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10 Gen 2019

Un inno alla femminilità

La femminilità non è sinonimo di “essere donna” una qualità che coabita con il maschile, tanto nei corpi degli uomini che in quelli delle donne. In che misura abbiamo ignorato, sia individualmente che collettivamente, la nostra dimensione femminile? E cosa può restituirci il riconoscimento della femminilità?

Cosa intendiamo per femminilità? Spesso, quando diciamo che una donna è femminile, intendiamo dire che si trucca bene, che si veste in modo sensuale, che è morbida nelle parole e nei gesti. Forse questa visione della femminilità corrisponde a uno stadio in cui le donne sono state viste come oggetto del desiderio, in cui erano definite in relazione alla loro capacità di seduzione. Ma, mentre maturiamo come donne e come società, torniamo a porci la questione di ciò che intendiamo per femminilità.

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Forse la femminilità è più in relazione con la saggezza profonda, implicita e intuitiva che batte nel cuore di una donna. D’altra parte, sembra che la femminilità punti anche verso la connessione con la terra, con il corpo e con la dimensione affettiva della vita.

 

Forse la vera missione del femminile profondo è di contribuire all’apertura del cuore maschile. Inoltre, sembra innegabile che il gruppo emergente di donne sagge e risvegliate sia una fonte di ispirazione fondamentale nel seno di una “civiltà amnesica”, che non ha ricordo della sua vera origine.

 

Comunque sia, la femminilità non può essere associata a un modello ideale di donna. E se è vero che per molto tempo il femminile è stato associato alla condizione biologica della donna, in realtà è una qualità che coabita con il maschile, tanto nei corpi degli uomini che in quelli delle donne. La femminilità, quindi, non è più sinonimo di “essere una donna”. Come donne, il fatto di diventare auto consapevoli e di connetterci con le qualità essenziali del femminile, ci permette di andare oltre certi ruoli.

 

“Non lasciare che le percezioni limitate ti definiscano”
Virginia Satir

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Il ritorno al femminile

In che misura abbiamo ignorato, sia individualmente che collettivamente, la nostra dimensione femminile? Cosa significa veramente per il nostro equilibrio il non riconoscimento della femminilità? Possiamo affermare che questo non riconoscimento della dimensione femminile porta le donne ad ammalarsi, tendendo a vivere vite meccaniche senza legami profondi. Allo stesso modo, la società che non manifesta il femminile tende ad organizzarsi attorno a valori come il materialismo, la produzione eccessiva e relazioni verticali basate sulla competitività.

 

Il ritorno al femminile comporta l’integrazione di atteggiamenti di cooperazione ed empatia, così come la creazione di rapporti di fraternità, uguaglianza ed intimità emotiva. Il riconoscimento della dimensione femminile ci restituisce anche il senso del sacro e valori associati al cuore, come la compassione e la generosità.

 

Infatti, la donna che riconosce la sua femminilità e la estende oltre la cerchia familiare, contribuisce in una certa misura alla guarigione di una società che mostra sintomi di stanchezza e malessere.

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“Le donne sono come il cuore della Terra, il nostro battito del cuore è l’impulso dell’anima. Il risveglio alla femminilità consapevole sboccia quando apriamo noi stesse e amiamo dal cuore; da lì possiamo renderci disponibili alla nostra missione di donne: trasmettere la coscienza ad altre donne e uomini “
Abuela Margarita

 

Non solo le donne hanno bisogno di recuperare il potenziale femminile. In realtà, anche gli uomini hanno bisogno di riconoscere questa dimensione nel loro essere, per proseguire nel processo di maturazione. Sia come uomini che come donne, quando ignoriamo il potenziale femminile, dimentichiamo la fonte di creatività che siamo. La femminilità, nella sua stessa essenza, costituisce il ponte verso la dimensione transpersonale dell’esistenza.

 

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