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6 Giu 2019

È partita la nuova stagione della Rete Museale Biellese

Scritto da: Luca Deias

Domenica 2 giugno ha preso il via l’edizione 2019 del progetto territoriale che vede coinvolti 37 siti della provincia biellese, che saranno visitabili tutte le domeniche fino al 13 ottobre.

Con la ricorrenza della Festa della Repubblica Italiana, Biella ha dato il benvenuto alla nuova stagione della Rete Museale Biellese, progetto proposto e coordinato dall’Ecomuseo Valle Elvo e Serra in collaborazione con l’Ecomuseo del Biellese (di cui è parte). Il 2 giugno, per tutti i 37 siti, si è alzato il sipario sull’edizione 2019: è ricominciato così il percorso culturale che, da sette anni, colora di cultura la provincia laniera. Il progetto territoriale in questione – che si rinnova annualmente dal 2012 – si sviluppa e articola intrecciando gradualmente un nuovo tessuto di relazioni tra molti attori culturali, pubblici e privati, favorendo la condivisione di risorse per la valorizzazione dei patrimoni degli ecomusei, dei musei, dei castelli, dei palazzi, delle aree naturalistiche e di altri siti d’interesse. I siti della Rete Museale Biellese, nello specifico sono visitabili tutte le domeniche fino al 13 ottobre (oltre alla festività del 15 agosto), dalle ore 14.30 alle 18.30.

La crescita
I numeri riescono a dare un quadro chiaro dell’evoluzione del progetto: dal 2012 al 2019 la Rete ha coinvolto 44 differenti realtà museali situate in 32 comuni, selezionando 184 operatori appositamente formati e remunerati per affiancare i gestori dei siti e garantirne un’apertura costante nel periodo estivo; nei primi sette anni, inoltre, i siti della rete hanno registrato circa 97.600 visitatori. Il successo riscontrato finora continua con una stagione che supera il record di siti dell’anno precedente, arrivati ora a 37 (la novità – o meglio, il ritorno – è il Palazzo dei Principi di Masserano).

La formazione degli operatori
La Rete, anche quest’anno, ad aprile ha emesso un bando volto a selezionare gli operatori museali per i 37 siti della provincia di Biella. Gli operatori hanno seguito un programma di formazione durante più incontri, attraverso i quali hanno avuto la possibilità di approfondire la conoscenza diretta di tutti i siti museali, non solo quello di competenza. Favorendo la condivisione di risorse e finalità tra molti attori pubblici e privati, il progetto valorizza così i patrimoni messi in rete con il coinvolgimento di tutti gli operatori selezionati (opportunamente remunerati) che affiancano i gestori dei siti garantendone un’apertura costante e coordinata.

I 37 siti
Cittadellarte-Fondazione Pistoletto; Antonio Bertola ingegnere militare; Atelier dello scultore Massimino Perino; Casa Menabrea; Casa Museo dell’Alta Valle del Cervo; Casa natale di Pietro Micca; Casa Zegna; Castello Vialardi di Verrone; Centro di Documentazione del Lago di Viverone; Centro di Documentazione sulla Lavorazione del Ferro; Centro di Documentazione sull’Emigrazione; Cittadellarte – Fondazione Pistoletto; Ecomuseo del Cossatese e delle Baragge; Ecomuseo della Civiltà Montanara; Ecomuseo della Lavorazione del Ferro; Ecomuseo della Terracotta; Ecomuseo della Tradizione Costruttiva; Ecomuseo della Vitivinicoltura; Ex Mulino Susta; Fabbrica della Ruota; FAI – Collezione Enrico; Lanificio Botto e villaggio operaio; Monastero Cluniacense di Castelletto Cervo; Museo del Bramaterra; Museo della Passione; Museo degli Acquasantini; Museo delle Migrazioni; Museo dell’Infanzia; Museo dell’Oro e della Bessa; Museo del Territorio; Museo Laboratorio dell’Oro e della Pietra; Oasi WWF Giardino Botanico di Oropa; Palazzo dei Principi di Masserano; Palazzo Ferrero; Palazzo Gromo Losa; Palazzo La Marmora; Riserva Naturale Parco Burcina “Felice Piacenza”; Santuario di San Giovanni d’Andorno.

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