “ha il grande merito di guardare ancora una volta alle donne come motore della ripresa e della crescita del nostro paese e mira a incentivare il lavoro e l’imprenditoria femminile”. Agrinsieme ha espresso apprezzamento per l’inserimento nella legge di stabilità dell’art. 47 che istituisce i distretti del cibo con lo scopo di “promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale (…) e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari”.

slide_0001_Layer-4

In linea con l’importanza che viene attribuita alla valorizzazione del lavoro delle donne nelle aree rurali, Agrinsieme ha richiesto alla presidente della Camera, Laura Boldrini, di inserire una norma specifica che preveda forme di priorità di accesso e di partecipazione ai distretti lì dove siano presenti imprese agricole o cooperative gestite da donne e laddove comunque la presenza femminile sia determinante a configurare produzione agricola e servizi connessi.

 

“Riteniamo infatti – ha spiegato Terenzi- che tale misura possa costituire un passaggio di grande progresso nel costruire uno spazio rurale sostenibile e una produzione alimentare sana e adeguata alle necessità di una società moderna e con lo sguardo rivolto al futuro”.

 

Nell’ambito dei distretti del cibo, Agrinsieme auspica possano crescere e svilupparsi nuove forme di imprenditoria femminile in grado di rispondere ai fabbisogni specifici a livello territoriale, anche attraverso la nascita di cooperative in cui siano impiegate donne provenienti da altri paesi, al fine di una maggiore integrazione sociale e culturale.

 

Secondo i dati Crea, le imprenditrici agricole italiane sono circa 500mila, un dato sicuramente sottostimato dal momento che il Censimento agricolo non rileva le coniugi coadiuvanti (stimate in circa 431mila). Il confronto degli ultimi Censimenti, inoltre, evidenzia che le aziende al femminile hanno tenuto meglio la crisi calando dell’1%, mentre quelle maschili subivano un calo del 9%. Le aziende agricole femminili hanno inoltre sofferto una pari riduzione (37%) nel numero di imprese tra il 2000 e il 2010 mentre hanno progressivamente aumentato il loro peso percentuale dal 26% del ’90 al 31% del 2010.

 

 

 

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

L’Oklahoma torna ai nativi americani? – Io Non Mi Rassegno #180

|

Cosa sta succedendo sulle autostrade della Liguria

|

Storie di piccoli produttori resistenti ai tempi del Covid-19

|

L’Italia contadina si ribella alle monocolture delle multinazionali

|

Capitale Sociale, nasce una scuola per imparare a riprogettare il futuro

|

Pronti alla vera contaminazione?

|

Una vecchia edicola diviene portineria di comunità

|

Il riciclo della plastica segna il riscatto di una comunità in Etiopia