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19 Ott 2018

Migrantour: un giro intorno al mondo nella tua città

Scritto da: Lorena Di Maria

Percorrere a piedi i quartieri multiculturali della propria città ed imparare a guardarli e viverli con occhi nuovi è l’obiettivo di “Migrantour”, un progetto di turismo responsabile che favorisce la riscoperta della storia, del territorio e dei luoghi delle migrazioni. A guidare i partecipanti sono cittadini di origine straniera che, attraverso itinerari, laboratori e passeggiate, accompagnano i partecipanti in un giro intorno al mondo nella propria città.

Esistono dei luoghi magici nelle nostre città, luoghi vivaci e dinamici che sono il risultato di anni di trasformazione e che rappresentano un crocevia di culture, usanze e tradizioni. Sono i luoghi delle migrazioni, i quartieri multiculturali dei negozi etnici, del multilinguismo, delle moschee e delle sinagoghe, spazi urbani che convogliano provenienze, identità e storie, mostrando la loro inconfondibile unicità. Sono quei territori che attraversiamo tutti i giorni e che, nella loro complessità, spesso percepiamo come estranei e distanti da noi ma che, superando la diffidenza dello sconosciuto e l’incertezza della diversità, sono capaci di mostrarci la grande ricchezza di cui sono portatori.

 

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In sempre più città è presente una realtà virtuosa che fa di questa ricchezza un’opportunità: è il progetto “Migrantour”, un’esperienza di turismo urbano in cui sono proprio i cittadini di origine straniera a condurre e guidare i partecipanti alla scoperta delle periferie e dei luoghi delle migrazioni. Si tratta di una forma di turismo responsabile a chilometro zero che prevede itinerari, passeggiate e laboratori tra le vie e le piazze ed in cui gli accompagnatori interculturali conducono i partecipanti alla scoperta dei luoghi che abitano, vivono e frequentano: si tratta di persone dalle diverse età, provenienze e percorsi di vita, accomunate da specifiche caratteristiche quali una buona conoscenza della lingua del paese di residenza, la curiosità e l’interesse verso il territorio e la volontà di raccontarsi ai partecipanti. Sono le storie dei vicini di casa con cui non abbiamo mai parlato, dei colleghi e compagni di studi che poco conosciamo, i quali aprono il loro mondo al dialogo, al confronto ed alla condivisione delle proprie personali esperienze.

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Il progetto nasce sotto forma di proposta lanciata a Torino nel 2010 da parte del tour operator di turismo responsabile dal nome Viaggi Solidali e si diffonde dal 2014 in diverse città. Co-finanziato dall’Unione Europea, è promosso dalla Fondazione ACRA-CCS, da Viaggi Solidali, Oxfam Italia ed altri enti europei.

 

La volontà è quella di sviluppare una rete interconnessa di città che portano avanti esperienze parallele ed in cui i percorsi sono strutturati sulla base delle specificità dei singoli territori e contesti locali. La rete coinvolge numerose realtà italiane quali Torino, Milano, Genova, Firenze, Roma ed altre città europee quali Marsiglia, Parigi, Valencia, Lisbona.

 

Secondo gli organizzatori del progetto “la finalità è favorire l’integrazione dei cittadini di origine straniera nelle città coinvolte attraverso la comprensione e il rispetto di tutti i residenti. La creazione di una rete europea ci è sembrato lo strumento più adatto per moltiplicare l’impatto dell’iniziativa, garantire la circolazione di buone pratiche e diffondere questa metodologia innovativa che punta a rafforzare la coesione sociale e una vera cittadinanza europea”.

 

Punto centrale dell’iniziativa è facilitare la conoscenza tra le culture, favorire l’integrazione dei cittadini di origine straniera, garantire il passaggio da forme di esclusione ad inclusione sociale, permettere alle persone e ai luoghi di mostrarsi nella loro essenza e di auto-rappresentarsi.

 

Le attività proposte sono rivolte ai residenti, ai turisti, alle scuole ed accentuano il contatto con nuovi spazi urbani e l’interazione con il tessuto sociale. Il progetto rappresenta nel complesso “un’occasione di condivisione, conoscenza reciproca e riflessione sui temi che uniscono e che fanno discutere, un modo originale di camminare per la città, di osservare il territorio, di scoprire luoghi poco conosciuti e immaginati come difficilmente accessibili”.

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A Torino i percorsi pensati da “Migrantour” sono connotati da una forte valenza storica, multiculturale, architettonica e sono rappresentati da: l’itinerario di Porta Palazzo, che si concentra sulla narrazione dei suoi elementi caratterizzanti quali il mercato e le botteghe storiche; l’itinerario di San Salvario, che percorre i diversi luoghi di culto in un viaggio tra le religioni del mondo; l’itinerario di Borgo San Paolo, il quartiere più latinoamericano di Torino; l’itinerario di Mirafiori sud che racconta le storie delle migrazioni interne italiane tra gli anni ’50 e ’70 ed infine l’itinerario di Regio Parco, alla scoperta delle associazioni attive a favore dell’interculturalità.

 

Nei diversi contesti urbani gli itinerari di “Migrantour” individuano temi e narrazioni capaci di raccontare le storie di migrazioni che hanno trasformato il territorio nel corso del tempo ma soprattutto il contributo delle diverse generazioni di migranti che hanno arricchito il patrimonio tangibile e intangibile della città.

 

In ogni esperienza le voci degli accompagnatori interculturali si mescolano a quelle dei commercianti, dei responsabili di luoghi di culto e delle associazioni presenti sul territorio, i quali credono fortemente nelle potenzialità dell’integrazione e nei processi di costruzione di cittadinanza, mostrando e valorizzando i luoghi nei quali vivono, agiscono e con cui quotidianamente si relazionano, mettendosi al servizio della collettività.

 

Foto copertina
Didascalia: Migrantour
Autore: Migrantour

 

Articolo tratto da Piemonte che Cambia

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