Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
7 Giu 2018

Le esperienze virtuose dei piccoli borghi italiani

Scritto da: Legambiente

Luoghi di storia, cultura e tradizione, ma anche culle di innovazione sociale e laboratori di futuro. Tutto questo sono i borghi italiani, promotori di pratiche virtuose che stanno producendo piccoli ma importanti cambiamenti. Ecco alcune delle esperienze raccolte da Legambiente nel report “Scatti di futuro”.

C’è chi scommette sull’agricoltura sociale, l’economia circolare e il recupero di terre e boschi, chi investe nell’architettura ecosostenibile, chi punta sull’innovazione e l’efficienza energetica, chi sull’accoglienza e l’integrazione sociale. Ecco alcune delle storie segnalate da Legambiente in “Scatti di futuro” (1).

alley-1690053_960_720
 Qualche esempio? Nel cuore del Parco del Pollino, a San Lorenzo Bellizzi, in provincia di Cosenza, dove da anni la comunità locale formata da 660 abitanti ha puntato sul fotovoltaico, cedendo gratuitamente alcuni terreni alle cooperative agricole locali e consentendo l’installazione sulle serre di pannelli per una potenza di 15 MW.

 

Dalle Dolomiti il recupero dei borghi spopolati passa anche attraverso l’impegno della Cadore Scs, società cooperativa di servizi, che si ispira ad un modello di accoglienza diffusa con case a Perarolo, Domegge, Lozzo e Valle di Cadore; mentre nel cuore del Sannio, a Castelpoto, in provincia di Benevento, gli abitanti stanno sperimentando i lati positivi della scelta di essere un territorio “a esclusione zero”, grazie allo Sprar del Comune di Castelpoto, gestito da una delle Cooperative della Rete Caritas-Sale della Terra. Qui le case vuote trovano nuovi inquilini e i giovani iniziano a pensare di rimanere, perché il loro sogno di non emigrare e lavorare nel posto dove sono nati incontra il sogno di chi è stato costretto a emigrare e, arrivando qui, sceglie di restare.

 

Dalle campagne di Candidoni, comune di 400 abitanti in provincia di Reggio Calabria, arriva invece la storia della Fattoria della Piana, cooperativa che da dieci anni rappresenta un esempio di economia circolare applicato all’agricoltura e al settore lattiero-caseario.

 

E poi c’è la sfida legata al recupero delle terre abbandonate, accade a Melpignano, in provincia di Lecce, dove la terra viene messa a disposizione dei giovani e meno giovani in cerca di lavoro, in modo che se ne prendano cura piantando almeno una varietà autoctona. Da questo esperimento, nato qualche anno fa e che vede il piccolo comune pugliese tra i membri delle rete europea dei comuni pesticidi free, ha preso il via un’esperienza di agricoltura sociale che si avvale di un’altra iniziativa: quella dell’impianto di compostaggio di comunità con il sistema della lombricoltura, primo esperimento in Italia di gestione sostenibile del rifiuto organico.

sardinia-3421455_960_720

In Toscana a Montieri, in provincia di Grosseto, nell’ottobre del 2015 il piccolo comune toscano ha deciso di lanciare una provocazione: vendere le case al prezzo di un caffè. In meno di tre anni, sono circa 20 le case vendute nel borgo e in via di ristrutturazione, a un prezzo che va dai 10.000 ai 30.000 euro. Montieri è soltanto uno dei numerosi esempi di borghi che hanno lanciato la sfida delle “case a un euro”: l’ultimo in ordine di tempo è stato il comune siciliano di Sambuca, insignito del titolo di Borgo più bello d’Italia, che ha lanciato la campagna per la cessione delle case del centro storico con l’obiettivo di sottrarlo alla decadenza.

 

A Parto Carnico in Val Pesarina, provincia di Udine, l’ingegner Samuele Giacometti in collaborazione con ENEA, Certificazione CasaClima e PEFC, ha dato vita a “SaDilegno”, un’iniziativa che punta alla riscoperta e alla rivalorizzazione di una zona montana che, nel corso degli ultimi decenni, ha visto un forte spopolamento. Collegato all’iniziativa “SaDiLegno” è il modello 12-To-Many, una rete di imprese che muove dalle risorse ambientali e umane locali per creare nuova ricchezza, nelle immediate vicinanze dell’origine della materia prima, utile alla collettività. Tale modello, col passare del tempo, si è diffuso anche in altre regione d’Italia per arrivare, ad oggi, ad un totale di 28 imprese coinvolte.

 

Tra le altre storie c’è quella legata alla didattica innovativa e all’architettura ecosostenibile: a Capolona, in provincia di Arezzo, la storia di una scuola realizzata con criteri architettonici e progettuali “pedagogici” che sono parte integrante della didattica dell’istituto.

 

Dall’Unione Comuni Valdaso, Moresco, provincia di Ascoli Piceno Fermo, la sfida legata all’Ecomuseo della Valle dell’Aso, un contenitore culturale diffuso dove i residenti della Valle possono incontrarsi, condividere e compiere scelte di welfare comuni, dove possono esprimere la propria capacità creativa ma anche sperimentare professionalità e realizzare attività di animazione dei luoghi “significativi” per la comunità e da loro scelti come Centri d’Interpretazione Territoriale.

 

Infine, a Brugusio, frazione del comune di Malles in Val Venosta, Alto Adige, significativa è la ristrutturazione e l’ampliamento della Scuola professionale per l’agricoltura “Fürstenburg”. Grazie alla sapiente scelta dei materiali moderni, tutti gli elementi nuovi sono stati progettati in maniera tale da risultare immediatamente riconoscibili. Essi si ispirano al concetto della reversibilità, enfatizzando così la netta distinzione tra vecchio e nuovo, in conformità delle linee guida dell’Ufficio per la tutela dei beni culturali, artistici e architettonici.

 

1. Il report “Scatti di futuro” di Legambiente, presentato il 30 maggio a Roma nel corso del convegno “Laboratori di futuro” promosso insieme all’ANCI, fa parte di un lavoro più ampio che comprende anche un progetto di story telling sui piccoli comuni promosso dall’associazione ambientalista, insieme a Italia che cambia e La Nuova ecologia, che chiama a raccolta giornalisti, blogger, fotografi, videomaker, mediattivisti e semplici cittadini, con l’obiettivo di raccontare le aree interne.

 

 

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

Sgomberato il Cinema Palazzo! – Io Non Mi Rassegno #262

|

Il sogno di due giovani del Casentino diventa esempio virtuoso per le acquacolture nel mondo

|

L’aranceto di La Spezia che valorizza una tradizione dimenticata

|

Il Piemonte propone una tassa ai colossi del web per aiutare le piccole attività

|

I soldi danno la felicità

|

I ripopolanti della Val Taverone danno vita a una nuova comunità nella natura

|

Felcerossa, la casa di paglia dove si sperimenta il vivere sostenibile in autosufficienza – Io faccio così #308

|

Come potrebbero diventare l’Italia e il mondo dopo la pandemia?