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29 Gen 2020

Un orto infinito dentro la città di Milano

Scritto da: Arcobaleno

Due cerchi che disegnano un numero otto, simbolo dell'infinito. È questa la forma dell'orto sinergico realizzato a Milano per iniziativa di Laura Calvelli, progettista in permacultura e promotrice di agricoltura sinergica. “La sinergia funziona anche tra gli esseri umani e la biodiversità è sempre una risorsa”.

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Esiste la possibilità di una seconda vita? Il dilemma per secoli ha stimolato filosofi e ricercatori religiosi; e Laura, organizzatrice del SinergicLab ritiene, con quel pizzico di scherno che spesso caratterizza i toscani, di aver trovato la risposta. Oggi una pesante palla, formata da un rotolo di vecchie camere d’aria, destinata alla discarica, si è trasformata, grazie a mani inesperte ma sapientemente guidate, in oggetti utili: come una borsa da passeggio, un tappetino, un’amaca o un acchiappasogni.

Laura Calvelli si prende una pausa prima di dare una definizione per la sua professione: «Sono sempre stata curiosa e ho lasciato che il mio fare fosse guidato dal desiderio di soddisfare le mie passioni, come la danza in giovane età e l’insegnamento dello yoga in seguito. Le mie competenze sono multidisciplinari, posso definirmi una designer di permacultura, perché ciò non limita il significato al riduttivo aspetto agricolo. Svolgere le mie attività laboratoriali e di progettazione significa avere una visione d’insieme che abbraccia convivenza sensibile ai bisogni individuali e sociali e diligenza ecologica».

Questo incontro dal titolo “Tessitura con camere d’aria” è stato il primo dell’iniziativa RI BI CI CLO (Laboratorio di riciclo e sostenibilità) ospitato presso l’Associazione Casapace Milano. I prossimi incontri che si terranno con cadenza mensile hanno titoli palpabili: “Mini cupole geodetiche” (15 febbraio); “Cappelli, borse, mantelle” (14 marzo); “Complementi d’arredo” (18 aprile); “Orto bio-diverso” (9 maggio). I contenuti di questo ultimo incontro meritano un approfondimento testimoniato dall’esperienza che prende il nome “8 sinergico orto-infinito”.

«I confini in permacultura – continua Laura – hanno un significato fondamentale per affrontare le esigenze agricole e sociali che vogliamo risolvere. Ho quindi scelto di non avere confini per valorizzare i margini all’otto sinergico-orto infinito in via Missaglia dentro la città di Milano. Chiunque arriva all’anello di allenamento in asfalto, accompagnando al gioco un bambino o facendo attività fisica, può percorrere i sentieri dell’orto, nessun lucchetto o rete di recinzione gli impedirà di visitare i due cerchi che rappresentano il simbolo dell’infinito.

Ho iniziato circa tre anni fa, motivata da un amore per la natura e basandomi su stimoli e informazioni condivise con il gruppo Rape Metropolitane di Milano. Più che un’esperienza per procurarmi cibo, cercavo un modo di mettere in pratica, di verificare e dimostrare che la sinergia funziona anche tra gli esseri umani e che la biodiversità è sempre una risorsa. In seguito altre persone hanno approfondito la Permacultura in giro per il mondo rendendo orgoglio alla mia trasmissione delle conoscenze. L’obbiettivo di questa esperienza è dimostrare che l’allineamento con la natura restituisce una produzione abbondante e sostenibile. Naturalmente, aspetto dal risvolto sociale, è stato il fatto di calamitare persone sconosciute e con competenze diverse a vivere questa frizzante esperienza di condivisione dei saperi».

La sostenibilità sociale è la spina dorsale dei suoi obbiettivi. Il suo lavoro consiste nel trovare un committente che necessita di risolvere un problema di carattere eco-paesaggistico-funzionale e persone che vogliono imparare competenze legate a quell’argomento. Lei organizza un corso e i partecipanti acquisiscono nella pratica conoscenze teoriche realizzando un progetto specifico. In questo modo si ottiene una valida sinergia: con costi ridotti viene distribuita conoscenza e risolti problemi concreti.

«Ricordo quella volta – aggiunge Laura – che abbiamo costruito una cupola geodetica per un privato che doveva proteggere l’orto dal passaggio dei cinghiali all’interno di un bosco. Oltre alla soddisfazione del committente e dei partecipanti al corso abbiamo ricevuto riconoscimenti da ingegneri che sono venuti a visitarla».

Enti e scuole pubbliche, alle volte costretti ad essere un parcheggio sociale per una manovalanza inoperosa, potrebbero attingere dalla sua esperienza metodologica. Il committente potrebbe essere il bene pubblico: dalla riqualificazione di aree verdi per bambini e adulti alla progettazione paesaggistica in periferie che non possono permettersi grossi investimenti. Se quanto letto ha stimolato in te idee nuove per trasformare alcune fantasie in progetti concreti: sii parte del cambiamento!

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