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8 Ott 2018

Progetto “fa bene”. La coesione sociale parte dal cibo!

Scritto da: Lorena Di Maria

Raccogliere le eccedenze alimentari invendute provenienti dai mercati rionali della città e ridistribuirle a famiglie in difficoltà economica è lo scopo del progetto “fa bene”, pensato e realizzato a Torino con lo scopo di apportare benefici collettivi alla comunità, favorire pratiche di inclusione sociale e ridurre gli sprechi alimentari, aumentando il benessere sul territorio e le ricadute positive sull’ambiente.

Fa bene” è un progetto pensato per tutti: è destinato ai singoli abitanti, alle famiglie, alla comunità locale e si basa su un preciso obiettivo: raccogliere le eccedenze alimentari dei mercati rionali e distribuirle alle famiglie che si trovano in situazione di difficoltà economica e sociale. In cambio queste ultime, attraverso la “restituzione alla comunità”, elemento cardine del progetto, doneranno il proprio tempo e destineranno le proprie competenze sotto forma di volontariato al quartiere di appartenenza, favorendo la trasformazione dei costi in beneficio sociale.

 

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“Fa bene” nasce nell’anno 2013 dall’Associazione Culturale PLUG, attiva sul territorio nell’ambito della comunicazione sociale e della progettazione sostenibile, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Liberitutti che agisce sul rilancio dei territori in forte crisi e con il supporto del Comitato S-Nodi, comunità di ricerca azione che promuove interventi volti alla riduzione della povertà e delle diseguaglianze. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con le Circoscrizioni della Città, l’Osservatorio Caritas, i Servizi Sociali della Città di Torino e la Rete delle Case del Quartiere.

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A partire dalle eccedenze alimentari, fino alle azioni di restituzione, il progetto segue un processo molto semplice: in ogni mercato della città incluso nell’iniziativa, i volontari raccolgono le donazioni ed il cibo invenduto e, alla fine della giornata, li organizzano sulla base delle necessità e delle esigenze alimentari delle famiglie coinvolte. I pacchi vengono poi trasferiti presso la Casa del Quartiere di riferimento e consegnati loro due volte alla settimana. Contemporaneamente, in base al cosiddetto principio di reciprocità, ogni famiglia viene coinvolta in un percorso di “restituzione”, pensato per favorirne il coinvolgimento nella vita della comunità attraverso lo svolgimento di attività e di progetti sul territorio con la collaborazione di un educatore. Tali attività, effettuate per un massimo di venti ore mensili, si declinano in azioni volte a tutelare e valorizzare il territorio quali organizzazione di eventi o feste di quartiere, azioni di manutenzione e pulizia delle strade e delle aree verdi, partecipazione attiva alle iniziative promosse dalle Case del Quartiere, supporto di utenti con disabilità, cucina di comunità. Come sostengono gli organizzatori, “le azioni di reciprocità ricostruiscono i legami sociali, rafforzano i processi di prossimità e sono di sostegno alla comunità perché attraverso la cura del bene comune e del territorio da parte dei propri abitanti, la percezione di benessere collettivo aumenta”.

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Elemento qualitativo dell’iniziativa è la moltitudine di soggetti presenti sul territorio che beneficiano degli effetti del progetto: tra questi emergono le famiglie in difficoltà economica, le quali ricevono un supporto alimentare oltre che uno stimolo alla partecipazione e al reinserimento nel contesto socio-economico in cui vivono; le associazioni, che rappresentano un’importante risorsa sul territorio e favoriscono la nascita e la crescita di legami e interazioni sociali; i commercianti, che contribuiscono a rafforzare la coesione; la comunità locale, nella quale vengono a crearsi nuove forme di aggregazione e cooperazione tra gli stakeholders.

 

Il mercato rionale, da sempre considerato luogo dello scambio culturale e dell’esaltazione dei rapporti umani, rappresenta in questo contesto un elemento centrale in quanto è stato pensato come punto di partenza dell’intero processo del progetto. Proporre cibi freschi e genuini è uno degli obiettivi di “fa bene”, il quale offre una nuova e diversa alternativa rispetto alle forme di distribuzione di generi alimentari di prima necessità che raccolgono donazioni di alimenti nella maggior parte dei casi a lunga conservazione.
I mercati che partecipano attivamente al progetto sono alcuni tra gli storici della città: quello di Piazza Foroni, celebre mercato di Barriera di Milano, ha avviato per primo la collaborazione con “fa bene”, favorito dal forte interesse dell’associazione dei commercianti a dare vita a nuove reti e relazioni nel quartiere. La collaborazione si è poi ampliata al Mercato di Corso Chieti, al Mercato di Corso Svizzera, a quello di via Porpora, Piazza Barcellona e di Crocetta. A partire da settembre 2016 il progetto si è ampliato coinvolgendo i Comuni del Patto territoriale Torino Ovest e nello specifico i mercati dei Comuni di Collegno e Grugliasco.

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Nel complesso chiunque può partecipare al progetto per mettersi in gioco e contribuire offrendo un aiuto ed un sostegno alle famiglie del proprio quartiere. Ciò è possibile donando parte della propria spesa direttamente agli operatori di “fa bene” presenti nei mercati oppure diventando veri e propri volontari e destinando parte del proprio tempo alle attività di animazione territoriale o dedicandosi alla logistica, contribuendo nel complesso ad apportare nuove energie sul territorio, favorire la creazione di un maggior benessere collettivo e rafforzare il senso di identità locale.

 

Foto copertina
Didascalia: Progetto “Fa bene”

 

Articolo tratto da Piemonte che Cambia

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