15 Mag 2018

Ekoplaza, il supermercato senza plastica

Steven Ijzerman ci parla di Ekoplaza, il pionieristico esperimento lanciato recentemente in Olanda per eliminare la plastica dai punti vendita alimentari. Il primo supermercato plastic-free offre centinaia di prodotti con confezioni realizzate con materiali alternativi a quelli derivati dal petrolio. L'obiettivo è replicare il modello nei circa 70 negozi della catena.

Ekoplaza è un piccolo supermercato senza plastica e fa parte di quella che sarà la prima rete di negozi plastic-free al mondo. Si trova in Olanda e per adesso sta sperimentando questa rivoluzionaria innovazione in un punto vendita, ma l’obiettivo è di eliminare la plastica da tutti i circa 70 punti negozi della catena.

 

Abbiamo intervistato Steven Ijzerman, responsabile della qualità di Udea, uno dei maggiori marchi olandesi di prodotti biologici, da cui è partita l’idea di creare una rete di punti vendita senza plastica.

 

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

Per quanto riguarda l’ambiente e l’economia locale, quali sono i vantaggi di un negozio senza plastica?

 

Lo vediamo come un miglioramento e il ciclo di vita di questi materiali è un miglioramento rispetto alla plastica convenzionale. Questo tipo di plastica si scompone in acqua, carbonio e altre biomasse, che sono materiali naturali, invece che in microplastiche.

 

Com’è nata l’idea e quali sono gli ostacoli principali che avete incontrato nella sua realizzazione?

 

Il nostro intento è quello di smettere di usare la plastica e con questo obiettivo siamo sempre in cerca di alternative. Quando abbiamo incontrato l’organizzazione A Plastic Planet abbiamo realizzato che potevamo iniziare a offrire insieme corsie dei supermercati con prodotti plastic-free. Le confezioni non sono ancora della migliore qualità, ma stiamo lavorando alacremente su questo aspetto.

supermercato senza plastica 2

I vostri clienti sono solo persone già eticamente orientate o anche acquirenti “normali”?

 

I nostri clienti principali tengono sempre in considerazione l’aspetto etico. Eppure, siamo convinti che oggi tutti quanti siano per certi versi eticamente orientati. Ci sono tanti “problemi globali” ed è relativamente facile venirne a conoscenza attraverso il web. Chiunque vuole un mondo migliore e comincia a essere consapevole che bisogna comportarsi in maniera più etica.

 

Dal punto di vista economico il progetto funziona?

 

I costi delle confezioni sono più elevati, ma vediamo che le persone pagano volentieri un prezzo leggermente maggiore perché vogliono avere un impatto migliore sull’ambiente.

 

È possibile che anche i grandi marchi della distribuzione seguano il vostro esempio o bisogna creare un sistema alternativo alla GDO?

 

Prima sembrava che non avessero intenzione di attivarsi in questo senso. Ma dopo che abbiamo aperto il nostro punto vendita abbiamo raggiunto una popolarità internazionale e tutte le principali aziende della grande distribuzione si sono mosse con l’intenzione di copiare ciò che facevamo. Sembra quindi che stiano seguendo il nostro esempio.

supermercato senza plastica 1

Quale sarà il prossimo passo?

 

Vogliamo offrire una gamma completa di prodotti plastic-free.

 

Cosa può e deve fare ciascuno di noi per contribuire a salvare il Pianeta?

 

Dobbiamo prendere delle decisioni chiare in merito a ciò che vogliamo. Se vuoi vivere senza plastica lo puoi fare, ma devi fare scelte molto precise. Ogni consumatore ha l’occasione per cambiare il mondo anche solo orientando i propri acquisti. Se non compra ciò che non è sostenibile dal punto di vista ambientale, questo prodotto non verrà più venduto e verrà rimpiazzato da un’alternativa più ecologica. Facciamo questo cambiamento insieme!

 

Vuoi cambiare la situazione di
cicli produttivi e rifiuti in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
La Barista Disoccupata: cambiare vita e lavoro nel segno dell’economia circolare
La Barista Disoccupata: cambiare vita e lavoro nel segno dell’economia circolare

Kymia, la start up che dallo scarto del pistacchio produce prodotti cosmetici di nicchia
Kymia, la start up che dallo scarto del pistacchio produce prodotti cosmetici di nicchia

Quanto costa la nostra energia al pianeta? Tra fonti fossili e rinnovabili, ecco i rifiuti che produciamo
Quanto costa la nostra energia al pianeta? Tra fonti fossili e rinnovabili, ecco i rifiuti che produciamo

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Cosa succedeva nel 2012? Dieci cose che sono cambiate (in meglio) negli ultimi dieci anni

|

Da psicologa a Torino a operatrice olistica in val di Vara: la storia di Fulvia

|

Incendi dolosi per spendere poco e fare in fretta: gli speculatori fanno strage di ulivi del Salento

|

Nasce la Scuola Nazionale di Pastorizia per un rilancio delle aree interne e montane

|

Vi spieghiamo la filosofia di NaturaSì, dalla biodinamica al giusto prezzo per i contadini – Io Faccio Così #341

|

Parti con noi alla scoperta della Palermo che Cambia

|

Acqua bene comune, pubblico e sicuro: è ora di agire, prima che sia troppo tardi